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Messina non conosce la fortuna che le arriva
di Carlo Alberto Tregua

Ponte, sei miliardi, 40 mila posti

Tags: Messina, Ponte



La Stretto di Messina Spa è stata costituita nel 1981. Tuttavia, di Ponte si iniziò a parlare già dieci anni prima. Dunque, fra poco saranno quarant’anni che si scrive e si parla, in migliaia di dibattiti e convegni, di questa infrastruttura essenziale. Quarant’anni di colpevoli omissioni e rinvii di tanti Governi quadripartito e pentapartito, di centrodestra e centrosinistra. E mentre si discuteva, centinaia di migliaia di miliardi, attraverso la Cassa del Mezzogiorno, avevano una destinazione apparente verso il Sud e la Sicilia, ma poi finivano nelle tasche di politici, burocrati e imprenditori disonesti che agivano con la connivenza di professionisti e sindacati affamati.
Finalmente, il Governo Berlusconi, nella legislatura 2001-2006, ha messo in cantiere l’opera, ha fatto il bando per la relativa aggiudicazione - vinta dalla cordata di imprese nazionali e internazionali capeggiati da Impregilo come general contractor – ha firmato il contratto da 3,9 miliardi e affidato il tutto a un manager di altro valori come Pietro Ciucci, che successivamente sarebbe diventato anche presidente di Anas Spa.

Ma Berlusconi commise il grave errore di non far porre la prima pietra, consentendo così al successivo Governo Prodi di dar fiato a Verdi, Radicali, Comunisti e compagnia bella e di bloccare l’opera per due anni. Un gravissimo danno per la Sicilia e per Messina.
Per fortuna, nonostante alcune dissonanze all’interno dell’attuale maggioranza, il Ponte è diventato una priorità per il nuovo Governo. E se è vero com’è vero che Ciucci è un manager di valore (nostro ospite nel forum pubblicato il 26 gennaio del 2008), la prima pietra sarà collocata nel primo periodo del 2010.
Quali effetti produrrà sulla provincia di Messina questa immensa opera? Sono tanti e proviamo a elencarne qualcuno, per rinfrescare la memoria anche di oppositori che stupidamente continuano a contrastarla.

Intanto, verranno installati numerosissimi cantieri, perché i pezzi del grande manufatto verranno costruiti quasi tutti in loco. Naturalmente, ogni cantiere avrà propri tecnici, dirigenti e operai attinti in grande misura nel serbatoio locale. Ciucci stima che lavoreranno al Ponte 40 mila unità, di cui pochi esterni all’area di Calabria e Sicilia.
La parte dei lavoratori non messinese dovrà alloggiare in qualche immobile. Ed ecco che sono già all’erta i titolari di pensioni, alberghi e B&B, da Santo Stefano di Camastra a Taormina, che dovranno ospitare questa massa imponente di persone. Essi metteranno in moto nella città di Messina anche servizi di ristorazione, luoghi di divertimento e altri perché la gente la sera vuole anche degli svaghi. Messina sarà presa d’assalto da una massa enorme di persone che, guadagnando bene, spenderanno di conseguenza. Non vi è chi possa negare che molto denaro pioverà sulla Città dello Stretto, che forse non si rende conto della fortuna che le arriderà a breve.

Prima che il Ponte sarà realizzato, il Governo in carica dovrà prendere concrete iniziative per prolungare la Tav fino a Reggio Calabria e la Regione dovrà spingere con tutti i suoi deputati e senatori sulle Fs affinché facciano un piano di infrastrutturazione che renda utilizzabile il Ponte anche in Sicilia.
Esso, dunque, è destinato a diventare un propellente, uno stimolo affinché le opere si facciano, e non il contrario, come affermato da tanti inconcludenti signor no. Di per sè il manufatto costituirà un’attrazione anche turistica, che se ben sfruttata potrà attrarre flussi da ogni parte del mondo e in ogni caso il brand Sicilia prenderà nuovo fulgore a livello mondiale. Oltre che ricordarla come la regione più ricca di beni culturali e archeologici del mondo, oltre che ricordarla per Taormina e il suo casinò (appena sarà aperto), per le bellissime 18 isole e isolette che la contornano, attiverà il desiderio di visitarla anche per il Ponte.
Insomma, non vediamo le negatività rilevate da alcuni soggetti che parlano per dare fiato alla bocca. Ci auguriamo di esserci per la sua inaugurazione, stimata per il 2016.

Articolo pubblicato il 27 marzo 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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