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Messina - Altro carrozzone a Palazzo Zanca, presentiamo ‘Entrate Zancle Spa’
di Francesco Torre

Varato nel 2007 dalla precedente Giunta comunale, il colosso si appresta solo ora a divenire realtà. Bocciata l’ipotesi di concorso pubblico: in arrivo centinaia di assunzioni arbitrarie

Tags: Messina, Palazzo Zanca, Entrate Zancle



Messina - Era la notte del 2 aprile 2007 e il sindaco della città era Francantonio Genovese. In Consiglio comunale si doveva votare la delibera che autorizzava la costituzione della società mista “Entrate Zancle Spa.” e l’opposizione (composta da chi ora detiene il potere politico sul Comune) aveva presentato ben 90 emendamenti, opportunamente stralciati dalla maggioranza per passare subito al voto: 23 favorevoli, 11 contrari e 3 astenuti.

Da allora di cose ne son cambiate a Palazzo Zanca, a cominciare dall’avvicendamento di un commissario regionale e un nuovo (“vecchio”) sindaco. Ma il pallino della costituzione dell’ennesimo carrozzone è rimasto, e così sono state avviate le procedure per la ricerca del partner privato (individuato nella Maggioli Spa che in passato per molto tempo si era occupata della questione tributi al Comune), si è chiesta autorizzazione all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, si è aperto un mutuo di 1,6 milioni di euro (non bruscolini!) per conferire le quote del 60% nella costituzione della nuova società e, infine, si è impegnata la somma di 390 mila euro, corrispondente al 25% del capitale sociale, da versare sempre nella nuova azienda.
 
In tutto un investimento da 2 mln di euro solo di startup, per una società che – come possiamo vedere nel box a fianco – da statuto dovrebbe avere infinite mansioni e che difficilmente si potrà sostenere solo con i dipendenti della Maggioli e quelli del Dipartimento Tributi, tanto che nel 2007 si stimava che avrebbe sin da subito effettuato dalle 100 alle 120 assunzioni sul territorio. Ed ecco quindi che Entrate Zancle si avvia a divenire una nuova realtà della città, e di conseguenza un nuovo peso per le casse comunali. “Ci siamo trovati un treno in corsa”, spiega l’assessore alle Finanze Orazio Miloro, “Nello specifico con una gara avviata, e non potevamo certo fermare tutto, incorrendo in infiniti contenziosi”.
 
Questa la giustificazione ufficiale. Intanto, però, entro qualche settimana la società dovrebbe cominciare ad essere operativa, e per far questo occorrerà in primis nominare un consiglio di amministrazione con un minimo di 3 e un massimo di 7 componenti. Saranno i soliti uomini del sindaco da sistemare? Vedremo. Ma certamente quello delle poltrone – alte e basse – è il vero motivo per cui a suo tempo la società è stata creata e forse l’unico per cui il progetto non è mai stato accantonato.

La dimostrazione? Nel 2007, in previsione di così tante assunzioni, il consigliere di Rifondazione Nino Urso aveva presentato un emendamento con il quale si proponeva che ogni assunzione sarebbe avvenuta esclusivamente per concorso pubblico e non per chiamata diretta. Un principio sacrosanto, direte voi. E invece sapete come si è espressa l’aula? 9 favorevoli, 2 contrari e 17 astenuti. Insomma, la proposta è stata bocciata, con l’inquietante scusa che un concorso di quella portata sarebbe stato ingestibile. Una vergogna la cui eco si sente fino ai giorni nostri. E oggi che le procedure di istituzione della società volgono al termine si teme che l’orribile refrain possa tornare nuovamente di moda.
 

 
Dal fisco alle finanze. L’oggetto sociale è un pot-pourri di funzioni eterogenee
 
Messina - Quale di preciso l’oggetto sociale della nuova società? Sistemare amici e parenti. No, scusate, quello non è l’oggetto sociale ufficiale, nello statuto c’è scritto altro. Cosa? Gestione ordinaria e straordinaria per la liquidazione, l’accertamento e la riscossione di tutti i tributi del Comune ed eventualmente anche di altri enti pubblici.
Gestione di operazioni finanziarie volte al conseguimento di obiettivi di valorizzazione delle risorse attinenti le entrate di competenza. Realizzazione, gestione, sviluppo e manutenzione di un sistema informativo territoriale, tributario e immobiliare. Ma anche definizione dei condoni edilizi, gestione del ciclo completo delle infrazioni al codice della strada, servizio di tesoreria per enti pubblici locali, di stipula di contratti di appalto, di concessione di affidamento di incarichi. Detta così, pare si stia creando un Palazzo Zanca parallelo. Se ognuno di questi aspetti dovesse concretizzarsi, infatti, ci vorranno decine di dipendenti dietro le scrivanie.
Chi li pagherà?

Articolo pubblicato il 12 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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