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Funzionalità ridotte senza poteri delegati
di Raffaella Pessina

Forum con Ciro Di Vuolo, presidente del Corecom Sicilia

Tags: Ciro Di Vuolo, Corecom, Digitale Terrestre



A che punto è la situazione del Corecom che da sempre stenta a decollare?
“Il Corecom è una costola dell’Agicom e nel 1997 la legge 249 ha previsto l’Authority per la garanzia delle Comunicazioni. In quel contesto si inserirono anche i Corercom, facendo un ragionamento semplice: tutte le funzioni dell’Agicom dovevano essere gestite sul territorio attraverso appunto i Corecom. Come tutte le regioni la Sicilia per la sua peculiarità di Regione a Statuto speciale ha messo qualche anno in più e la legge istitutiva si è determinata nel 2002. Così tutte le funzioni del vecchio Corerat passarono al nuovo organismo che acquisì anche le funzioni attribuite dall’Agicom, attraverso accordi di programma quadro nel 2002 e nel 2008. Ora vi sono state delle difficoltà interpretative delle competenze e dell’istituzione da cui dovevano dipendere a livello regionale: secondo la legge istitutiva del 2002 il Corecom veniva nominato dal presidente della Regione. Nel 2007 l’allora presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, ipotizzò di far passare questo organismo sotto l’egida dell’Ars, come del resto già avveniva nelle altre regioni italiane in cui i Corecom dipendevano dai Consigli regionali.
La modifica in Sicilia è avvenuta a metà: si è pensato a cambiare gli articoli relativi alle designazioni. I componenti che sono 6, più il presidente, ora sono nominati dal presidente dell’Assemblea regionale e poi il governatore ratifica con un decreto, ma la struttura doveva essere dipendente dell’Ars. Invece i dipendenti a supporto del Corecom provengono dagli organici della segreteria generale Regione siciliana.
Quando un organismo deve dialogare con due soggetti ha indubbiamente maggiori difficoltà ad ottenere i risultati che hanno ottenuto gli altri Corecom. Io sono stato nominato a novembre del 2010 e ho deciso di emettere delle delibere la prossima settimana e non di fare dei semplici verbali per l’acquisizione delle cosiddette prime deleghe, per mettere in moto il meccanismo del Corecom stesso.
Io non ho intenzione di fare politica e quindi non mi interessa alcun tatticismo, ma a me interessa che i 2.500 euro che percepisco portino ad un risultato. Inoltre le casse della Regione sborsano 130.000 euro l’anno e nel momento in cui nei prossimi mesi non si avvierà il Corecom, chiederò provocatoriamente che venga soppresso. In momenti di tagli e di risparmi sembrerebbe inverosimile mantenere in vita un organismo senza che effettui alcuna attività”.

Quale è la differenza tra prime deleghe e seconde deleghe?
“Nell’accordo di programma quadro siglato nel 2008 fra Agicom e i presidenti delle Regioni e delle Assemblee regionali si è verificato che alcune Regioni come la Campania, la Sicilia e la Basilicata stentavano a far decollare i Corecom e si è stabilito di dividere le funzioni di questi organismi in due fasce: la prima più leggera per poter ingranare piu facilmente e poi una seconda fascia per acquisire ulteriori funzioni una volta avviato il percorso del Corecom stesso.
Tra le funzioni della prima fascia vi è la conciliazione. Il cittadino che ha un problema con un gestore telefonico oggi si deve rivolgere all’Agicom, con dispendio di soldi ed energia. Noi potremmo dare questo servizio, gratuito per il cittadino, almeno nella prima fase della controversia.
E non è un servizio da poco perché in regioni popolose come la Sicilia arrivano ogni anno 5/6 mila richieste di conciliazione. E ci vorrà anche una struttura adeguata ed un aumento di personale. E qui si creerà il problema di quale istituzione interpellare, se l’Ars o la Regione.
Ho incontrato la scorsa settimana il segretario generale Bologna dal quale ho avuto assicurazione che, considerata la particolarità sia della regione che della problematica stessa, delle conciliazioni, mi darà la possibilità di suddividere le istanze su base provinciale, magari attraverso gli Uffici provinciali del lavoro utilizzandone il personale e risparmiando denaro per i viaggi dei cittadini che devono presentare le istanze a Palermo”.
 

 
Digitale terrestre: il Ministero vuole anticipare l’attivazione in Sicilia entro il 2011
 
Cosa succederà con l’avvento del digitale terrestre?
“Il digitale dovrebbe arrivare nel secondo semestre del 2012, ma è stata fatta una ipotesi di anticiparne la data. Il ministro dello Sviluppo economico ha inviato una lettera alla Presidenza della Regione con la richiesta di anticiparne la data al 2011. Operazione alla quale ho risposto con una lettera inviata al governatore nella quale chiedo di non soprassedere all’anticipazione della data. Infatti vi sono alcuni Comuni che gestiscono le concessioni che dovrebbero stanziare i soldi per l’adeguamento al digitale terrestre, ma non hanno le risorse finanziarie e quindi molti paesi della Sicilia si troverebbero a non vedere diversi canali. Inoltre vanno adeguate anche le antenne condominiali e si sta verificando il fenomeno che alcuni tecnici hanno chiesto cifre spropositate.
Mi sto attivando per tutelare i consumatori e trovare un criterio per calmierare i prezzi, come un prezziario a cui i tecnici si devono attenere. E per questo ho già organizzato incontri con le associazioni di categoria. Il problema dell’anticipazione del digitale, è ormai argomento pubblico, deriva dal fatto che il ministro Tremonti, nel Patto di stabilità ha già previsto l’incasso di 2400 miliardi di euro dalla vendita agli operatori di telefonia mobile delle frequenze che si libereranno dopo il digitale. Con un ritardo avverrebbe un mancato riscontro ad una ipotesi di bilancio triennale”.

Articolo pubblicato il 29 gennaio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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Ciro Di Vuolo, presidente del Corecom Sicilia
Ciro Di Vuolo, presidente del Corecom Sicilia