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Palermo - Bus, mi si è ristretta la rete meno linee e periferie isolate
di Luca Insalaco

Cisl e Cgil: “Maldestre riorganizzazioni”. Faraone (Pd): “Scelta scellerata, Amat al fallimento”. La Giunta vara la rimodulazione: “Era vecchia di venti anni, le esigenze cambiano”

Tags: Palermo, Amat, Davide Faraone, Trasporti



PALERMO – Rimodulazione per snellire i tempi o drastico taglio degli autobus. La “rivoluzione” del trasporto pubblico varata dall’amministrazione comunale non ha mancato di suscitare le reazioni polemiche di sindacati e opposizione. Il piano prevede la decurtazione delle linee da 96 a 60 ed il restringimento delle rete da 330 chilometri a circa 265. La ristrutturazione  taglia, poi, i capolinea esterni, che passano da 15 a 9, e scompaiono i nodi di piazza Principe di Camporeale di piazza Sturzo. L’effetto sperato è il miglioramento della frequenza di passaggio delle singole linee, che dovrebbe passare da un tempo medio di 27 minuti a 13, riducendo la sosta dei bus in quelle zone della città particolarmente congestionate, sia dal punto di vista del traffico sia da quello dell’inquinamento atmosferico. In una parola, il servizio dovrebbe risultare più efficiente. “L’obiettivo è quello di adeguare il servizio, che risale a vent’anni fa, alle nuove esigenze della città e delle sue zone ad alta densità di popolazione “, ha detto il presidente Amat, Mario Bellavista.

Non ne sono convinti Filt Cisl e Cgil Palermo che hanno proclamato lo stato di agitazione e che parlano di “maldestre riorganizzazioni pagate interamente dai cittadini e dai lavoratori”. La Cgil critica, inoltre, il primo cittadino, accusandolo di convocare tavoli sulle aziende partecipate con i sindacati e poi di disattendere quanto convenuto:
“L’unica forma possibile di dialogo e di rapporto col Comune a questo punto restano le forme di lotta”, dice il segretario provinciale, Maurizio Calà.

Critico è anche il capogruppo comunale del Pd, Davide Faraone, secondo il quale il taglio delle linee rappresenta una “scelta scellerata” che lascerà a piedi soprattutto anziani e studenti e che si abbatterà particolarmente sulle periferie. “Questa amministrazione – accusa l’esponente democratico - scoraggia l’utilizzo dei mezzi pubblici. In una città senza metropolitana o tram, tagliare l’unico mezzo pubblico a disposizione significa non incoraggiare la mobilità alternativa al mezzo privato con una inevitabile ricaduta in termini di traffico e smog”. “Da quando amministra Cammarata - sottolinea Faraone - gli autobus a Palermo sono passati da circa 480 a 220, l’Amat è sull’orlo del fallimento e chi dovrebbe usufruire di un servizio efficiente è costretto a vivere continuamente disagi”.
La palla ora passa al Consiglio comunale, chiamato ad approvare il piano.
 


Le novità. Nuovi mezzi e tariffe diversificate
 
PALERMO – Per migliorare il servizio di trasporto Comune e Amat puntano, inoltre, sullo svecchiamento del parco mezzi. Con i 20 mln di euro stanziati dal Cipe, l’Amat conta di acquistare 71 bus a basso impatto ambientale (euro 5), dotati di apparecchiature elettroniche per l’autolocalizzazione satellitare. A questi si aggiungeranno altri 27 nuovi bus da acquistare grazie alle somme che arriveranno dai fondi Pod (Programma Operativo di Dettaglio), stanziati dal ministero dell’Ambiente per il miglioramento dell’aria e il potenziamento del trasporto pubblico. Sono previste delle novità anche in fatto di abbonamenti.
Il costo mensile per l’intera rete passerà da 48 a 35 euro; verrà introdotto, inoltre, un abbonamento per i bambini al di sotto dei 12 anni il cui costo sarà di 30 anno l’anno. Infine, in relazione alla posizione debitoria nei confronti di Amat, il Comune ha predisposto un piano di rientro che prevede il recupero di 15 mln di euro da parte dell’ex municipalizzata.

Articolo pubblicato il 04 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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