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Lombardo: “Il Terzo polo non teme le elezioni”
di Raffaella Pessina

Si prospetta una settimana di nuovi scontri per le leggi da approvare. Intanto il numero dei gruppi parlamentari è raddoppiato

Tags: Raffaele Lombardo, Ars, Terzo Polo



PALERMO - Si preannuncia una settimana di fuoco quella della prossima settimana all’Assemblea regionale.
Nel corso della prima seduta del mese di febbraio che si terrà martedì pomeriggio, primo febbraio, si tornerà a discutere della legge sugli esercizi commerciali e il cui relatore sarà il deputato dell’opposizione Salvino Caputo, che è anche presidente della Commissione Attività Produttive, dove è stato esitato il documento. Come si ricorderà questa settimana si è scatenata una furibonda polemica attorno a questo disegno di legge ed in particolare ad un articolo (il 3) , inserito in un secondo tempo dal Governo in Commissione e che derogava i termini per le concessioni ai grandi centri commerciali. L’opposizione ha fatto in modo che Lombardo ritirasse l’articolo per evitare favoritismi nei confronti di grandi gruppi commerciali.

Ma le polemiche saranno all’ordine del giorno anche per gli altri disegni di legge che man mano approderanno all’Aula per essere approvati definitivamente e diventare leggi. Infatti l’opposizione si sta battendo perchè si comincino a discutere in Aula i documenti finanziari per arrivare presto alla conclusione dell’esercizio provvisorio.

Intanto il Governatore Lombardo si attribuisce la paternità del Terzo Polo dichiarando: “Ben prima che il Terzo polo nascesse nel Paese e a Roma, esso è stato sperimentato proficuamente attorno all’esperienza del mio governo e in Sicilia” e aggiunge “il Terzo polo è tale per ordine di nascita ma - tiene a chiarire, “noi ci prefiggiamo di essere il primo”.
E proseguendo dichiara di non temere il ricorso alle urne: “Il Terzo polo non auspica nuove elezioni ma e’ meglio il voto piuttosto che il logoramento e il degrado”.
“Il nuovo polo - ha aggiunto Lombardo - certamente non ha paura delle elezioni e preferisce che siano i cittadini a promuovere un radicale cambiamento che, secondo noi, è ineluttabile. Oggi siamo alla paralisi più assoluta e, al tempo stesso, ad un livello di conflittualità di cui francamente non ricordo paragoni”.

Lombardo non manca di esprimersi anche sulla riforma della legge elettorale “Se passasse la legge per come è uscita dalla Commissione Affari Costituzionali si voterebbe per il consiglio comunale e poi sarebbe necessaria una crocetta sul nome del sindaco, una sorta di voto di conferma su quel nome. Se la crocetta non c’è, il voto va solo al consigliere comunale. Questa seconda espressione è una scelta precisa, e non meccanica, che si presuppone sia fatta in base alla conoscenza e alla stima che quel cittadino ha del candidato sindaco. Il cittadino può quindi votare per un candidato sindaco di un altro schieramento, se ritiene quel candidato più credibile”.

Intanto i partiti si preparano alle prossime elezioni nelle quali si rinnoveranno diversi consigli comunali in Sicilia. La situazione politica da due anni a questa parte è molto cambiata poichè se nel 2008 vi erano praticamente solo quattro partiti ( Pdl, Pd, Udc e Mpa) adesso il cittadino si ritroverà a scegliere il proprio candidato fra una decina di partiti, alcuni dei quali hanno formato un terzo polo.

A Palazzo dei Normanni, nonostante tutti i cambiamenti di partito che si sono verificati da parte di molti deputati la situazione è rimasta pressochè invariata a parte il numero dei partiti che da quattro è raddoppiato, diventando di otto. La maggioranza è formata da 51 deputati, L’opposizione da 32 con un gruppo misto formato da 7 deputati. Ma i giochi non sembrano ancora finiti, considerati i fermenti all’interno del Pd.

Articolo pubblicato il 29 gennaio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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