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Quotidiano di Sicilia

Arancia di Ribera, riconoscimento Dop
di Francesca Di Giovanni

Conosciuta come Navel, ha origini brasiliane

Tags: Arancia, Navel, Ribera



PALERMO - Fra i numerosi prodotti di qualità dell’agricoltura siciliana, l’arancia di Ribera occupa sicuramente una posizione di tutto rispetto. Un frutto che dopo dodici anni di attesa è riuscito a conquistare il marchio di qualità, la denominazione di origine controllata, meglio conosciuta come “Dop”. Il regolamento è stato pubblicato il 3 febbraio scorso sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e sarà divulgato in tutti i paesi membri entro venti giorni della pubblicazione.

Sempre nello stesso provvedimento è stato inserito un altro prodotto siciliano, il limone di Siracusa che invece viene registrato con il marchio di Igp. Etichette importanti che permetteranno ai due agrumi di beneficiare delle politiche comunitarie per la promozione, comunicazione e commercializzazione del prodotto nei mercati nazionali ed internazionali con un unico sigillo.

La “Dop” Arancia di Ribera si va ad aggiungere al marchio di qualità collettivo “Riberella”, istituito dal Consorzio di Tutela, organismo riconosciuto dall’Unione Europea, con il quale, molte aziende produttrici, già sono presenti nella grande distribuzione italiana.

L’arancia di Ribera è conosciuta localmente anche con il nome di “Brasiliano” o “Navel”, poiché prende origine da alcune piantine, provenienti dal Brasile, introdotte dagli agricoltori locali a Ribera negli anni 30. È un frutto da tavola con caratteristiche organolettiche uniche e un giusto equilibrio tra aroma e gusto, ottimo profumo ed elevato contenuto in vitamina C.

L’areale di coltivazione è piuttosto omogeneo, sia per le caratteristiche climatiche, pedologiche, irrigue che antropologiche. Si estende a cavallo delle provincie di Agrigento e Palermo. Una superficie che include diversi paesi: Bivona, Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Cattolica Eraclea, Cianciana, Lucca Sicula, Menfi, Montallegro, Ribera, Sciacca, Siculiana e Villafranca Sicula e Chiusa Sclafani.

Articolo pubblicato il 22 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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