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Ars, Commissione boccia Ddl riduzione deputati
di Raffaella Pessina

I componenti Pdl hanno votato contro “per questioni tecnico-giuridiche”. Il presidente Cascio: “Lo porterò lo stesso in Aula”

Tags: Ars, Gaetano Armao, Fondi Fas, Francesco Cascio, Alessandro Aricò, Irfis



PALERMO - Bocciata in commissione Affari Istituzionali la proposta di riduzione dei deputati da 90 a 70.
Il presidente Cascio annuncia che porterà lo stesso in Aula il documento. I componenti del Pdl della Commissione che hanno votato contro hanno dichiarato che il voto contrario riguarda una questione squisitamente tecnico giuridica del testo mentre nel merito del provvedimento auspicano una veloce calendarizzazione in Aula.
“La bocciatura della proposta di riduzione dei deputati non mi sorprende, so quanto è forte la preoccupazione di perdere qualche seggio”, ha detto Giovanni Barbagallo, firmatario del ddl.

Sempre in commissione Affari istituzionali, è stata approvata la legge sulla semplificazione delle burocrazia, che presto arriverà in Aula. Torna a tuonare contro il Governo nazionale ed il suo premier il Governatore della Sicilia Raffaele Lombardo. Dal suo blog dichiara che “Le proposte di Berlusconi per il Sud sono fuori tempo massimo”.

“Se il presidente del Consiglio - prosegue Lombardo - avesse parlato un anno fa di modifica dell’articolo 41 e di defiscalizzazione per le imprese che investono al Sud sarebbe stata una proposta più credibile. Noi avevamo stretto con lui un patto di alleanza per il Sud che prevedeva misure relative alle infrastrutture e alla fiscalità di vantaggio. E il senatore del Pd Giuseppe Lumia interviene a favore del Governo Lombardo: “Bene ha fatto la Regione siciliana a mettere in mora il governo sull’utilizzo dei Fas, sulla programmazione dei Fondi strutturali e sul federalismo fiscale. Si tratta di decisioni scellerate, che non hanno tenuto conto della finalità di spesa delle risorse, delle istanze del Mezzogiorno e delle prerogative statutarie della Sicilia”. “Dall’inizio della legislatura - aggiunge Lumia - il governo non ha mosso un dito per il Sud. Anzi, lo ha danneggiato, dirottando una parte del Fas al Nord, rifiutandosi di trasferire l’altra parte delle risorse alle Regioni e riprogrammando la spesa dei Fondi strutturali per finanziare il famigerato Piano per il Sud. Come se non bastasse il governo si rifiuta di affrontare con la Sicilia il tema della perequazione infrastrutturale previsto dalla legge sul federalismo, mentre incombono dubbi e perplessità sullo schema di decreto attuativo del federalismo municipale, che aumenterebbe l'imposizione fiscale locale”.

L’assessore regionale per l’Economia con delega alla Programmazione, Gaetano Armao, interviene contro la delibera del Cipe del 30 luglio dell’anno scorso che riguarda gli obiettivi, i criteri e le modalità per la programmazione delle risorse del Fas (Fondo per le aree sottoutilizzate) e gli interventi cofinanziati dai fondi strutturali 2007-2013 ed ha inoltrato un ricorso al Tar del Lazio per chiedere l’annullamento della delibera stessa.
Il 25 gennaio, con un esposto inoltrato al Presidente della Corte dei Conti a Roma, Armao ha invitato la Corte a non procedere alla registrazione.

“Nella nota - è scritto nel comunicato della Regione di ieri - si ricorda che la Conferenza Unificata Stato-Regioni del 16 dicembre scorso aveva stabilito di escludere la Sicilia dalla applicazione automatica delle norme sul federalismo, che devono, invece, essere oggetto di specifica trattativa nella Commissione paritetica Stato-Regione siciliana. Inoltre secondo quanto stabilito dal Cipe e dal Consiglio dei Ministri il 26 novembre 2010, l’efficacia del Piano per il sud dovrebbe scaturire dai medesimi atti deliberativi. Se, pertanto, tali atti non sono applicabili alla Sicilia, in forza dell’art. 16, neanche il Piano può applicarsi alla nostra Regione, in quanto a statuto speciale”.

Proseguono intanto i lavori all’Ars sia a Sala D’Ercole che nelle Commissioni legislative. L’esame d’Aula del disegno di legge sulle norme in materia di orari degli esercizi commerciali e delle grandi strutture di vendita è stato rinviato su proposta dell'assessore alle attività produttive Marco Venturi, a martedì 8 febbraio per consentire un ulteriore approfondimento delle nuove norme da approvare.

Alessandro Aricò (Fli) ha presentato un disegno di legge per la regolamentazione anche in Sicilia dell’ “Albergo Diffuso”, un sistema ricettivo adottato con successo in altre regioni italiane che favorisce il turismo di qualità all’interno dei centri storici dei comuni siciliani, dove i proprietari possono farsi promotori di iniziative ricettivo alberghiere, valorizzando nello stesso tempo gli immobili di pregio spesso inutilizzati.

L’Irfis protagonista ancora della Commissione Bilancio che si è riunita ieri mattina per le audizioni di rappresentanze sindacali di settore in merito al progetto di riorganizzazione dell’Ente. Nel corso della audizione è stata avanzata la richiesta di conoscere i contenuti del Piano industriale elaborato da Unicredit per il nuovo assetto dell’Irfis, già presentato alla Banca d’Italia. Esitato dalla Commissione Affari Istituzionali il ddl sulla riforma della pubblica amministrazione, stralciando le norme che prevedono spesa, per farlo approvare velocemente dall’Aula.

Articolo pubblicato il 03 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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