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“Riconversione Sicilfiat entro fine mese”
di Rosario Battiato

Il ministro dello Sviluppo economico dichiara che a giorni sarà chiuso l’accordo di programma per il rilancio dello stabilimento. Romani parla di straordinaria occasione: “Opportunità per 3.300 posti di lavoro”. La Fiom non si fida

Tags: Fiat, Termini Imerese, Raffaele Lombardo, Paolo Romani



PALERMO – Sono giorni decisivi per il futuro di Sicilfiat nel distretto industriale di Termini Imerese. Entro fine mese, secondo quanto dichiarato dal ministro Paolo Romani, sarà infatti chiuso l’accordo di programma per il rilancio dell’ex stabilimento Fiat. Tuttavia, al di là delle dichiarazioni ottimiste del ministro per lo Sviluppo economico, la situazione resta ancora incerta con i sindacati sul piede di guerra a causa di un probabile accordo ancora blindato e ignoto ai lavoratori. Di tutt’altro avviso Romani, che già considera il futuro di Termini, come il migliore dei futuri possibili. “Mi pare che ci sia una straordinaria occasione – ha spiegato il ministro - per il distretto industriale che sembrava dismettere tutto azzerando i 1.500 collaboratori, mentre si riportano 3.300 dipendenti con sette tipologie manifatturiere diverse, di cui due nell’automobile”.

All’ottimismo di Romani fa seguito Raffaele Lombardo che non nasconde come il lavoro del titolare dello Sviluppo economico sia sinora gradito alla Regione. “Su Termini – ha spiegato il governatore isolano - si sta lavorando. Ho trovato un interlocutore costruttivo e positivo, il ministro Romani che ha buon senso a differenza di Tremonti che ha un pessimo carattere, peggio del mio”.

Per i sindacati invece il futuro si presenta ancora nebuloso e l’operazione-salvataggio dei posti di lavoro lascia dei dubbi. “Il ministro Romani si era impegnato a convocare il sindacato – ha spiegato Giovanna Marano, segretaria generale Fiom Cgil siciliana - ma non ha mantenuto la promessa. Le parti sociali non conoscono nel dettaglio il piano di rilancio per Termini Imerese. Non conosciamo nulla del percorso che dovrebbe garantire un’occupazione stabile dopo la chiusura dello stabilimento Fiat”.

In riferimento a questa situazione ancora provvisoria e a proposito dei recenti temi nazionali - dopo il referendum sul contratto di Mirafiori - venerdì prossimo si terrà una manifestazione regionale dei metalmeccanici della Fiom. La scelta di Termini non è casuale, perché, secondo quanto sostiene Giovanna Marano, segretaria della Fiom regionale, è un “luogo simbolo dove, con la scelta di chiudere con la produzione di auto, ha avuto inizio la strategia autoritaria di Marchionne”. Il concentramento è previsto per le 9.30 in piazza della Vittoria a Termini bassa, in seguito il corteo attraverserà le vie della città.

“Oltre che del contratto nazionale – ha proseguito la Marano - servono in questo contesto misure di reinserimento al lavoro che la regione non ha ancora predisposto ma anche misure formative”. Le strada da intraprendere, secondo la segretaria regionale, non è quella sinora proposta.

“In una regione come la Sicilia -  ha proseguito Marano - che sta subendo pesantemente gli effetti della crisi non è certo la ricetta giusta quella che prevede l’abbassamento delle tutele e dei diritti”. I dati della segretaria Fiom sono eloquenti: nell’isola le ore di cassintegrazione sono state 22 milioni nel 2010, buona parte di queste nel settore metalmeccanico. Siamo quindi lontani da una ripresa.

Articolo pubblicato il 26 gennaio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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