Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia Ŕ su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Catania - Immobili comunali invenduti dopo il flop, si pensa ai saldi
di Antonio Borz├Č

Il bando pubblicato lo scorso ottobre si è chiuso con un fallimento. Si pensa a nuove strategie. L’amministrazione valuta la possibilità di ridurre del 10 % la base d’asta

Tags: Catania, Immobili, Roberto Bonaccorsi



CATANIA - Il bando di vendita degli immobili comunali indetto lo scorso ottobre si è concluso, come molti ricorderanno, con un fallimento clamoroso. La crisi del mercato immobiliare indicò a molti imprenditori catanesi la strada della prudenza: con la totale assenza di offerte anche per i pezzi grossi inseriti nella lista come Palazzo Bernini e l’ex sede dell’Avvocatura comunale di piazza Verga. Cifre importanti, quelle che il Comune pensava di recuperare dalla vendita degli edifici in questione, ma che non vennero mai introitate dalle casse dell’Ente e che si pensavano ufficialmente perdute.

A distanza di mesi si torna a parlare di quest’affare mancato con una proposta di abbassamento della base d’asta del 10% che sarebbe al vaglio dell’amministrazione. Una possibilità resa praticabile dalla valutazione dell’Agenzia del territorio che fissò il prezzo di vendita degli immobili con un range appunto del 10%. In occasione della prima vendita a Palazzo degli Elefanti decisero di puntare su una soluzione intermedia, mentre adesso si prospetta, anche se ancora nulla è deciso, un ribasso per stimolare possibili acquirenti.

A confermare il tutto giungono anche le dichiarazioni dell’assessore comunale al Bilancio, Roberto Bonaccorsi: “Quella di cui si parla in questi giorni – ha detto – è un’opzione che stiamo attentamente valutando e che ci è concessa dall’Agenzia del territorio, che ha fissato dei paletti precisi per la vendita. È chiaro che si tratterebbe sempre di una base d’asta e che quindi il prezzo potrebbe aumentare”.

Non sembra però esserci fretta di intervenire in tal senso, lasciando spazio invece ad un’attenta riflessione sul da farsi: “Le somme – ha ricordato Bonaccorsi - che dovrebbero essere ricavate dalla vendita saranno impiegate per degli investimenti così come ci impone la legge. In questo senso dunque non abbiamo alcun obbligo che ci impone di correre e stiamo valutando il da farsi”.

Le cifre in ballo sono comunque importanti. Basti ricordare che i prezzi della scorsa asta erano in alcuni casi superiori al milione di euro, con la parte del leone per il complesso di viale Bernini, valutato 7 milioni e 900 mila euro circa.
Ovviamente non sono mancate le polemiche. Se già a ottobre a fronte di una vendita maggiorata del 10% il ritornello era quello della “svendita degli immobili” oggi il quadro non cambia e dai banchi del Pd si chiede la valorizzazione di questi edifici da tempo sul groppone del bilancio catanese. È da ricordare, tra l’altro, come una soluzione non sia affatto rinviabile. Il già citato Palazzo Bernini rappresenta una delle vergogne di Catania (sfruttato ormai soltanto come rifugio per gli sbandati) con il suo abbandono a pochi metri dal salotto buono cittadino e soprattutto con un mutuo da pagare regolarmente. Ora non resta che aspettare nuove notizie dalle sale di Palazzo dei Chierici, sede dell’assessorato al Bilancio, per sapere come e in che modalità verrà indetto questo nuovo bando.

Articolo pubblicato il 17 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus
Uno scorcio di Palazzo Bernini (ab)
Uno scorcio di Palazzo Bernini (ab)


´╗┐