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Quotidiano di Sicilia

Isolante termico al fico d’India per consumare meno energia
di Marina Pupella

Singolare scoperta fatta da due docenti dell’Università di Palermo col caratteristico frutto dell’Isola. Dalla pianta viene costruito un pannello di alta qualità per l’edilizia e l’industria

Tags: Energia, Ambiente, Ficodindia



PALERMO - Graffia e punge eppure le sue pale, oltre a possedere qualità terapeutiche apprezzabili nella cura delle piccole ferite della pelle, possono essere usate in edilizia come efficaci isolanti ecosostenibili. A realizzare  questa importante scoperta due docenti dell’Università degli studi di Palermo, Antonio De Vecchi, ordinario di Architettura tecnica, e Antonino Valenza, ordinario di Scienza e tecnologia dei materiali della facoltà di Ingegneria, che hanno realizzato in laboratorio un pannello costituito integralmente di pianta opuntia ficus indica, il fico d’India appunto.

Il progetto di ricerca, ad oggi rigorosamente custodito dagli autori, prevede la preparazione di pannelli in materiale naturale con un indice di coibentazione assai basso (λ 0,07) vicino al poliuretano, l’isolante termico con le migliori prestazioni in tema di risparmio energetico nell’edilizia e nell’industria.

“La pianta - spiega il professor Valenza - opportunamente trattata, disidratata, macinata ed essiccata, viene assemblata con leganti o collanti. La novità è rappresentata dalla tipologia del materiale usato che fino ad oggi non ha trovato applicazione nel settore edilizio ed ha invece grandi potenzialità sia per la facilità di reperimento del prodotto che costituisce una fonte di materia prima rinnovabile, sia per la grande disponibilità di fico d’India nel territorio siciliano. Inoltre, attraverso i nostri studi, abbiamo potuto evidenziare le buone prestazioni termo-acustiche raggiunte”.

I ricercatori prevedono di sviluppare una tecnologia innovativa sfruttabile in edilizia per coperture, solai, pareti interne ed esterne ed in tutti quei sistemi in cui è richiesto un miglioramento della coibenza. Il prodotto può essere realizzato industrialmente con costi competitivi.

“L’inserimento del trovato in un ciclo di produzione industriale - aggiunge il collega De Vecchi - darebbe inoltre, come prodotti secondari, una parte in polvere ed una liquida prodotte dalla macinazione, utilizzabile nel settore farmaceutico, alimentare, cosmetico e manifatturiero”.

Il prodotto finito non contiene sostanze tossiche ed il pannello è riciclabile e riutilizzabile. Il primo pannello isolante naturale al mondo è stato presentato lo scorso 19 maggio alla Bip Research di Milano, dove ha suscitato l’interesse di molte aziende medie e piccole, ma anche di colossi industriali: Fiat ed Ariston in primis.

Il Bel Paese è uno dei massimi produttori al mondo di fico d’India, le cui coltivazioni sono localizzate soprattutto in Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna. Recenti statistiche attribuiscono al solo territorio siciliano il 90 per cento delle superfici coltivate, con una consistenza complessiva di circa 2500 ettari di coltura specializzata e 25 mila ettari di coltura promiscua. “La Sicilia - conclude De vecchi - dispone di materie prime che derivano dagli scarti di prodotti naturali per i quali non è stato ancora sviluppato uno sfruttamento tale da renderli utilizzabili. Un vero spreco”.

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Risultato della macinazione dei cladodi di diverse età (mp)
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Prototipo realizzato (mp)
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