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Edilizia: cantieri insicuri e senza risorse
di Massimo Mobilia

I risultati del Piano di vigilanza del Governo per la tutela del lavoro dicono che il 48% delle imprese siciliane mostra irregolarità. Bando dell’Inail da 60 milioni, ma l’accesso online è rimasto interdetto alle aziende palermitane

Tags: Edilizia, Sicurezza, Infortuni



PALERMO – Il 48% delle imprese edili siciliane controllate dagli ispettori del ministero del Lavoro durante il 2010 sono risultate fuori norma in termini di sicurezza sul lavoro. è il bilancio emerso dai risultati del “Piano straordinario di vigilanza per l’agricoltura e l’edilizia”, approvato dal Consiglio dei Ministri il 28 gennaio dello scorso anno e rivolto a quattro regioni del Sud: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia. Il lavoro congiunto delle Forze dell’ordine, insieme agli ispettori ministeriali e di quelli degli enti previdenziali hanno permesso ottimi risultati soprattutto nei controlli del settore edile, perché con quasi 11 mila aziende ispezionate tra marzo e dicembre, è stato di gran lunga superato l’obiettivo del Piano di controllare 7.724 imprese. Attenzione sia sugli appalti pubblici che su quelli privati, soprattutto per verificare la sussistenza o meno delle condizioni generali di tutela del lavoro nei cantieri.

Il dato siciliano, seppur notevole in negativo, è comunque niente al cospetto di quanto emerso nelle altre tre regioni. La Calabria, ad esempio, è risultata la regione con la più alta percentuale, il 75%, di aziende irregolari sul totale di quelle controllate. E non stanno meglio Puglia e Campania che seguono entrambe con un rapporto di circa 6 aziende irregolari su 10 fra quelle soggette a verifica.
Mal comune mezzo gaudio, quindi, verrebbe da dire per la Sicilia, che comunque deve recuperare, e non poco, in termini di sicurezza sul lavoro.

Ma nello stesso giorno in cui si è appreso che quasi 5 imprese edili siciliane su 10 lavorano senza rispettare le necessarie condizioni di sicurezza, ecco che arriva la doccia fredda: i fondi del bando sicurezza messi a disposizione dall’Inail si sono esauriti nel giro di un’ora dall’apertura dello sportello telematico nel click day, lasciando a bocca asciutta diverse aziende dell’Isola. Il 12 gennaio alle ore 14, infatti, si doveva aprire sul sito dell’Inail il link per la presentazione delle domande di partecipazione al bando rivolto a tutto il territorio nazionale, per cui sono stati stanziati 60 milioni di euro. Si trattava di una gara a tempo e chi cliccava prima si aggiudicava il finanziamento.

Qualcosa, però, è andata storta perché secondo quanto riferito da Confindustria Palermo “All’orario di apertura del link alle 14 il sito si è bloccato ed è rimasto inaccessibile per un’ora circa. Intorno alle 15 il sito si è sbloccato ma gli imprenditori hanno appreso che i fondi si erano già esauriti”. Dura la reazione degli industriali palermitani rappresentati dal presidente, Alessandro Albanese, il quale ha chiesto all’Istituto di annullare il bando a garanzia di trasparenza nei confronti di tutte le imprese che in Italia hanno aderito al concorso.

“Una beffa, un insulto dell’Inail alle imprese corrette – ha affermato Albanese – Un click day che si è rivelato una presa in giro per centinaia di imprenditori. Una gara col sapore della presa in giro. O questi 60 milioni erano già predestinati a pochi eletti, e questa sarebbe una vergogna, oppure il sito non era attrezzato per uno sportello telematico”.

L’ennesima occasione persa? Si spera di no, visto che il bando pubblicato qualche mese fa prevedeva il finanziamento di progetti per rinnovare attrezzature e impianti, per adottare nuovi modelli organizzativi e per la formazione del personale in tema di sicurezza. Insomma, risorse che possono essere di grande aiuto per le imprese siciliane. “L’accesso ai fondi pubblici per la sicurezza non può essere un privilegio per pochi – conclude Albanese – La sicurezza riguarda e interessa tutti”.

Articolo pubblicato il 18 gennaio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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