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Quotidiano di Sicilia

In Sicilia calano i mutui concessi alle famiglie
di Silvia Scardino

L’indagine della Banca d’Italia sul mercato del credito pubblicata nello studio sull’Economia nell’Isola nel 2008. Anche i prestiti alle imprese hanno subito una variazione negativa dall’11,5% al 4,8%

Tags: Mutui, Banca D'italia, Sicilia



PALERMO - In Sicilia il rallentamento dell’attività economica ha avuto ripercussioni evidenti sul trend del credito bancario alla clientela. È questo uno dei fattori che emerge dal rapporto elaborato dalla Banca d’Italia e che disegna la situazione dell’isola durante l’anno 2008.

La frenata dei prestiti, che si era notata già nel 2007, si è ulteriormente acuita, risentendo anche delle cessioni di crediti da parte delle banche ad intermediari specializzati. Tenuto conto di queste operazioni, che hanno interessato soprattutto mutui erogati alle famiglie, il tasso annuo di crescita dei prestiti è stato del 6,4%, contro l’11,1% del 2007. Al netto dell’effetto contabile delle cartolarizzazioni e di alcune operazioni straordinarie di riclassificazione della clientela, l’incremento del credito alle famiglie è passato dal 12,1% al 7,8%.

Per la prima volta dal 2000, il flusso dei nuovi mutui concessi alle famiglie per l’acquisto delle abitazioni è stato inferiore rispetto all’anno precedente: nei primi tre trimestri del 2008 la riduzione è stata del 10,3% rispetto al medesimo periodo dell’anno prima. In cospicua preponderanza (4/5 del totale), sono stati i contratti stipulati a tasso fisso.

Il credito alle imprese è mutato dall’11,5% al 4,8% poiché gli istituti finanziari hanno adottato maggiori precauzioni, visto il momento critico dell’economia nel suo complesso. Il rallentamento ha interessato tutti i principali settori, ma in maniera più accentuata l’industria manifatturiera (dal 7,4% allo 0,8%); per i prestiti alle imprese agricole, che nel 2007 erano rimasti stazionari, si è osservata una variazione negativa del 3,6%. Pure i finanziamenti in leasing, compresi quelli erogati dagli intermediari non bancari, sono cresciuti ad un ritmo più fiacco rispetto al 2007 (11,1% contro il 22,1%).

Nella nostra Regione però, il mercato del leasing si è sviluppato più rapidamente rispetto alla media italiana. Secondo gli elementi forniti dall’Associazione Italiana Leasing, tra il 1999 e il 2007, l’incidenza sul totale nazionale è passata dall’1,5% al 2,5% (dal 14,6% al 16,5% rispetto al Mezzogiorno). Ma questa forma di finanziamento sugli investimenti fissi lordi rimane ancora limitata (6,6% in Sicilia, a fronte del 15,6% in Italia). A differenza del mercato nazionale, dove l’immobiliare è il comparto prevalente per valore complessivo dei contratti, nell’isola la quota maggiore dei finanziamenti in leasing riguarda l’acquisto di beni strumentali (31,1%), seguito dall’immobiliare (30,7%) e dagli autoveicoli (27,7%).

Circa un terzo dei titolari delle aziende siciliane che sono state campionate per l’indagine della Banca d’Italia, ha dichiarato di avere attuato iniziative per contenere i costi e ridimensionare i programmi d’investimento. Tra le imprese che hanno modificato la domanda di credito sono risultate in maggioranza quelle che hanno indicato una crescita legata in special modo a nuove esigenze di fondi per scorte e capitale circolante. La crescita del fabbisogno finanziario dei settori produttivi si è riflessa nell’aumento dell’utilizzo delle linee di credito a revoca messe a disposizione: il rapporto tra credito utilizzato ed affidamenti bancari accordati alle imprese, che nel biennio precedente era rimasto pressoché invariato (54,5% alla fine del 2007), durante il 2008 è aumentato fino al 59,1%.
 

La valutazione del merito fiduciario più rigida nei confronti dei clienti
 
PALERMO - Come si evince dal rapporto elaborato dalla Banca d’Italia, la decelerazione del credito alle famiglie è stata causata dalla contrazione della domanda e dall’inasprimento dei parametri degli istituti finanziari nella valutazione del merito fiduciario dei clienti. In flessione, in special modo, la richiesta di mutui ipotecari, mentre i giudizi sul credito al consumo sono più disomogenei, con un saldo delle risposte leggermente negativo. A frenare i prestiti bancari alle imprese hanno contribuito la scelta di metodi più restrittivi sull’offerta del credito ed un aumento della domanda di finanziamenti. Quasi una su quattro del campione di banche prese in esame, ha valutato l’aggravio delle condizioni di concessione dei prestiti come considerevole. Ciò con riferimento all’applicazione di spread più elevati sulle operazioni rischiose, ma anche, seppur moderatamente, all’aumento delle soglie minime di punteggio richieste per l’approvazione dei crediti (scoring) e alla riduzione delle deleghe decisionali ai responsabili delle filiali bancarie. All’intensificazione della domanda di credito delle imprese hanno concorso soprattutto le accresciute esigenze di finanziamento del capitale circolante e le richieste di riorganizzazione di situazioni debitorie preesistenti. (ss)

Articolo pubblicato il 25 giugno 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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