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Quotidiano di Sicilia

Qualità garantita per il principe Nero d’Avola e argine contro la corsa al ribasso dei prezzi
di Roberto Di Trapani

Protocollo messo a punto dall’Irvv per proteggere e certificare il vino di punta dell’enologia siciliana. Adesione al disciplinare volontaria: i produttori potranno decidere se ottenere o meno il certificato

Tags: Nero Avola, Leonardo Agueci



PALERMO - Il vino siciliano più stimato ed apprezzato in tutto il mondo, il principe Nero d’Avola, sarà tutelato e la sua qualità garantita da un disciplinare fatto a posta per lui. Per tentare di ovviare ai rischi, sempre più frequenti, in cui stanno incappando i vini siciliani di qualità, oggetto di svalutazione, contraffazione e raggiri, si cerca di proteggere il vino Nero d’Avola che più di tutti gli altri, per le sue particolarità e per il suo grado di apprezzamento da parte dei consumatori, è soggetto a questo tipo di infortuni. 

A proteggere e certificare il vino di punta dell’enologia siciliana sarà il protocollo, che si sviluppa in otto punti, denominato “Nero d’Avola Sicilia Qualità” messo a punto dall’Istituto Regionale della Vite e del Vino. Come ha spiegato il presidente dell’IRVV, Leonardo Agueci, il protocollo è stato redatto: “con l’intento di alzare un argine contro la corsa al ribasso, di prezzi e qualità”; per evitare che si possano verificare casi di deprezzamento come la vendita di bottiglie di Nero d’Avola al prezzo di 1 euro. Nel documento saranno descritte tutti le linee-guida che i produttori dovranno seguire per ottenere la certificazione “Nero d’Avola Sicilia Qualità”, dicitura che potrà comparire in etichetta.

L’adesione al disciplinare sarà volontaria, quindi i produttori potranno decidere o meno se ottenere il certificato. “Lo spirito – ha spiegato il presidente Agueci in un’intervista – è quello di una serie di suggerimenti che i produttori possono tenere in considerazione”. Il vademecum è il frutto dell’esperienza e delle sperimentazioni condotte negli anni dai tecnici dell’IRVV, tradotto in norme che indirizzano i produttori nella coltivazione delle viti e nella produzione del vino. Ci saranno, quindi, da seguire delle regole sia in campo che in cantina. Per avere il certificato “Nero d’Avola Sicilia Qualità”, le rese ad ettaro non dovranno superare gli 80 quintali, come previsto nel quarto punto del disciplinare, e poi “le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla produzione dei vini Nero d’Avola, devono essere quelle tradizionali della zona”, ed ancora, per la fermentazione del mosto, viene consigliato “l’impiego di lieviti autoctoni”, lieviti già presenti in nature sulle uve. Per salvaguardare l’origine siciliana del Nero d’Avola nel disciplinare viene specificato che il certificato “potrà essere rilasciata solo ai vini imbottigliati nell’intero territorio della Sicilia” e che la vinificazione e l’affinamento dei vini “devono essere effettuate nell’interno della zona di produzione”.

Il prodotto finito, in conclusione, per fregiarsi della dicitura “Nero d’Avola Sicilia Qualità” dovrà avere le seguenti caratteristiche organolettiche: “Colore: porpora, rosso rubino tendente al rosso granato con l’invecchiamento; odore: caratteristico fruttato, a volte con note di marasca; sapore: morbido, gradevolmente acido, pieno”.

Articolo pubblicato il 28 gennaio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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