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Zona industriale di Catania declassata ingiustamente
di Raffaella Pessina

Tags: Fabio Mancuso



Pare che negli ultimi due anni siano stati stanziati circa 2 miliardi di euro con somme anche regionali per bonificare siti industriali inquinati. Lavori però mai partiti. Avete preso qualche iniziativa in commissione Territorio e Ambiente?
“La competenza specifica su questa materia è della commissione Attività produttive, ma è chiaro che anche la commissione Ambiente ha una responsabilità. Per questo ci siamo attivati, insieme con il presidente della commissione Attività produttive, Salvino Caputo, soprattutto per quanto riguarda la miniera di Pasquasia ed altri siti industriali della Zona di Catania. Quello che ci ha sorpreso nei primi accertamenti che verranno approfonditi è il declassamento, che è stato fatto con decreto, fine 2008 inizio 2009, dal presidente Lombardo della zona industriale di Catania ed in particolare un declassamento che riguardava le esondazioni del fiume Simeto. A tutt’oggi permangono grandi perplessità su questo documento dove, segnatamente, si dice che il declassamento è temporaneo. Un provvedimento del genere lascia il tempo che trova. E’ chiaro che tale declassamento consente a determinati industriali di potersi attivare, seppur temporaneamente, per avere una serie di concessioni, temporanee anche queste”.

La Sicilia in questo momento si trova in esercizio provvisorio: cosa ne pensa?
“Lombardo vuole utilizzare il Bilancio della Regione senza che il Parlamento possa controllare alcunché. Col bilancio utilizzato in dodicesimi, non sapendo quale sarà la definizione del capitolo, è possibile che noi ci troveremo ad aprile-maggio con i capitoli sforati, come è successo per due anni e con ulteriori buchi di bilancio.

Articolo pubblicato il 27 gennaio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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