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Quotidiano di Sicilia

Cascio lamenta sprechi ma poi chiede scusa
di Raffaella Pessina

La riforma elettorale non va avanti, maggioranza assente dall’Aula. Panepinto (Pd): “Dovrebbe mandare gli atti alla Procura”

Tags: Ars, Francesco Cascio, Innocenzo Leontini, Cateno De Luca, Raffaele Lombardo



PALERMO - Come era prevedibile è cominciata la guerra tra maggioranza ed opposizione sulla riforma della legge elettorale. Ieri mattina l’Aula si è aperta con la richiesta di sospensiva della trattazione della legge elettorale da parte del presidente del Pdl Innocenzo Leontini. La richiesta è stata  messa ai voti ed accolta, grazie anche alla mancanza dei deputati della maggioranza. “Per la legge elettorale – ha dichiarato Rudi Maira capogruppo del Pid all’Ars – non c’erano le condizioni per un varo immediato. Noi dell’opposizione eravamo pronti a paralizzarla con gli emendamenti; nel Pd invece c’era chi l’avrebbe usata come cavallo di Troia per la resa dei conti interna e nei confronti del presidente della Regione, Raffaele Lombardo. Insomma, era ed è una legge dal destino segnato”.
 
Cateno De Luca, “non avendo avuto alcuna apertura da parte del governo e della maggioranza sull’introduzione dell’incompatibilità assoluta tra la carica di deputato e quella di amministratore locale”, ha deciso di proseguire la sua battaglia “per impedire che venga approvato il ddl sulla riforma degli enti locali”. “A tal fine – ha dichiarato De Luca – aderisco per qualche settimana al gruppo parlamentare del Pdl per far prevalere le disposizioni di cui all’art. 98 quinquies commi 4 e 5 del regolamento interno dell’Aula, impedendo così che la presidenza dell’Assemblea possa continuare ad agevolare un percorso che non tiene conto della predetta sentenza della Corte costituzionale. Nel regolamento si prevede che in conferenza dei capigruppo sui provvedimenti siano d’accordo i rappresentanti di almeno i 2/3 del Parlamento.

Il clima in Aula si era già surriscaldato per le reazioni provocate per una intervista rilasciata dal residente Cascio. Giovanni Panepinto del Pd ha criticato le affermazioni del Presidente relative all’eccessivo consumo di carburante delle autovetture in dotazione al consiglio di Presidenza. “Non posso consentire – ha detto  Panepinto - che il mio presidente mi additi come ladro di benzina”. Rivolgendosi poi al segretario generale lo ha invitato a “mandare gli atti alla Procura perchè, in caso contrario, si renderebbe responsabile di omissione”. La rivolta si è estesa ai tutti i capigruppo assembleari che hanno rilasciato dichiarazioni unanimi di incredulità e meraviglia. Nel pomeriggio si è tenuta la conferenza dei capigruppo, a margine della quale il capogruppo del Pd Antonello Cracolici ha espresso dichiarazioni critiche nei confronti del presidente facente funzioni Santi Formica.
 
“Il presidente dell’Ars facente funzioni – ha detto ieri Cracolici - si è fatto sicario di un’operazione in cui con un colpo di mano ha voluto sovvertire una decisione e un calendario da lui stesso stabilito e approvato dal parlamento”. “I capigruppo della maggioranza – ha concluso Cracolici – hanno condiviso la bozza di questo Ddl, ma è evidente che questa vicenda sta assumendo un significato politico di fronte al quale non possiamo tirarci indietro”. Cracolici ha definito Sala D’Ercole come “luogo della lentezza araba” e accusato i deputati del Pd di ingenuità, di fronte alla “cattiva condotta di questa presidenza”. In realtà nessuno, nemmeno il Pd, si aspettava l’evolversi dei fatti in questa direzione. Evidentemente in casa Pd i problemi non sono stati risolti come in precedenza dichiarato dalla dirigenza e i giochi potrebbero girarsi a favore dell’attuale opposizione. Intanto subito è arrivata la replica alle dichiarazioni di Cracolici:  in una nota congiunta dell’opposizione. I tre capigruppo Leontini, Maira e Bufardeci hanno dichiarato che il presidente Formica ha agito correttamente e secondo il regolamento.
 
“Lombardo e Cracolici vogliono giocare delle partite truccate in Parlamento – hanno aggiunto - Presuppongono che ci sia sempre qualche baro disponibile, ma il  Parlamento merita rispetto. Vuole leggi utili e non trucchi elettorali. Pretende “Padri” e non “Padroni”. Nel pomeriggio l’Aula si è aperta e dopo cinque minuti è stata subito sospesa dopo l’annuncio dell’adesione ufficiale di Cateno De Luca al Pdl e la lettura del messaggio del Presidente dell’Ars Francesco Cascio, che si trovava all’estero. Nel messaggio erano contenute le repliche alle polemiche della mattina per le sue dichiarazioni in merito al comportamento dei deputati. Nella nota si è rammaricato di quanto accaduto e ha chiesto scusa per le dichiarazioni che hanno messo involontariamente in cattiva luce i deputati dell’Ars.

Articolo pubblicato il 09 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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