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Una gestione positiva allargata al terziario
di Annalisa Giunta

Forum con Antonino Grippaldi, presidente di Confindustria Enna

Tags: Antonino Grippaldi, Confindustria, Enna



Come è la situazione all’interno di Confindustria?
“Tenga conto che presenterò le mie dimissioni al comitato esecutivo e all’assemblea ai primi di marzo, anche se il mio mandato scadrà a novembre del 2011, scelta scaturita dalle disparità di vedute. Ci sarà una fase di gestione del mio vicario che dovrà indire un’assemblea nella quale dare ai saggi il compito di fare i sondaggi e procedere alla nomina del nuovo presidente. Mi auguro che quanto fatto venga proseguito dal successore”.

Ad oggi quante sono le imprese associate a Confindustria?
“Siamo 170 con una crescita del 22% rispetto agli iscritti del 2009. Abbiamo avuto un incremento notevole dovuto a due fattori fondamentali: l’interesse che si è creato attorno all’iniziativa commerciale dell’outlet del gruppo Percassi e le iniziative economiche legate all’arrivo della Venere di Morgantina che ha determinato, sulla dorsale tra Valguarnera, Enna e Piazza Armerina, un notevole sviluppo soprattutto nel turismo. Si è finalmente capito che non si può puntare solo su industria e manifattura ma occorre valorizzare le opportunità del territorio. Non ultimo, ma io la metto al primo posto come fattore economico, l’incremento delle attività nel settore agro-industriale che finalmente hanno fatto rete. Abbiamo assistito con piacere all’istituzione di consorzi e di gruppi anche di distribuzione, il che ha determinato quel collante tra la produzione agricola e la distribuzione del prodotto anche attraverso delle reti di vendita che hanno determinato una filiera che va valorizza tutti gli anelli della catena”.

Com’è cambiato il modo di fare impresa negli ultimi anni?
“C’è stato un notevole sviluppo del terziario. Ho raccolto un’associazione nella quale c’era parecchia edilizia, dovuta anche alla realizzazione dell’Università Kore. Abbiamo, per esempio, ricevuto 22 domande di adesione di tutta la classe dirigente dell’Api. Tranne un edile, gli altri 21 sono operatori del terziario, del turismo, delle tecnologie avanzate, quindi abbiamo reso multidisciplinare un’associazione di industriali che prima era un po’ rigida. Ci siamo resi conto che l’azienda che ha meno di 25 dipendenti e ha un management inferiore ai 40 anni, è il soggetto che più si avvicina a Confindustria. Non solo si tratta di imprese di famiglia, sono imprese di prima generazione fatte anche da under 40, ciò rende ancora più forte il senso imprenditoriale e l’investimento sul territorio”.

Quali sono le criticità presenti nel territorio che influiscono sullo sviluppo economico?
“Sono sempre le stesse: la logistica e i trasporti. Da quando mi insediai, novembre del 2005, ad oggi la situazione delle strade è pressoché immutata, nonostante sono cambiati due governi della Provincia e ci sono state due legislature che hanno disatteso le richieste e le esigenze del territorio. Un dato per tutti la SS 192 Catania-Enna, è chiusa da due anni. Viviamo in precarietà con due frane che non permettono ai Tir di passare. Con l’Anas c’è un contenzioso, il problema è che la SS 192 in quel tratto è terra di nessuno, dipende da Catania ma è nel territorio ennese. Altro problema riguarda l’area del Dittaino, dove i due torrenti, Dittaino e Calderari, esondano per la mancata manutenzione, problema che ha causato un danno di 300 mila euro per l’allagamento di un impianto. La Corte dei Conti ha condannato la Regione a risarcirci i danni. Occorrerebbe fare la manutenzione e il problema sarebbe risolto, ma quanto tempo passa tra la segnalazione del problema, l’individuazione delle risorse e l’attuazione? Passano cinque anni e sono tempi inaccettabili. Nonostante questa mancata collaborazione da Regione, Provincia e Comuni, riusciamo ad andare avanti”.

Quanto vi penalizza il ritardo dei pagamenti della Pubblica amministrazione?
“C’è un tempo nei ritardi dei pagamenti da parte della Pa che supera i 18 mesi. Oggi la stretta creditizia diventa insormontabile perché le banche non sono più disposte ad attendere i tempi della Pa. Questa situazione penalizza lo sviluppo delle imprese, creando ulteriori difficoltà. Fornitori e subfornitori non riescono a sopportare questo effetto domino. Un ritardo che va oltre il fisiologico ed è il problema che impedisce una corretta pianificazione dello sviluppo della rete di imprese con soggetti che sono incagliati dai crediti”.
 

 
Le aziende devono investire nell’innovazione ma ci vogliono infrastrutture e facilità di credito
 
Quale potrebbe essere una ricetta per sviluppare l’imprenditoria ennese?
“Dobbiamo pretendere che ognuno faccia la sua parte. Le risorse le abbiamo. Le Pmi che hanno avuto il coraggio di investire in ricerca e sviluppo hanno avuto in tempi brevi dei riscontri appetibili. Il problema però è avere reti infrastrutturali e strumenti di agevolazione al credito. La chiave dei Consorzi Fidi può essere l’intermediario tra il mondo bancario e le istituzioni nell’interesse dell’imprenditore sano. La provincia di Enna rispetto ad altre ha forse un vantaggio che essendo più piccola dovrebbe avere i canali di comunicazione tra le istituzione e le imprese molto più snelli, ma non è cosi. I fondi Fas sulla strada che avrebbe collegato Gela a Sant’Agata di Militello, imprescindibile per legare il nord al sud, pari a 838 milioni di euro, sono finiti in parte nel “mille proroghe” e in parte la Regione ha detto che si sarebbe dovuta rivedere un’impostazione del 2006”.

Si è svolto un Consiglio comunale tra Agrigento, Enna e Caltanissetta sulla miniera di Pasquasia. Se questo distretto minerale dovesse ricrearsi quale sarebbe l’indotto per la vostra provincia?
“Noi abbiamo ancora più di mille operatori che avevano lavorato in quel sito. Il problema è capire chi deve fare cosa. Vorremmo capire se si riapre il sito per farlo diventare produttivo e, se sì, quali sono i rapporti nello scacchiere regionale. Poiché la Sicilia ha fatto una scelta 25 anni fa di dismettere la coltivazione dei sali potassici, mi pongo l’idea che se l’obiettivo è quello della bonifica concordo, ma se mascheriamo il problema dei rifiuti per dire che ci faremo attività produttiva comincio ad avere qualche dubbio”.
 


Curriculum
 
Nato a Gagliano Castelferrato (En) il 25 agosto del 1968, Antonino Grippaldi si è laureato in Giurisprudenza. Amministratore e vicepresidente di un’azienda agroindustriale, è presidente di
Confindustria Enna dal 2006, nonché consigliere delegato di Confindustria Sicilia per l’agroalimentare. Tra gli altri incarichi è anche amministratore delegato dell’Agenzia provinciale Energia e Ambiente di Enna; vicepresidente del Distretto regionale delle produzioni cerealicole; consigliere del direttivo del Consorzio Asi di Enna; presidente dei Sistemi formativi Confindustria Sicilia e consigliere d’amministrazione dell’Università Kore di Enna.

Articolo pubblicato il 23 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Antonino Grippaldi, presidente di Confindustria Enna
Antonino Grippaldi, presidente di Confindustria Enna



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