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Coralli, gorgonie e squali: tesori di biodiversità nel canale di Sicilia
I risultati del programma di ricerca finanziato da Minambiente e svolto da ricercatori Ispra. Prestigiacomo: “Stiamo lavorando per aumentare le aree protette”

Tags: Ambiente, Stefania Prestigiacomo



PALERMO - Nel canale di Sicilia sono state trovate formazioni e specie mai osservate nei mari italiani, dal corallo nero alle gorgonie, fino ai piccoli di squalo bianco.
Sono questi i risultati del progetto “Biodiversità Canale di Sicilia”, programma di ricerca finanziato dal ministero dell’Ambiente e svolto da un gruppo di ricercatori dell’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale).

Il progetto è iniziato nel 2009 e si concluderà quest’anno. A circa 350 metri, nei tratti più profondi del canale di Sicilia, sono stati scoperti anche numerosi reef di corallo fossile costituiti per la maggior parte da Lophelia pertusa e Madrepora oculata, specie che nel passato costituivano vere e proprie barriere coralline simili a quelle che oggi si possono vedere nel Mar Rosso. Le isole di Pantelleria, Lampedusa e Linosa rappresentano inoltre veri santuari della biodiversità, il cui ruolo per la riproduzione del grande squalo bianco, per l’alimentazione delle balenottere e per la riproduzione delle tartarughe marine è ormai riconosciuto.
“Queste isole - dice il responsabile del progetto Simonepietro Canese dell’Ispra - sono in mezzo al Canale di Sicilia, punto d’incontro tra il bacino orientale e quello occidentale dove confluiscono quindi sia le specie di origine atlantica sia quelle che risalgono dal Golfo di Suez”.

L’area è però a rischio, visto che di recente sono state avviate trivellazioni che hanno individuato ricchi giacimenti petroliferi nella zona di Pantelleria e in altri tratti del Canale di Sicilia. L’istituzione dell’area marina protetta prevista per Pantelleria impedirebbe questo tipo di operazioni, almeno in prossimità dell’isola. Infatti, Canese precisa che “secondo la legge italiana non si può effettuare nessuna attività di prospezione ed estrazione di idrocarburi a meno di 12 miglia da qualsiasi area di protezione”. Questa iniziativa andrebbe affiancata dalla creazione di aree di tutela di alto mare nel Canale di Sicilia.
“Stiamo lavorando per avere l’intesa della Regione siciliana per istituire il parco a Pantelleria e all’arcipelago delle Egadi”, ha detto il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo. “Lo studio - ha proseguito Prestigiacomo - ha ragione dove dice di aumentare le aree protette”.

Articolo pubblicato il 03 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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