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Il vino come traino dellÂ’export siciliano
di Roberto Di Trapani

Il 2010 è stata un’annata record per l’esportazione dei prodotti enologici italiani: 2 mld di bottiglie nazionali all’estero. Le cantine siciliane puntano sull’aggregazione per ridurre i costi e ottenere prodotti di qualità superiore

Tags: Vino, Export, Sicilia, Coldiretti. Legacoop



PALERMO - L’ormai trascorso 2010 è stato un anno di rilancio per il vino nazionale, annata record, infatti, per le esportazioni dei prodotti enologici italiani.

Dalle analisi condotte da Coldiretti sui dati Istat riguardanti il commercio estero agroalimentare nei primi dieci mesi del 2010, si evince una situazione florida per il commercio del vino Made in Italy. Il vino è stato il prodotto più importante dell’export agroalimentare nazionale. In tutto il mondo nel 2010 si è brindato con 2 miliardi di bottiglie di provenienza italiana. La rivalsa del vino italiano nel 2010 ha fruttato un fatturato stimato intorno ai 3,7 miliardi di euro, in aumento del 9 per cento.

Più di un quinto dei proventi arriva dal mercato statunitense, che surclassa il mercato tedesco e si afferma come la principale piazza di mercato del vino italiano. Notizie positive anche dai mercati Russi, che nel 2010 hanno incrementato del 51 per cento il valore delle loro importazioni di vino italiano, stimato a 100 milioni di euro. I dati più rilevanti arrivano dalla Cina, il popolo orientale ama il vino italiano ed il 2010 si è chiuso con dei risultati sorprendenti per le esportazioni di vino Italiano in oriente. Le importazioni cinesi dei prodotti enologici nazionali sono raddoppiate rispetto al 2009 e l’incremento delle vendite è del 102 per cento.

Ma il vino non è il solo prodotto italiano, che fa registrare un aumento delle vendite sul mercato internazionale.
In generale, tutti i prodotti agroalimentari italiani hanno subito un incremento dei consumi sulle tavole straniere. Settori trainanti sono l’ortofrutta, i vini ed i formaggi. A livello economico, le esportazioni dei prodotti agroalimentari nel 2010 dovrebbero registrare una crescita dell’undici per cento, con un fatturato prossimo ai 27 miliardi di euro.

Dalla Coldiretti, parte, però, una critica. Secondo la Confederazione, infatti, i risultati positivi delle esportazioni non portano alcun giovamento alle imprese agricole che registrano, in molti setti, delle quotazioni dei prodotti inferiori ai costi di produzione, segno tangibile delle influenti modifiche che subiscono i prezzi lungo la filiera prima di giungere ai consumatori.

La risposta delle cantine siciliane ai dati positivi dell’export non ha tardato ad arrivare. In una riunione che si è tenuta il 3 febbraio sul “Progetto di Riorganizzazione e aggregazione delle Cantine sociali siciliane”, promossa da Legacoop, Confcooperative e Cantine Trapanesi Riunite (CTR), è stato presentato un piano per rilanciare il settore vitivinicolo siciliano. Le cantine aderenti al progetto, tramite operazioni di riconversione, adeguamento e rinnovamento tecnico, professionale e manageriale, nonché tramite l’opportunità di aggregarsi per svolgere alcuni servizi, potranno ridurre i costi ed ottenere dei prodotti di livello superiore più competitivi che potranno farsi largo sui nuovi mercati.

L’obbiettivo delle cantine, infatti, sarà quello di puntare alle vendite nei paesi esteri. I mercati principali sui quali si muoveranno le operazioni di vendita saranno l’Est Europa, la Cina e la Russia.

Articolo pubblicato il 16 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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