Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Aiuti per atipici e giovani coppie
di Michele Giuliano

“Diritto al futuro”, progetto del ministero della Gioventù per frenare la disoccupazione giovanile. In Sicilia tre giovani su quattro non lavora, né studia, né cerca occupazione

Tags: Lavoro, Giovani, Disoccupazione



PALERMO - La Sicilia aspetta al varco: o per meglio dire sono i giovani siciliani che puntano dritto a quello che potrebbe essere un mezzo per potere contrastare la fame di lavoro nella loro terra. Si chiama “Diritto al futuro” ed è un progetto messo in campo dal Ministero della Gioventù.

L’obiettivo è anche abbastanza intuibile: creare condizioni lavorative tali da potere dare stabilità al giovane che si affaccia nel mondo del lavoro o per chi magari è già da qualche anno pronto per spendersi e non è riuscito ad andare oltre a qualche posto da commesso o in un molto modesto call center. Sul piatto ci sono 216 milioni, che diventano 300 grazie al cofinanziamento pubblico-privato. è questo lo stanziamento del progetto che mette insieme una serie di azioni rivolte ai giovani, sui temi del lavoro, della casa, della formazione e dell’autoimpiego.

Ma vediamo i due strumenti di aiuto alle giovani coppie, che dovrebbero diventare operativi già nel prossimo mese. Una prima misura è quella che mira a trovare un impiego fisso per gli “atipici” (si tratta di tutte le forme di impiego che non presentano le caratteristiche della stabilità del rapporto di lavoro e/o dell’orario pieno, ovvero tutte le forme differenti dal contratto full time a tempo indeterminato definito dall’ordinamento italiano “tipico”). Il primo obiettivo è anche il più ambizioso: creare 10.000 posti di lavoro a tempo indeterminato per i giovani genitori, ovviamente su scala nazionale. Considerando che la Sicilia è una delle regioni con il più alto numero di impieghi atipici (se ne contano circa 10.000 secondo uno studio dell’Ires Cgil, esclusi i precari della pubblica amministrazione).

Questa specifica misura prevede un bonus di 5.000 euro per le aziende che assumono a tempo indeterminato giovani disoccupato o con contratto “atipico”, con meno di 35 anni e con figli. Il bonus vale al massimo per cinque assunzioni nella stessa azienda e non spetta se ci sono stati riduzioni di personale o di orario nei mesi precedenti.

Lo stanziamento complessivo per questa azione è di 51 milioni di euro: soldi che per una buona fetta potrebbero essere accaparrati dalle aziende siciliane se decideranno di consigliere al volo questa occasione. Da studi e ricerche si è evidenziato che il lavoratore atipico è  un individuo che generalmente ha meno di 30 anni, un’istruzione medio-alta, per lo più single, senza figli, con un contratto a tempo determinato. Esistono anche lavoratori atipici, in percentuale, fortunatamente, molto bassa, che hanno più di 40 anni e altri che superano i 50.

Queste nuove forme di lavoro intermedie tra il lavoro autonomo (che equivale a lavoro indipendente, cioè a qualsiasi prestazione lavorativa svolta senza un contratto di lavoro dipendente) e quello subordinato si sono estese rapidamente, nella seconda metà degli anni novanta.

E con l’attuale crisi economica in Sicilia sono destinate a salire queste forme di impiego perché consentono di non riconoscere alcun diritto al lavoratore. Con notevole risparmio per le tasche del datore di lavoro.
 

 
L’approfondimento. Un aiuto per il mutuo delle giovani coppie
 
Spazio anche ad operazioni di contrazione di mutui per le giovani coppie nell’ambito di questo progetto da 300 milioni di euro. Nello specifico questa azione si pone l’obiettivo di aiutare le giovani coppie ad accedere al credito bancario, cosa spesso impossibile soprattutto se si ha un lavoro precario. Viene concessa una garanzia per il 50 per cento del valore del mutuo per l’acquisto della prima casa e per un massimo di 75.000 euro a: coppie coniugate (con o senza figli) o single con figli minori, di età inferiore a 35 anni, con reddito Isee non superiore a 35.000 euro e infine non proprietari di altre case. L’immobile da acquistare non deve superare i 90 metri quadrati e non dev’essere “di lusso”. Il mutuo non può comunque superare i 200.000 euro e può essere a tasso fisso o variabile (con dei massimi in entrambi i casi). Lo stanziamento complessivo per questa azione è di 50 milioni di euro. Ovviamente questa misura rientra nel quadro di un sostegno ai giovani che, a causa proprio della precarietà del mondo del lavoro, oggi non sono in grado di potere fare investimenti tali da potersi acquistare una casa.

Articolo pubblicato il 24 febbraio 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus