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Quotidiano di Sicilia

Direttore Carlo Alberto Tregua



Strutture in rete per pazienti autistici
di Pierangelo Bonanno

Il decreto dell’assessorato Salute pubblicato sulla Gurs n. 9 del 25 febbraio 2011 definisce gli standard organizzativi. Individuate le figure professionali essenziali per assistere bambini di età compresa tra 1 e 6 anni

Tags: Autismo, SanitÓ



PALERMO - Nella Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana n.9 del 25 febbraio è stato pubblicato un nuovo decreto dell’assessorato regionale della Salute con oggetto gli standard organizzativi di riferimento dei servizi dedicati per le persone affette da disturbo autistico.

Le linee guida di organizzazione della rete assistenziale, già delineate nel 2007 e richiamate nel decreto, danno indicazioni sulla realizzazione di un progetto regionale rivolto alle persone con disturbi dello spettro autistico, in tutte le fasi del loro ciclo di vita, ed alle loro famiglie, allo scopo di migliorare il livello qualitativo degli interventi rivolti a questa particolare categoria di utenti. Tra l’altro, individuano servizi, organizzazioni e sistemi d’intervento, con l’obiettivo di garantire una presa in carico dei pazienti nel rispetto delle raccomandazioni tecniche-operative contenute nelle linee guida elaborate da società scientifiche accreditate.

Il documento d’indirizzo, parte integrante del decreto, identifica i servizi che cooperano alla definizione diagnostica e alla presa in carico di questi pazienti, secondo logiche assistenziali di rete. Tra questi rivestono rilevanza particolare le strutture dedicate, che garantiscono offerte assistenziali specifiche e presentano modalità di funzionamento peculiari. Nel provvedimento regionale si sottolinea come sia indispensabile definire per queste strutture standard organizzativi propri, vista la difficoltà di estrapolarli da quelli individuati per strutture che assicurano gli stessi livelli assistenziali, ma ad utenti con caratteristiche cliniche e bisogni assistenziali profondamente diversi. Pertanto nel decreto si precisano gli standard organizzativi di riferimento per: centri per la diagnosi ed il trattamento intensivo precoce; centri diurni; comunità residenziali.

Il provvedimento dell’assessorato regionale alla Salute specifica che le suddette strutture dedicate, comunque configurate sul piano amministrativo e gestionale, dovranno funzionare in rete con le altre strutture assistenziali, che partecipano alla presa in carico e gli interventi da loro garantiti dovranno rientrare all’interno del programma di trattamento individualizzato, di cui resta titolare l’U.O. territoriale di riferimento del paziente. Nel decreto si specificano, inoltre, quali debbano essere i requisiti fondamentali di cui le strutture debbano essere dotate.

In riferimento ai Centri per la diagnosi ed il trattamento intensivo precoce le figure professionali previste sono:  il medico (Neuropsichiatra infantile), il  psicologo o pedagogista, l’assistente sociale, gli operatori per interventi educativi ed abilitativi (educatore, logopedista, neuro psicomotricista, terapista occupazionale), l’addetto assistenza alla persona. I destinatari naturali della struttura sono bambini di età compresa tra 1 e 6 anni. Il decreto precisa, inoltre, che la struttura deve assicurare tendenzialmente almeno 10 trattamenti giornalieri. Per le Comunità residenziali le figure professionali previste sono: il medico (neuropsichiatra infantile/psichiatra), il psicologo o il pedagogista, il supervisore esterno, l’assistente sociale, gli operatori per interventi educativi o abilitativi (educatore, neuro psicomotricista, terapista occupazionale, logopedista, terapista della riabilitazione psichiatrica), l’addetto assistenza alla persona (Osa), l’infermiere professionale, l’istruttore attività (maestro d’arte), l’addetto alla pulizia e servizi alberghieri ed il collaboratore amministrativo.

Articolo pubblicato il 02 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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