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Biodiesel Ecoil, progetto verde ma la Regione nega i contributi
di Giuseppe Solarino

Resta fermo l’impianto che dovrebbe sorgere a Priolo. Giudicato non idoneo per accedere ai fondi Ue. La società farà ricorso. Di Lella: “Iniziativa ostacolata per ragioni politiche”

Tags: Biodiesel, Ecoil, Priolo



PRIOLO GARGALLO (SR) - Ancora tutto fermo per quanto riguarda la realizzazione dell’impianto di Biodiesel della Ecoil che dovrebbe sorgere nel territorio di Priolo Gargallo. Il progetto della Ecoil è tra quelli inseriti nell’Accordo di programma per la chimica, ed aveva ottenuto l’autorizzazione alla fine del 2009. Erano pure state definite le somme di finanziamento per la realizzazione dell’impianto.

Il ministero dello Sviluppo Economico aveva confermato la disponibilità di 23 milioni di euro e l’assessore regionale all’Industria, Marco Venturi, aveva confermato la disponibilità di 60 milioni di euro. I lavori per la realizzazione dell’impianto sarebbero dovuti iniziare non appena definite le incombenze burocratiche. Tuttavia il progetto era fermo perché non erano state rese disponibili queste somme per l’incentivazione alle imprese, così come era stato sottoscritto nell’accordo di programma.

L’Ecoil, prima della scadenza, fissata il 31 agosto 2010, aveva presentato domanda per l’ammissibilità ai contributi europei fondi Fesr (Fondi europei sviluppo regionale) per gli interventi di costruzione di filiere produttive nel campo delle fonti rinnovabili. In questi giorni si è tenuta una riunione istituzionale dell’Osservatorio nazionale della chimica, presso il ministero dello Sviluppo economico, presieduta dal sottosegretario Saglia, per definire gli strumenti agevolativi da utilizzare per l’impianto Ecoil e le altre iniziative presentate per la reindustrializzazione nelle aree previste per le piccole e medie industrie. Alla riunione non erano presenti i rappresentanti della Regione Sicilia, e pertanto si dovrà tenere un nuovo incontro.

Il presidente della Ecoil, Elio Di Lella, ha manifestato la propria contrarietà affermando che: “La Regione, non solo non concede il dovuto finanziamento, ma addirittura fa perdere tempo in quanto, nella riunione di mercoledì scorso, non si è potuta prendere alcuna decisione non essendosi presentati né l’assessorato all’Industria, né l’assessorato all’Energia e Rifiuti, né tanto meno la Presidenza”.

Sulla Gazzetta Ufficiale dello scorso venerdì era stata pubblicata l’ammissibilità dei progetti che hanno richiesto di utilizzare i fondi Europei Fesr per la linea 2.1.1.1, volta a promuovere “Interventi per la costituzione di filiere produttive di ambito regionale nel campo delle fonti rinnovabili anche attraverso progetti piloti a carattere innovativo (specie nei settori del solare termico a bassa temperatura, solare fotovoltaico, biomasse, mobilità sostenibile, ecoefficienza, biocarburanti ed idroelettrico) da attuare, in sinergia con l’azione di incentivazione alla trasformazione e commercializzazione, sulle colture energetiche no food”.

A tal proposito Di Lella dichiara che: “Su 12 progetti presentati, solo uno è stato giudicato ammissibile. Quello di Ecoil è stato ritenuto inammissibile perchè si prevede solo la realizzazione di impianti per la produzione di energia elettrica. Forse non è stato letto il progetto che invece si qualifica già dal suo titolo: si chiama Biodiesel Sicilia. Si tratta del primo polo produttivo nel petrolchimico di Priolo per lo sviluppo industriale regionale delle fonti di energia rinnovabile attraverso le agroenergie, i biocarburanti, la trasformazione degli oli fritti da cucina esausti, e la ricerca universitaria siciliana. Eppure, il progetto è stato ritenuto inammissibile al finanziamento”.

Di Lella conclude affermando che: “Chiederemo un ricorso. è possibile che le beghe politiche siciliane siano scese a un livello così grave di conflittualità che vengono ostacolate, in tutti i modi, iniziative industriali avviate sotto precedenti amministrazioni?”.

Articolo pubblicato il 21 gennaio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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