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Quotidiano di Sicilia

Ricerca sanitaria nell’Isola. Fondi pubblici, privati assenti
di Lucia Russo

L’associazione Studi e ricerche Mezzogiorno (Srm) ha analizzato la natura dei finanziamenti. Solo due Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, in Lombardia sono 17

Tags: Sanità, Ricerca, Irccs



PALERMO - Dal punto di vista geografico, il finanziamento per la ricerca sanitaria si concentra principalmente al Nord, e questo vale soprattutto per la ricerca corrente sia per la distribuzione territoriale degli Irccs e sia per le modalità secondo le quali vengono distribuite le risorse per tale tipologia di ricerca.

Gli Irccs - Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico, sono nati circa cinquanta anni fa per essere motori di ricerca dipendenti dal ministero della Sanità volti alla soddisfazione del fabbisogno conoscitivo e operativo e degli obiettivi di salute del Servizio Sanitario Nazionale. Nell’ambito di un’indagine della Srm, Studi e ricerche mezzogiorno, dal titolo “Il Non profit e la ricerca sanitaria” è stato approfondito, a livello nazionale e meridionale, il ruolo degli Irccs ed in particolare le loro caratteristiche organizzative, operative, finanziarie e territoriali nonché il sistema di interazione sviluppato con gli altri attori coinvolti nella filiera della ricerca sanitaria.

Gli Irccs presenti sul territorio nazionale sono 43 e si distribuiscono in 13 Regioni. La Regione Lombardia e la Regione Lazio presentano la più alta concentrazione di tali istituti (rispettivamente 17 e 8) mentre, le restanti Regioni (ad eccezione della Puglia), hanno 1 o 2 istituti.

In riferimento alla natura giuridica, quella privata sembra prevalere. In realtà incide molto la Lombardia che su 17 istituti, ben 13 sono di natura privata. Invece operano come fondazione 14 Irccs, 9 dei quali appartengono alla Lombardia. Caratteristica è anche la situazione della Campania che presenta 2 Irccs, entrambi fondazioni.

L’attività di ricerca svolta dagli Irccs trova una copertura finanziaria nelle fonti pubbliche (ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, da altri enti pubblici) ed in quelle private (fondazioni, istituzioni private). Tra le principali fonti di finanziamento ritroviamo quelle ministeriali. I finanziamenti provenienti da altri enti pubblici e da quelli privati, rappresentano circa il 34% del finanziamento totale per la ricerca corrente e finalizzata. Rispetto alle ripartizioni geografiche (grafico 1), il Mezzogiorno presenta una maggiore dipendenza dalle fonti ministeriali.

In particolare, nel 2007, l’80% del finanziamento per la ricerca corrente viene allocato al Nord, il 17% al Centro ed il 9% al Sud. Della voce altri finanziamenti rilevante è anche la forte concentrazione dei finanziamenti da parte di altri enti pubblici e fondazione nel Nord d’Italia (85%), anche se tale voce incide di meno sul totale del finanziamento.
 

 
L’importanza degli investimenti in R&S anche nel settore No profit
 
Secondo la ricerca, per quanto riguarda la Campania ed altre Regioni del Mezzogiorno d’Italia, per consolidare la presenza del non profit nel mondo della ricerca sanitaria e sviluppare la sua relazione con gli altri attori nell’ottica di una concorrenza collaborativa occorrerebbero i seguenti interventi sviluppati poi nella ricerca:
1. intervento pubblico: sarebbe necessario puntare molto sull’efficienza ed efficacia del SSN, poiché, così facendo si eleverebbe il rapporto con il non profit. In tal senso andrebbe scoraggiata la prassi di utilizzare, da parte delle Pubbliche Amministrazioni, il non profit unicamente con l’obiettivo di minimizzare i costi dei servizi; giacché minimizzare i costi sembrerebbe un’idea buona ma spesso pregiudicherebbe la qualità dei servizi erogati.

2. intervento privato non profit: il non profit, da parte sua, dovrebbe strutturarsi meglio, garantire una maggiore professionalità e dotarsi di un buon grado di autonomia finanziaria per rendere più flessibile ed indipendente l’organizzazione interna (ad es, sviluppando bene le tecniche di fund raising). Sarebbe necessario poi sviluppare l’idea di un Terzo Settore più aperto alle collaborazioni con terzi;

3. intervento for profit: bisognerebbe migliorare l’impostazione culturale relativa alla managerialità del profit, e ricredersi sull’importanza degli investimenti in R&S e dello sviluppo di una partnership con gli altri attori.

Articolo pubblicato il 03 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Distribuzione regionale degli IRCCS per natura giuridica
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