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Messina - Giustizia messinese in ginocchio, tante criticità ma zero soluzioni
di Francesco Torre

Le pratiche continuano ad accumularsi e l’informatizzazione degli uffici sembra un lontano miraggio. La difficile situazione descritta dal presidente della Corte d’appello, Fazio

Tags: Giustizia, Giudici, Messina, Nicolò Fazio, Angelino Alfano



MESSINA - “Mancano i giudici, e in una situazione del genere è insensato pretendere rendiconti positivi”. È  durissimo il contributo offerto dal primo presidente della Corte d’appello, Nicolò Fazio, alla cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario 2011, alla presenza del Ministro della Giustizia Angelino Alfano, tornato a Messina dopo la visita del 31 luglio 2009.

Il clima oggettivamente non era dei più distesi. Solo un paio di mesi fa, il presidente dell’Ordine degli avvocati Francesco Marullo aveva indirizzato una lunga lettera proprio al Ministro lamentando il mancato rispetto degli impegni assunti nei confronti del Tribunale di Messina e invocando “un atto di coscienza e responsabilità”. Ma dal Ministro, nella giornata di inaugurazione, non sono arrivati altro che elogi all’azione del Governo Berlusconi e l’elenco dei traguardi raggiunti in termini di acquisizione di nuovo personale per le procure e di informatizzazione. E i referenti locali del distretto hanno replicato descrivendo una realtà in netto confronto al panorama descritto dal Ministro.

Proprio Fazio, infatti, ha voluto soffermarsi sulla carenza di giudici e sulla difficoltà a comporre i collegi e ad assicurare la regolare celebrazione delle udienze. Al momento, ha ricordato il presidente della Corte d’Appello, il distretto giudiziario di Messina manca di un presidente del Tribunale per i Minorenni, di un presidente del Tribunale di Sorveglianza, addirittura del presidente del Tribunale di Barcellona. Non solo. Nella Procura di Mistretta c’è solo un procuratore in servizio e in quella di Barcellona solo un sostituto su cinque. E la situazione non è migliore a Patti, dove mancano due sostituti su quattro, e a Messina dove i sostituti dovrebbero essere 28 e sono 21. Ma il grido d’aiuto del presidente della Corte d’Appello non è rimasto l’unico nell’affollata cerimonia.
 
A farne da eco e cassa di risonanza, tra le altre, è arrivata anche la secca denuncia del giudice Corrado Bonanzinga, in rappresentanza dell’Associazione nazionale magistrati. Proprio in risposta al Ministro, Bonanzinga ha evidenziato le profonde distanze tra le parole pronunciate e la realtà dei fatti, descrivendo un distretto – quello di Messina – dove (a proposito di informatizzazione) si verbalizza ancora a penna, senza cancellieri, grazie alla buona volontà degli avvocati di turno. Un quadro clinico disperato, insomma, quello della giustizia messinese. Che peraltro, ai piani alti, pare non interessi a nessuno.
 

 
Gli avvocati. La categoria si sente ignorata
 
MESSINA - “L’anno trascorso non ha portato alcun percepibile vantaggio alla cronica inefficienza del servizio giustizia nel nostro distretto. Nessun miglioramento, ma solo aggravamento della già drammatica congiuntura”. Davanti al Ministro Alfano, il presidente dell’Ordine degli avvocati, Francesco Marullo, ha ribadito tutte le carenze e le urgenze del distretto, aspramente e senza appello.
“Le nostre analisi, proposte e suggerimenti, al di là di un compiacente ascolto, vengono sistematicamente ignorate”, ha poi affermato con riferimento alla polemica dei mesi scorsi, polemica che ha messo in luce come le promesse che il Ministro Alfano aveva fatto nella visita del 2009 siano state totalmente disattese. Si spera che, vista la presenza nella cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario e le parole spese a sostegno dell’attività dei magistrati e delle procure, le analisi e le disperate richieste effettuate recentemente non vengano nuovamente ignorate.

Articolo pubblicato il 16 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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