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Sviluppo, rimodulati i fondi europei
A Bruxelles è iniziato il quinto forum sulla coesione, alla Sicilia il coordinamento delle politiche comunitarie regionali. Maggiore attenzione ai progetti di infrastrutture corredati da un cronoprogramma

Tags: Unione Europea, Fondi, Felice Bonanno



PALERMO – È cominciata ieri, a Bruxelles con il quinto forum sulla coesione, una nuova stagione per la politica europea destinata allo sviluppo delle regioni. Il documento programmatico che ispirerà - a partire dal 2014 e fino al 2020 - tutte le iniziative comunitarie è stato ufficializzato nello scorso mese di novembre. La Regione siciliana, a cui è affidato il coordinamento delle politiche comunitarie della Conferenza delle Regioni italiane, ha seguito la fase di consultazione pubblica, che ha caratterizzato in questi mesi l’attività del Comitato delle Regioni, a Bruxelles.

“L’attività della Regione - che ha attivato il primo Gect delle isole del Mediterraneo - aumenta la visibilità politica della Sicilia, - afferma una nota dell’ufficio stampa della presidenza della Regione - che nella Conferenza delle regioni periferiche e marittime ha già la vice presidenza della commissione ‘isole’ e fa attivamente parte della commissione intermediterranea”.
Il forum, che ha richiamato a Bruxelles oltre ottocento rappresentanti della “governance multilivello”: ministri, rappresentanti del parlamento europeo e dei parlamenti nazionali, amministratori regionali e locali, rappresentanti delle università e delle organizzazioni sociali, vedrà la partecipazione del commissario alle politiche regionali Johannes Hahn e di quello agli affari sociali Laszlo Andor.

Nel corso dei lavori saranno illustrati i risultati della consultazione pubblica e saranno definite le linee guida sulle politiche di coesione per la prossima stagione comunitaria, in coerenza con la cosiddetta strategia 2020, che guida l’intera macchina comunitaria.

Nel periodo 2014-2020, le istituzioni europee continueranno a farsi carico - proprio attraverso le politiche di coesione - dello sviluppo equilibrato dei territori europei. Ma il rilancio della politica di sviluppo passerà attraverso un sistema di incentivi destinati alle regioni capaci di impiegare i fondi in maniera più efficiente.

La politica sui fondi comunitari espressa dal governo regionale va nella direzione della qualificazione della spesa, anche se esperienza insegna che occorre migliorarne la qualità. Insieme alla pubblicazione delle linee guida della nuova politica di coesione, il 23 novembre scorso, la giunta regionale siciliana ha deciso di avviare una corposa rimodulazione del programma operativo 2007-2013, ridefinendo o integrando le priorità operative.

Maggior attenzione sarà destinata anche ai progetti di infrastrutture corredati da un cronoprogramma che ne assicuri la realizzazione entro i tempi previsti. Il governo assicura attenzione ai progetti dei 26 contesti territoriali che mirano allo sviluppo urbano sostenibile; alle attività collegate alla realizzazione dei distretti produttivi; alla concentrazione degli interventi per la salvaguardia dell’assetto idrogeologico.

Nella rimodulazione - predisposta dal Dipartimento della programmazione guidato da Felice Bonanno - si fa riferimento anche a nuove aree tematiche. Risorse saranno destinate infatti a iniziative che puntino all’efficienza energetica e all’utilizzo di energie rinnovabili per l’edilizia residenziale pubblica; allo sviluppo del territorio delle aree della provincia di Messina colpite dalle calamità naturali tra il 2009 e il 2010; alle aree di crisi industriale; alla cooperazione interregionale e al coordinamento delle politiche territoriali.

La nota metodologica approvata dalla giunta prevede di destinare risorse al rafforzamento delle azioni già previste per il settore dei rifiuti, la depurazione delle acque, le azioni infrastrutturali per le scuole, il sistema di accesso alle cure domiciliari.

Articolo pubblicato il 01 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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