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Quotidiano di Sicilia

Sicurezza nelle Asp, adeguare il personale
di Massimo Mobilia

Circolare dell’assessore Russo per ridefinire le Aree per la tutela del lavoro secondo le dotazioni organiche di regioni benchmark. Ogni 100 mila abitanti ci vogliono 7,63 addetti per la prevenzione e 2,11 operatori per l’impiantistica

Tags: Sanità, Sicurezza, Massimo Russo



PALERMO – Per la Sanità regionale è tempo di riorganizzare il personale. Mentre le Asp stanno predisponendo le proprie dotazioni organiche, l’assessorato per la Salute ha indicato le linee da seguire anche per la creazione dell’area dipartimentale “Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro”, che ogni Azienda è tenuta a creare all’interno del proprio dipartimento della Prevenzione.

Secondo quanto riportato nella circolare dell’assessore Massimo Russo pubblicata sulla Gurs del 4 febbraio scorso, per stabilire il numero di unità mediche e tecniche necessarie per il funzionamento dei Servizi prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (SPresSal) e dei Servizi impiantistico-antinfortunistico (Sia), sono state prese come modello di riferimento altre regioni italiane distribuite tra Nord, Centro e Sud, in base ai loro dati ufficiali nel 2008 (fonte Istat).

In particolare, per quanto riguarda l’area di prevenzione e sicurezza, il numero di operatori in Sicilia, tra medici, ingegneri e tecnici, è risultato insufficiente rispetto a quello di Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio e Campania: da noi ci sono 3,61 addetti ogni 100 mila abitanti, il rapporto più basso rispetto a quello delle altre cinque regioni che insieme fanno in media 8,45 addetti su 100 mila abitanti. Nell’evidenziare questo squilibrio, l’assessorato per la Salute ha ritenuto  quindi che la distribuzione del personale non è omogenea tra le diverse Asp e che esiste una rispondenza insoddisfacente delle professionalità rispetto alle prestazioni richieste.

I dirigenti delle Aziende sono dunque invitati a colmare il gap provvedendo a ridefinire l’organico, in funzione della rispettiva popolazione provinciale, prendendo come riferimento i livelli medi rispetto agli organici delle regioni confrontate, inclusa la Sicilia, ovvero 7,63 operatori ogni 100 mila abitanti, di cui 1,55 medici, 0,42 ingegneri e 3,81 tecnici della prevenzione.
Stesso discorso per l’area di impiantistica-antinfortunistica, dove dal confronto con le dotazioni organiche di Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Umbria, la Sicilia registra un minor numero di addetti e, dalla media calcolata, risulta che le Asp dell’Isola dovranno avere almeno 2,11 operatori ogni 100 mila abitanti, di cui 0,45 ingegneri, 1,35 tecnici della prevenzione e 0,33 amministrativi.

Incrementi di personale che le nostre Aziende dovranno effettuare tenendo conto del più generale “Piano regionale per la tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro” (decr. ass. n. 1174/10) che aveva previsto 79 unità in più per il Servizio di prevenzione e sicurezza, tra cui 18 dirigenti medici, 18 dirigenti ingegneri e 43 tecnici della prevenzione. Questi ultimi, in particolare, devono essere laureati nell’ambito specifico o diplomati come geometra o perito tecnico-industriale.

Il tutto dovrà essere comunque inquadrato nei limiti imposti dalle linee di indirizzo regionale sul “fabbisogno del personale della Aziende sanitarie” (decr. n. 1868/10). Infatti, nel caso in cui un’Asp denoti una disponibilità limitata, le dotazioni organiche minime dei due Servizi per la sicurezza sul lavoro, dovranno essere adeguate entro il 2012 con contratto di lavoro di tipo subordinato a tempo indeterminato. Fino ad allora le figure necessarie potranno essere assunte tramite incarichi di collaborazione.
 


Le Aziende di Catania, Palermo e Siracusa controlleranno gli effetti inquinanti delle industrie
 
PALERMO – In relazione al Servizio di impiantistica-antinfortunistica (Sia), nell’ambito dei dipartimenti di Tutela della salute e sicurezza sul lavoro presso le Aziende sanitarie provinciali, particolare attenzione andrà posta alle dotazioni organiche delle Asp di Catania e Palermo perché sono quelle chiamate al controllo delle combustioni, la prima per la Sicilia orientale e la seconda per la zona occidentale dell’Isola, affinché siano dimensionate tenendo conto del bacino d’utenza extraprovinciale, del numero e della tipologia di impianti da sottoporre a verifica e della derivante massa finanziaria.
Stesso criterio dovrà essere adottato per la dotazione organica del Sia dell’Asp di Siracusa che svolge, a sua volta, anche il compito di verificare gli impianti nel territorio della provincia di Ragusa. In ogni caso, nella definizione della propria dotazione organica, ogni Asp potrà tenere conto delle specifiche realtà territoriali e produttive che presentino maggiore complessità dal punto di vista della dimensione, dell’entità del rischio e degli impianti presenti. Un particolare occhio di riguardo andrà posto, ad esempio, nelle zone in cui si concentrano grossi poli industriali, come nel caso dei petrochimici di Gela, Priolo e Milazzo, per valutare le eventuali ricadute degli effetti inquinanti sulla popolazione locale.

Articolo pubblicato il 24 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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