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Formazione, inizia la nuova era. Si taglia ovunque per risparmiare
di Michele Giuliano

Si tenta la strada dei prepensionamenti, dei definanziamenti e dei tagli delle assunzioni Co.co.co. I soldi saranno garantiti solo per le assunzioni avvenute prima del blocco del 2009

Tags: Formazione, Mario Centorrino



PALERMO - Già una cinquantina gli enti di formazione individuati dalla Regione per avere messo in atto delle irregolarità ed in primis per avere effettuato assunzioni nei due anni di blocco (2009 e 2010). Per loro sono in arrivo delle vere e proprie stangate dall’assessorato regionale alla Formazione professionale.

“I soldi saranno garantiti solo per quelle assunzioni fatte in maniera regolare – sottolinea il Presidente della Regione, Raffaele Lombardo – mentre non un solo euro sarà sborsato per tutti quei lavoratori che sono stati presi in carico dall’1 gennaio 2009 in poi”. Parte così il processo di rinnovamento della formazione siciliana. Questo è senza dubbio il primo vero passo del cambiamento, che segna un’inversione di tendenza. Molti enti di formazione a cui sono arrivate le contestazioni hanno già risposto che in realtà è stato fatto tutto in regola e che dimostreranno tutto. Di certo per il governo regionale ha già avviato per alcuni di loro la revoca del finanziamento. Ma la vicenda non si chiuderà certamente qui: come da prassi gli enti stessi avranno 60 giorni di tempo per fornire le loro controdeduzioni. C’è tutta l’aria che la storia possa anche finire nelle aule dei tribunali con qualche ricorso al Tar. Ovviamente chi vivrà vedrà. Ma certamente il taglio ad alcuni enti non è la panacea di tutti i mali. Anche perché il governo regionale ha un “buco” di 120 milioni da colmare per mandare avanti l’anno formativo, non ancora stanziati in bilancio. Di sicuro tutti questi soldi non potranno mai essere racimolati semplicemente con quest’unica manovra.

Ecco allora escogitato un altro sistema ed è quello dei prepensionamenti. Già l’assessorato alla Formazione ha fatto una sorta di ricognizione della situazione per veder chi possiede questi requisiti. Sarebbero all’incirca 600, una cifra niente male che da sola potrebbe bastare a far rientrare la spesa ogni anno di svariati milioni di euro tra contributi e stipendi. Ovviamente la questione dovrà essere trattata direttamente con i sindacati per stabilire modi e forme per spingere il lavoratore ad andare anzitempo in pensione.

Ma c’è anche un terzo aspetto importante in questa “cura dimagrante” che sta attuando la Regione: sfoltire il più possibile l’esercito dei lavoratori assunti ogni anno con contratti Co.co.co. In questo caso sarebbero state rilevate mediamente ogni anno all’incirca 800 assunzioni di questo tipo. Per molti questo sarebbe stato l’espediente degli enti di formazione in questi ultimi due anni per superare l’ostacolo del blocco delle assunzioni. Difficile a dirsi, anche perché esiste un problema di fondo: spesso i corsi di formazione variano di anno in anno per singolo ente che quindi ha la “scusa” a portata di mano, facendo rilevare che non dispone di risorse interne per realizzare determinate lezioni. Anche questa è una vicenda abbastanza ingarbugliata e che è di difficile risoluzione. Probabilmente sarà fissato un tetto o un budget a disposizione di ogni ente da potere spendere ogni anno. Qui la vicenda sarà tutta da chiarire nei minimi dettagli.
 

 
L’approfondimento. Si spacca anche il fronte dei sindacati
 
Cisl, Uil e Snals da una parte, Cgil dall’altra, Ugl da un’altra ancora. Il fronte dei sindacati è decisamene spaccato attorno alla vicenda dell’attuazione della riforma del settore della formazione professionale. C’è che come Cisl e Uil Scuola credono che sia giusto il sistema del definanziamento di quegli enti che si sono comportati scorrettamente.
“Noi siamo d’accordo sulla revoca dell’accreditamento e il definanziamento degli enti dissestati, la tutela dei dipendenti mediante rifinanziamento del fondo di garanzia e la graduale riduzione delle attività dei costi garantendo la regolarità delle retribuzioni” ha detto Giorgio Tessitore della Cisl. Il tutto mentre continuano ad impazzare le proteste in piazza a Palermo con iniziative dei vari sindacati tutte scollegate fra loro. Ad esempio l’Ugl va all’attacco di alcuni sindacati: “Con indignazione apprendiamo - stigmatizza il Coordinatore Nazionale della Formazione per l’Ugl, Giuseppe Messina  - che  i sindacati Cisl, Uil e Snals hanno  esplicitamente chiesto di essere ricevuti dai vertici della Regione Sicilia, senza coinvolgere l’Ugl. Il tutto è stato fatto come se lo stipendio, la dignità  ed il futuro dei  lavoratori della formazione professionale riguardasse soltanto alcuni soggetti”.

Articolo pubblicato il 12 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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