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Un Piano per fermare il punteruolo rosso
Approvato con provvedimento dell’assessorato regionale Risorse agricole. Particolarmente importante il monitoraggio visivo precoce. Abbattimenti e distruzione controllata sono i metodi di contenimento più diffusi ed efficaci

Tags: Punteruolo Rosso



PALERMO - Constatata la continua e inarrestabile espansione del punteruolo rosso delle palme nel territorio regionale, il Servizio Fitosanitario dell’Assessorato regionale risorse agricole ed alimentari ha predisposto uno specifico piano di azione, per contenere il temibile coleottero.

Il Piano, approvato con provvedimento assessoriale e disponibile sul sito dell’Assessorato Risorse Agricole, tiene conto di quanto previsto nel Piano d’azione nazionale del Ministero Politiche Agricole. In particolare, è di fondamentale importanza il monitoraggio visivo precoce, mentre si è rivelato controproducente il posizionamento di trappole, così come, per altre ragioni contingenti, sono non praticabili l’endoterapia, con fori praticati sul tronco, la lotta biologica, quindi con nemici naturali, e la lotta chimica. Dunque, gli abbattimenti e la distruzione controllata sono ancora i metodi di contenimento più diffusi, e che gli sforzi vanno concentrati, soprattutto, nelle aree ancora indenni e in quelle ad esse circostanti.
 
Il Piano di azione sarà attuato con il coordinamento del Servizio Fitosanitario Regionale che, a seguito della riorganizzazione del Dipartimento degli Interventi Strutturali, è stato potenziato con la creazione di unità fitosanitarie in ogni provincia, compresi i due Osservatori Regionali per le Malattie delle Piante di Palermo e Acireale. Inoltre, si è proceduto recentemente alla formazione di nuovi Ispettori fitosanitari, per ottimizzare l’attività istituzionale su tutto il territorio regionale. Le misure fitosanitarie previste dal piano, devono essere applicate in tutte le aree di nuova infestazione, in cui sono state rinvenute piante sensibili, colpite dal punteruolo, come desumibile dalla carta regionale di delimitazione delle zone interessate.

In estrema sintesi, le misure ufficiali consistono nel monitoraggio nelle aree indenni e cuscinetto, a cura degli Ispettori fitosanitari con la collaborazione dei Comuni; obbligo di comunicazione all’ufficio provinciale competente, da parte dei proprietari, o detentori a qualsiasi titolo, di piante che presentano segni della comparsa dell’insetto, in aree indenni e cuscinetto; interventi preventivi su palme non infestate con ispezioni, lotta chimica e potature mirate; abbattimento e distruzione obligatori delle piante infestate, con gli appositi accorgimenti tecnici descritti nel piano. Nel caso di esemplari con particolare valenza storico-paesaggistica e/o in presenza di attacchi iniziali, il Servizio Fitosanitario potrà autorizzare l’intervento curativo.

Sostituzione delle piante sensibili, anche in via preventiva, con altre specie. Tale misura verrà attentamente valutata, nei casi di palme con particolare valenza storico-paesaggistica-ambientale, nel rispetto di quanto previsto dai regolamenti adottati dagli Enti locali, in materia di verde urbano. Infine, il Servizio Fitosanitario Regionale, in collaborazione con gli enti locali, effettuerà azioni d’informazione sulla normativa vigente e sullo stato dell’infestazione a livello regionale; formazione e aggiornamento per i tecnici; divulgazione delle buone pratiche di difesa; promozione d’iniziative di collaborazione tra comuni e ditte specializzate per la corretta applicazione delle misure di profilassi.
 

 
L’approfondimento. Un coleottero originario dell’Asia sudorientale
 
Rhynchophorus ferrugineus è originario dell’Asia sudorientale e della Melanesia, dove è responsabile di seri danni alle coltivazioni di Cocos nucifera. A seguito del commercio di esemplari di palme infette la specie ha raggiunto negli anni ottanta gli Emirati Arabi e da qui si è diffusa in Medio Oriente (segnalata in Iran, Israele, Giordania e Territori palestinesi) ed in quasi tutti i paesi del bacino meridionale del Mar Mediterraneo (a partire dall’Egitto dove è stata segnalata per la prima volta nel 1992); risalita sino alla Spagna (prima segnalazione nel 1994), ha successivamente raggiunto la Corsica e la Costa Azzurra francese (2006). La prima segnalazione in Italia è del 2004
Il punteruolo rosso in Sicilia, ha già distrutto oltre 12 mila palme e aggredito oltre 2500 piante. Si tratta di un piccolo coleottero rosso che ha stravolto negli ultimi anni il paesaggio mediterraneo, sancendo la morte di migliaia e migliaia di piante canariensis, protagoniste incontrastate per secoli di giardini e di parchi. Nei giorni scorsi ne hanno parlato a Palermo due dei maggiori studiosi: Stefano Colazza, esperto di lotta al punteruolo che ha coordinato il team di ricerca dell’Università di Palermo scoprendo punti di forza e di debolezza del coleottero, e Giuseppe Barbera, lo studioso del paesaggio che riflette su quanto la scomparsa delle palme canariensis abbia inciso e inciderà sull’ambiente siciliano e mediterraneo.

Articolo pubblicato il 09 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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La mappa delle zone infestate dal punteruolo rosso
La mappa delle zone infestate dal punteruolo rosso


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