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“Piano per il Sud”, tre anni di proclami, nessuna iniziativa concreta dallo Stato
Le risorse teoriche solo dalla riprogrammazione dei Fondi strutturali e FAS, risorse già assegnate al Sud. Commercio (Mpa) al ministro Fitto: “Ad oggi non ci sono ddl, né tantomeno risorse di bilancio”

Tags: Economia, Fondi Fas, Raffaele Fitto



ROMA - “Nel 2008 il centrodestra vince le elezioni con un programma che al punto 5 prevede un “Patto per il Sud”. Estate 2009: il Governo annuncia un “Piano straordinario per il rilancio del Mezzogiorno”.  25 gennaio 2010. Il ministro Scajola dichiara che entro un mese sarebbe stato varato il “Piano decennale per il Sud”. 29 settembre 2010: tra i cinque punti con i quali Berlusconi chiede la fiducia, entra il “Piano per il Sud”. 26 novembre 2010: presentato al Consiglio dei Ministri un documento programmatico basato su otto tematiche e denominato “Piano per il Sud”. 2 febbraio 2011: lei, ministro Fitto garantisce che entro il mese di Febbraio saranno adottati i primi atti concreti del “Piano per il Sud”.

Tre anni di proclami. Nessuna iniziativa concreta”. Inizia così l’intervento di Roberto Commercio, del gruppo parlamentare del Movimento per le Autonomie, nel corso di un question time alla Camera sul Piano per il Sud al ministro per i Rapporti con le Regioni Raffaele Fitto.

Dopo una risposta del Ministro, considerata insoddisfacente, l’esponente MPA ha così replicato: “Prendo atto, ministro Fitto, che il Piano per il Sud rimane ancora soltanto un annuncio. Ad oggi, non ci sono ancora disegni di legge, né tantomeno risorse di bilancio. Non sono previsti investimenti aggiuntivi e addirittura nella legge di stabilità (la cosiddetta finanziaria) non vi è traccia del suddetto piano. Le risorse teoriche provengono soltanto dalla riprogrammazione dei Fondi strutturali e FAS 2007-2013, cioè da risorse già assegnate al Sud”. 

“L’unico dato certo, – ha sottolineato Roberto Commercio – in questi anni di proclami e di assenza di una politica che metta al centro il Mezzogiorno, è che il divario Nord – Sud in questi tre anni si è ulteriormente aggravato, che nel Mezzogiorno cresce la disoccupazione, si diffonde la povertà, si estende la desertificazione industriale, si indebolisce l’economia e si amplia il divario infrastrutturale”.

“Signor ministro, – ha continuato  Roberto Commercio – la questione meridionale è questione nazionale. Non può esservi ripresa e competitività se non si sana il divario tra le diverse parti del Paese. Milioni di cittadini meridionali aspettano che dai proclami si passi alle azioni concrete, che dal predicato si passi al praticato”.

“Ministro Fitto, – ha concluso l’esponente MPA – dedicheremo spesso il nostro question time al Piano per il Sud. Ci auguriamo, che anche per merito della sua determinazione, la prossima volta Lei sia in grado di parlarci di provvedimenti già approvati e di cose già fatte. Altrimenti tutti gli annunci non saranno stati altro che le prove generali di un ulteriore tradimento ai diritti e alle aspettative, nonché una grave offesa all’intelligenza, dei cittadini del Mezzogiorno d’Italia”.

Articolo pubblicato il 10 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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