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Una voce attiva e partecipe per tutelare i diritti dei cittadini
di Margherita Montalto

Partono i Comitati Consultivi Aziendali previsti dall’art. 9 della l 14.4.2009 n. 5. Sono costituiti da organizzazioni ed associazioni no profit e organismi di volontariato

Tags: Comitati Consultivi Aziendali



CATANIA – Finalmente dopo lunga attesa partono i Comitati Consultivi Aziendali previsti dall’art. 9 della l 14.4.2009 n. 5 ed ora disciplinati, nella loro modalità di costituzione, funzionamento, organizzazione, attribuzioni dei compiti, articolazioni e composizioni, dal Decreto Assessoriale 15.4.10. Essi sono costituiti da  organizzazioni ed associazioni no profit e/o organismi di volontariato ai sensi della legge 266/91  e l.r. 22/94 ovvero di tutela  dei diritti  degli utenti  del settore  sanitario e socio sanitario  o organizzazioni  e associazioni rappresentative  degli operatori sanitari del settore sanitario e socio sanitario.
 
I Comitati consultivi prendono il posto dei comitati di partecipazione e vigilanza  previsti ed istituiti in base alla legge  3.11.1993 n. 30 ed al successivo regolamento. L’abrogazione non è prevista espressamente dalla legge e dal Decreto Assessoriale sopra richiamati,  ma per incompatibilità, in quanto la normativa nuova regolamenta, integra e completa quella della richiamata legge 30/93. Meglio comunque sarebbe stato prevedere una abrogazione esplicita che avrebbe eliminato ogni eventuale questione interpretativa. L’avv. Luigi Anile- presidente del Comitato consultivo dell’ASP 3 Catania, in rappresentanza di Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato spiega: “ Il Comitato Consultivo dell'ASP  è stato costituito con delibera n. 1784  del  6.8.10,  con la quale sono state ammesse 39 Associazioni di volontariato che operano nel campo della tutela dei diritti degli utenti e degli operatori del settore sanitario e socio sanitario”. L'insediamento è stato effettuato l’8 febbraio nel salone conferenze del palazzo ESA dal Dir. Gen. Dr. Giuseppe Calaciura, presenti 36 associazioni su 39.

“In  merito al nuovo quadro normativo- commenta Anile- dal punto di vista dei cittadini non può che esprimersi ampio compiacimento, perché finalmente si è data attuazione a quanto previsto dell’art. 12 del D. Lgs 229 del ‘99 (riforma sanitaria  quater). Sono stati necessari oltre 10 anni perché la Regione Sicilia desse attuazione a quell’art. 12  su cui Cittadinanzattiva, anni fa,  non ha mancato di proporre un apposito disegno di legge rimasto purtroppo senza esito”. “Oggi possiamo dire che, pur nel quadro delle contestazioni a volte ingiuste sulla  riforma sanitaria Russo - Lombardo, - prosegue Anile- a quel riordino i cittadini un merito non possono non riconoscere perché finalmente viene avviata una nuova fase della loro partecipazione  nella gestione del Servizio sanitario.“I Comitati consultivi unitamente ad altri istituti di partecipazione civica, quali il Comitato per il buon uso del sangue, le Commissioni di vigilanza vitto, i Comitati etici  ed ora anche i Comitati per il rischio clinico, sono strumenti importanti e strategici nella gestione dei servizi sanitari.

Un breve  esame delle attività e  compiti dei Comitati consultivi previsti all’art. 2 del Decreto dà contezza degli atti di competenza che potrebbero incidere nella programmazione  delle  Aziende, nella elaborazione  dei piani di educazione sanitaria , nella verifica della funzionalità dei servizi  aziendali e nella rispondenza alle finalità  del servizio sanitario  regionale  ed agli obiettivi  dei piani sanitari nazionali e regionali”.
 

 
Focus. Comitato a favore dell’utenza
 
 “Il Comitato svolge fondamentalmente un’attività di consulenza nella specifica forma della  formulazione di pareri,  che, seppure non  vincolanti, sono obbligatori e pertanto si inseriscono nei procedimenti di formazione degli atti aziendali. Va sottolineato che i pareri emessi dai Comitati  consultivi vanno valutati con la massima attenzione da parte delle Direzioni aziendali e solo attraverso adeguata motivazione da essi  può discostarsi. Un valore quindi non indifferente all’attività di consulenza, alla quale poi va sommata anche quella di analisi di dati forniti dall’ufficio qualità e URP, di proposta e progettazione nel campo del miglioramento ed umanizzazione dei rapporti tra utenti e servizi sanitari, ecc”. L’organismo consultivo si può organizzare in  gruppi di lavoro ristretti o tavoli tematici su particolari problematiche che necessitano di approfondimenti, prevedendo anche la presenza di esperti. I cittadini credono in questo organismo e perciò è bene da subito  mettersi responsabilmente al lavoro. Inoltre il Direttore Generale dell’Asp 3 ha ribadito che “Il nuovo organo di partecipazione dei cittadini, composto da utenti e operatori dei servizi sanitari e sociosanitari, rappresenta un valido ausilio per la formulazione dell’analisi sulla qualità dei servizi offerti dalla nostra Azienda. Mi aspetto proposte e suggerimenti per migliorare l’offerta rivolta al cittadino: il Comitato è un organismo democratico che sicuramente supporterà le nostre azioni e i nostri programmi, esercitando l’importante ruolo di mettere il cittadino/utente al centro di ogni scelta”. Il Comitato ha il compito di redigere annualmente una relazione sull’attività dell’azienda, da diffondere all’esterno anche tramite il sito web dell’Asp.

Articolo pubblicato il 02 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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