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Quotidiano di Sicilia

Per le Pmi incentivi dall’Unione europea con Eurostars 2011
di Antonio La Ferrara

I progetti devono essere realizzati da un consorzio costituito da almeno 2 persone giuridiche di differenti Paesi partecipanti. Si incoraggiano nuovi processi, prodotti e servizi orientati al mercato. Stanziati 800 mln € per 7 anni

Tags: Unione Europea, Eurostars, Pmi



PALERMO - Incoraggiare le Pmi a sviluppare nuove attività produttive basate sui risultati dei progetti di Ricerca e sviluppo: è questo uno dei principali obiettivi del programma Bando Eurostars-2011; è stato infatti pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea C 352/14 del 23 dicembre 2010 un invito a presentare proposte nell’ambito del programma di lavoro Eurostars.

Eurostars è un’iniziativa congiunta tra Eureka e il 7° programma quadro di Rst e si propone di finanziare attività di ricerca e sviluppo orientate al mercato cui partecipano piccole e medie imprese che svolgono attività di ricerca. Più in particolare, Eurostars si rivolge a Pmi innovative che investono almeno il 10% del proprio fatturato annuo in attività di ricerca e fornisce sostegno a progetti transnazionali di ricerca, riguardanti qualsiasi ambito scientifico e tecnologico, che abbiano uno scopo civile e contribuiscano a sviluppare nuovi prodotti, processi e servizi.

Eurostars è un programma pertanto rivolto al sostegno della ricerca industriale delle piccole e medie imprese europee aventi proprie capacità di ricerca. Esso è stato ideato, definito e fortemente sostenuto dall’iniziativa Eureka che ora, tramite il proprio Segretariato di Bruxelles, ne è anche il gestore.

Ad oggi trentatre paesi membri di Eureka tra cui l’Italia, hanno dato la loro adesione al programma mettendo a disposizione proprie risorse umane e finanziarie. Questi paesi si sono inoltre impegnati a fornire le risorse finanziarie necessarie a finanziare i progetti di Ricerca e Sviluppo comuni.

Eurostars ha come principali obiettivi:
a) Incoraggiare le Pmi a sviluppare nuove attività produttive basate sui risultati dei progetti di R&S.
b) Creare una rete internazionale di supporto alle attività di ricerca delle Pmi
c) Aiutare le Pmi a sviluppare rapidamente nuovi prodotti, processi e servizi per il mercato .
Eurostars contribuirà inoltre al raggiungimento degli obiettivi di Lisbona attivando processi di competitività, d’innovazione e di sviluppo economico ed occupazionale.

Il programma Eurostars manterrà l’approccio bottom-up, e tutte le caratteristiche tipiche dei progetti Eureka. Non ci saranno quindi aree tematiche privilegiate o escluse, tranne che per le applicazioni militari. 
Il costo complessivo del programma è di 800 milioni di euro per 7 anni (2007-2013) che per il 12,5 % sarà coperto dalla Commissione europea, il  37,5%  da Fondi Nazionali e il rimanente 50 % a carico delle imprese. La Commissione Europea ha stanziato complessivamente 100 Meuro.
Eurostars  è un progetto europeo di ricerca e sviluppo. Si può affrontare qualsiasi area tecnologica, ma avendo sempre uno scopo civile.

Il ruolo delle Pmi partecipanti al progetto deve essere significativo. Almeno il 50% delle attività principali del progetto deve essere effettuata da parte delle Pmi. Il consorzio deve essere ben bilanciato, il che significa che a nessun partecipante di un Paese sarà richiesto di investire più del 75% dei costi totali del progetto.

Il progetto deve avere una durata massima di tre anni, ed entro due anni dal completamento del progetto, il prodotto della ricerca dovrebbe essere pronto per il lancio sul mercato. L'eccezione a questa regola si applica ai progetti biomedico o medico, dove gli studi clinici devono essere avviati entro due anni dal completamento del progetto.

I progetti devono essere realizzati da un consorzio costituito da almeno 2 persone giuridiche di differenti Paesi partecipanti al programma (ossia: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Islanda, Irlanda, Israele, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Olanda, Polonia, Portogallo, Romania, Regno Unito, Repubblica Slovacca, Slovenia, Spagna, Svezia, Turchia, Ungheria). Capofila di progetto deve essere una Pmi che effettua attività di ricerca stabile in uno di questi Paesi. Il ruolo delle Pmi nel progetto deve essere significativo, il che significa che almeno il 50% dei costi totali del progetto per le attività di ricerca e sviluppo devono essere imputati alle Pmi.
 
La durata massima dei progetti deve essere di 3 anni ed entro 2 anni dal completamento del progetto il prodotto della ricerca deve essere pronto per il lancio sul mercato (con l’eccezione per i progetti di ricerca medica, biomedica e sulle biotecnologie, per i quali si richiede che entro due anni dal completamento del progetto vengano avviati i trial clinici).

Articolo pubblicato il 12 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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