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Messina - Palazzo Zanca finisce nella bufera a causa dei contributi politicizzati
di Francesco Torre

Si dimettono l’assessore Aliberti e il capogruppo Pdl Capurro. Numerosi i partiti nel mirino. Scandalo ai Servizi sociali: in ballo una cifra che si aggira intorno ai 300 mila €

Tags: Servizi, Sociali, Messina, Pinella Aliberti, Giacomo Leotta



MESSINA - Difficile riassumere in così poco spazio quanto successo la settimana scorsa a Palazzo Zanca con riferimento ai Servizi sociali. Parole come “scandalo”, “bufera”, “vergogna”, usate da più parti e stavolta mai a sproposito, possono solo introdurre il clima che si respira da qualche giorno al Comune di Messina e l’umore della gente nei confronti del Palazzo.

Le due teste saltate, quella dell’assessore al ramo Pinella Aliberti e del capogruppo del Pdl in Consiglio Pippo Capurro, entrambi con “dimissioni spontanee”, offrono  certamente un appiglio sicuro per comprendere la dimensione del fenomeno. I provvedimenti immediati dell’amministrazione e i goffi tentativi per rimediare al danno d’immagine, infine, non lasciano dubbi sulla paura di un’intera classe politica che si innesca ogni qualvolta si prova ad aprire il “pentolone”, e la necessità di richiuderlo al più presto altrimenti... altrimenti ci potrebbero rimettere davvero tutti. Ma mai come in questo caso a parlare sono fatti, che non hanno bisogno di spiegazioni.

Tra il 29 ottobre e il 19 novembre 2010, con iter accelerato, il dipartimento Servizi sociali del Comune di Messina ha approvato una ventina di progetti esterni per un totale di quasi 300 mila euro. Progetti selezionati senza alcun bando pubblico, ma a totale discrezione dell’assessore Pinella Aliberti e del dirigente Giacomo Leotta. Quale il criterio utilizzato? Il progetto “Insieme per l’evento del Natale” è proposto dall’associazione “Insieme per la città 2008”, il cui presidente non è altri che Paolo Saglimbeni, consigliere comunale ex Pd, ora Gruppo Misto. Per il progetto accordato un contributo di 10.000 euro due giorni dopo la presentazione della domanda (quando ci sono persone che per i sussidi aspettano anni). Il “Progetto anziani”, poi, è stato proposto dalla cooperativa Onlus “Progetto nuovo ambiente arl” di cui è direttore il capogruppo del Pdl Pippo Capurro. Anche questo progetto approvato e 12.000 euro concessi.

Accertato che ogni progetto – o quasi, mai fare di tutta l’erba un fascio – fosse riconducibile a un esponente politico (non solo di maggioranza), l’ennesimo caso di “Casta” era bello che servito. E qui qualcuno si doveva assumerne la responsabilità. Ed ecco le dimissioni della Aliberti, che comunque ancora oggi continua a sostenere la bontà dei progetti finanziati, e di Capurro, mentre il sindaco Buzzanca a un tratto si vestiva da “meravigghiatu da rutta”, si posizionava nel presepe di Palazzo Zanca nel ruolo di chi della faccenda non sapeva niente e di gran carriera revocava tutti i contributi in autotutela. Nel disperato tentativo di salvare la faccia.
 


Malaffare. Il favore per amici e nemici
 
MESSINA - Abbiamo già detto dei due contributi “sponsorizzati” dai consiglieri Saglimbeni e Capurro. Ma a beneficiare delle “regalie” dei Servizi sociali sono stati in molti e di tanti partiti politici.
Dodicimila euro, per esempio, erano stati accordati all'associazione “Nebrodi service 2000”, il cui socio numero uno nell'atto costitutivo è Elio Sauta, consigliere del Pd ed ex presidente dell'Istituzione dei servizi sociali.
Diciannovemila euro erano andati all’associazione “Smile” di Giulia Armenia, segretaria del deputato nazionale Udc Pippo Naro.
Dodicimila euro erano anche stati assegnati all'Uisp, il cui presidente è Antonino Zullo, consigliere del Pd nella II Circoscrizione.
E nel calderone delle sponsorizzazioni sono finiti a vario titolo altri esponenti politici, di quasi ogni partito. Nessuno sembra immune, dunque, dalla pratica del “favore”. Uno scandalo in piena regola, certo. Ma è una novità?

Articolo pubblicato il 02 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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