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Per i giovani disoccupati siciliani aiuti per investire in agricoltura
di Massimo Mobilia

La Regione ha pubblicato l’adesione alla misura europea del Psr rivolta a soggetti con meno di 40 anni. Fondo da 90 milioni € per premi singoli da 40 mila € per chi apre un’azienda

Tags: Agricoltura, Lavoro



PALERMO – In una regione come la Sicilia in cui un giovane su tre è senza lavoro, un settore che potrebbe riservare un ottimo investimento per il futuro è senza dubbio quello dell’agricoltura. E non solo per la grande quantità di superficie da coltivare e per la qualità dei prodotti agroalimentari che la terra ci offre, ma oggi anche grazie ai fondi europei per “l’insediamento dei giovani in agricoltura”. La Regione siciliana, attraverso il dipartimento per gli Interventi strutturali in agricoltura ha manifestato, qualche giorno fa, la propria adesione alla misura 112 del Piano di sviluppo rurale (Psr) relativo al Programma Operativo Sicilia 2007/2013.

Una misura che punta ad innescare un processo virtuoso per il ringiovanimento e una maggiore professionalità degli imprenditori, assicurando allo stesso tempo che gli interventi finanziati favoriscano la costituzione di nuove imprese tali da riuscire ad inserirsi in maniera competitiva sul mercato. Nello specifico il sostegno si rivolge ai giovani agricoltori che decidono di insediarsi per la prima volta, in qualità di “capo azienda”, nel settore dell’agricoltura. I beneficiari del bando possono essere, infatti, solo i soggetti che al momento della presentazione della domanda non abbiano superato i 40 anni.

Uno spiraglio di luce per i tanti giovani siciliani in cerca di lavoro che, secondo i dati Istat, costituiscono una percentuale vicina al 38%, con punte più alte tra le giovani donne il cui tasso di disoccupazione è stimato intorno al 43%, in una regione che di per sé continua a soffrire un livello di disoccupazione ben sopra la media nazionale, tra il 13 e il 14%.

Il settore agricolo poi sta soffrendo una crisi stagnante che è stata rimarcata di recente anche dalla Cia regionale, la quale ha invitato l’assessore regionale alle Risorse agricole, Elio D’Antrassi, ad attivarsi per dare un segnale forte di cambiamento. “Ad oltre quattro mesi dalla sua nomina sembra quasi che il componente della giunta – ha affermato la Confederazione italiana Agricoltori, in una nota – non abbia ancora preso possesso della sua carica”. Una forte critica degli addetti ai lavori al governo regionale. Nella stessa occasione la Cia ha chiesto al presidente della Regione e all’assessore D’Antrassi di convocare un tavolo delle organizzazioni agricole per definire le azioni da metter in campo e le politiche che si intendono perseguire per il rilancio del settore, “la cui crisi – dicono – continua a far perdere occupazione, reddito e qualsiasi prospettiva di sviluppo alla Sicilia”.

La dotazione finanziaria pubblica messa in campo per la misura di sostegno ai giovani agricoltori, la cui prima fase si era aperta a maggio dello scorso anno per concludersi dopo diverse proroghe il 26 gennaio, ammonta a ben 90 milioni di euro. Di questo importo, è previsto un premio unico per i soggetti considerati idonei, di 40 mila euro, da erogare distintamente in conto capitale, in conto interessi o in forma combinata.

L’aiuto verrà erogato unicamente all’interno del “Pacchetto giovani” dei fondi europei e, di conseguenza, per accedere ai benefici della misura 112, il giovane agricoltore dovrà obbligatoriamente accedere ad almeno un’altra misura dello stesso programma di investimenti. Per tutte le informazioni del caso è possibile visitare il sito internet www.psrsicilia.it.
 


I requisiti. Un piano aziendale redditizio per almeno 5 anni
 
PALERMO – Oltre alla giovane età e alla qualifica di “capo azienda” al primo insediamento in agricoltura, il bando rivolto ai giovani prevede diversi requisiti. Ad esempio, l’interessato deve dimostrare il possesso di competenze professionali adeguate e presentare un piano di sviluppo dell’attività agricola. Il piano aziendale dovrà prevedere anche una crescita della redditività, da una base minima di 8 UDE (Unità di Dimensione Economica), fino ad almeno 10 o 12 UDE. Bisognerà impregnarsi anche a mantenere l’attività per un minimo di 5 anni, tenendo la contabilità aziendale anche in forma semplificata per tutta la durata dell’impegno.
Per quanto riguarda l’importo dell’investimento, invece, esso non potrà essere inferiore al doppio del premio concesso e non dovrà superare i 500 mila euro. Se il giovane agricoltore ha bisogno, inoltre, di un periodo di adattamento per avviare o ristrutturare l’azienda, è prevista una proroga di 36 mesi, per colmare le mancanti competenze professionali, documentando l’esigenza nel piano aziendale. La possibilità di accedere agli aiuti è data anche alle domande presentate dai giovani il cui insediamento è avvenuto nell’arco dei sei mesi antecedenti alla presentazione.

Articolo pubblicato il 08 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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