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Quotidiano di Sicilia

Caso rigassificatore di Melilli, gaffe del ministro Prestigiacomo
di Rosario Battiato

Continua il braccio di ferro tra chi sostiene il progetto senza tutele e le prescrizioni avallate dalla Regione. “Ceduta Isab ai russi, Lombardo fa scappare Erg”. L’operazione prevista già 2 anni fa

Tags: Rigassificatore, Stefania Prestigiacomo, Giosuè Marino, Isab, Melilli, Priolo, Erg



PALERMO – Non si ferma il fuoco di sbarramento da Roma verso Palermo. La battaglia politica che infuria a livello nazionale tra il governatore Lombardo e i maggiorenti pidiellini siciliani sfiora i contorni della farsa quando colpe non dovute sono ricucite puntualmente sulla giunta regionale. In questa logica di accusa a battuta libera le colpe dell’accordo tra Lukoil ed Erg, previsto già due anni fa, ricadono sui presunti ritardi attuali del governo regionale nei confronti dell’approvazione del rigassificatore di Priolo-Melilli.

Nei giorni scorsi, il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, in un’intervista a La Sicilia ha rivelato le motivazioni della stasi del Governo regionale. “Non si riesce a trovare, nemmeno cercandolo con pazienza e con serenità oggettiva, uno spunto positivo, qualcosa che faccia pensare che il Governo siciliano stia cercando di uscire dalla situazione di totale stagnazione in cui si trova l’isola”. Secondo il ministro siracusano, inoltre, le strategie della giunta di governo sarebbero inoltre un deterrente per le imprese che vogliono investire in Sicilia. “Anzi, direi che il governo Lombardo sta riuscendo a rendere le cose ancora più gravi e a far scappare chi c’era ed era pronto a investire”.

Il riferimento corre chiaramente al “caso del rigassificatore di Priolo con oltre un miliardo di investimento in ballo, con prospettive di rilancio dell’intera area industriale siracusana”. Secondo il ministro “l’incapacità di dare certezze a chi vuole investire in Sicilia, ha di fatto spinto  la famiglia Garrone, socia della Shell nel rigassificatore, a cedere la maggioranza della storica raffineria Erg ai russi”. Proprio un peccato, almeno per l’atto d’accusa del ministro, che invece l’operazione tra la Lukoil e la Erg fosse stata prevista in un accordo del 2008 che prevedeva la creazione di una joint venture per la gestione della Isab di Priolo e il progressivo aumento del peso azionario dei russi nella società di raffineria. Pertanto, l’operazione Lukoil non rappresenta niente di nuovo.
 
Dal Governo regionale la replica pesa sulla volontà di attaccare gratuitamente un’amministrazione che alla genuflessione dei passati rapporti tra politica e impresa in Sicilia ha deciso di controbilanciare con la fermezza delle scelte ambientali sostenibili. Raffaele Lombardo non ha mai vietato ideologicamente nessuna costruzione, né per quanto riguarda il rigassificatore di Porto Empedocle né per quello di Priolo-Melilli, ma ha solo preteso, in questo secondo caso vista la permanenza del noto polo petrolchimico, che venissero rispettate le prescrizioni dell’ultima conferenza dei servizi poi confermate anche dall’Avvocatura dello Stato.

Alla Prestigiacomo ha risposto a stretto giro Giosuè Marino, assessore regionale all’Energia, che ha precisato alcune questioni di particolare rilevanza. A cominciare dal piano rifiuti che “in tempi ristretti sarà inviato al Dipartimento della Protezione civile nazionale per acquisirne l’intesa e quindi trasmesso al ministro dell’Ambiente per l’approvazione”.

Si lavora anche, ha proseguito Marino, per porre rimedio ai ritardi registrati nella realizzazione delle opere per la depurazione delle acque per superare le osservazione dell’Unione europea. Inoltre ferrea vigilanza sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nei settori dei rifiuti e dell’energia. “Nessuna disattenzione, - ha concluso l’assessore - dunque, nei confronti dei settori produttivi - ha concluso Marino - ma un impegno quotidiano, forte e faticoso per portare avanti una strategia di rilancio dell’economia siciliana sana”.

Articolo pubblicato il 10 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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