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Catania, dati allarmanti città “salvata” dal Governo
di Guido Luciani

Si prova a cambiare marcia: un’operazione difficilissima

Tags: Comuni, Imprese, Sprechi



CATANIA - La città più vicina al dissesto naviga ancora in cattivissime acque. Nonostante i 140 milioni recentemente erogati dal Governo per evitare il fallimento del Comune di Catania, non sono di certo serviti a ripianare il maxi-buco quantificato, probabilmente per difetto, a 358 milioni di euro. I dati sono ancora particolarmente allarmanti così come le inchieste giudiziarie che pendono sulle Amministrazioni e la gestione di aziende collegate all’ente locale catanese.

In una relazione effettuata da esperti il Comune di Catania viene considerato insolvibile, con i conti non in ordine e non in grado di essere valutato, quindi prossimo al default. In evidenza, secondo gli Ispettori del ministero dell’Economia nella loro relazione, può affermarsi che la causa principale del maxi-buco è da ricercare “nella mancanza della normale prudenza del buon padre di famiglia nella gestione degli anni passati, per cui si è cercato in tutti i modi possibili (entrate iscritte per un importo maggiore di quanto poi riscosso, spese sottostimate o addirittura non contabilizzate, avanzi determinati pur in presenza di residui attivi con scarsa probabilità di riscossione, ecc.) di far fronte a sempre maggiori esigenze e alle conseguenti spese pur in assenza di reale copertura finanziaria”.

Adesso il Comune sta provando a cambiare marcia ma l’operazione sembra profondamente difficile. Tra aziende che pretendono crediti e una situazione politica complicata e disordinata.

Articolo pubblicato il 27 marzo 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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