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Quotidiano di Sicilia

Messina - Un’apertura sulla Zona Falcata, a breve una “cabina di regia”
di Francesco Torre

Trovare una sintesi tra le urgenze di Comune, Provincia e Autorità portuale ed Ente porto e Governo. Prove di dialogo da parte del presidente della Regione, Raffaele Lombardo

Tags: Messina, Ente Autonomo Porto, Zona Falcata, Giovanni Ardizzone, Raffaele Lombardo



MESSINA – “Agiremo in unità d’intenti, supereremo i conflitti di competenze, troveremo soluzioni che tengano conto dell’interesse dei messinesi e dei siciliani, cercheremo di coinvolgere il governo nazionale ma in ogni caso faremo tutto ciò che è nei nostri poteri, perché non vogliamo più che il palleggio delle responsabilità diventi un alibi per lasciare le cose come stanno, mantenendo questa porzione di territorio nell’abbandono e nel degrado”. Questa la solenne promessa del presidente della Regione, Raffaele Lombardo, in visita domenica scorsa a Messina, sulla Zona Falcata. Il tentativo di gettare acqua sul fuoco è evidente, e la mano sembra tesa verso un compromesso che possa accontentare tutti. Ma sarà possibile?

Lombardo ha dato appuntamento agli attori della trattativa per domani a Palermo. L’obiettivo è trovare una sintesi tra le urgenze di Comune, Provincia e Autorità portuale da un lato – che premono per una riconversione dell’area in chiave residenziale e turistica – e l’Ente porto e proprio la Regione dall’altro, fautori del Punto franco.

Il calumè della pace offerto da Lombardo a Buzzanca e Ricevuto, però, era stato preceduto da un segnale meno “distensivo”, ovvero l’approvazione in seno al Comitato portuale (otto voti favorevoli, sette astenuti) della mozione per la riattivazione delle procedure regionali propedeutiche allo scioglimento dell’Ente porto. Una richiesta effettuata già altre 1.000 volte almeno, ma che stavolta si arricchisce di contenuti pressoché discutibili. Secondo il Comitato, infatti, “la legge 191 del 1951 istitutiva del Punto franco appare incompatibile con la normativa comunitaria vigente in materia e deve pertanto ritenersi tacitamente abrogata”. Non sanno, i membri del Comitato, che il primo dicembre 2009 il Presidente Napolitano ha firmato un decreto legge proposto dal ministro per la Semplificazione normativa  con il quale si ritiene “indispensabile la permanenza in vigore” proprio della legge 191?

In secondo luogo, sempre i membri del Comitato scrivono che “per quanto riguarda le aree del bacino di carenaggio e della stazione di degassifica, non può essere messo in dubbio che appartenevano e appartengono al demanio marittimo”, quando per ben due volte il Consiglio di giustizia amministrativa “ha sottolineato in modo esplicito la piena e diversa legittimazione alla loro gestione da parte dell’Ente autonomo portuale”.

Ora delle due una. O il Comitato portuale ignora i pronunciamenti del Governo e della Magistratura (stiamo parlando di due dei tre poteri dello Stato) o il suo atteggiamento è deliberatamente eversivo.
Tutte le battaglie sono legittime se condotte entro i limiti della dialettica democratica e nel rispetto delle istituzioni, ma qui ormai questo limite sembra essere stato superato da tempo.
 


Bonifiche. Inceneritore e Real cittadella
 
MESSINA - Good news: sembra essersi sbloccato l’iter per lo smantellamento dell’inceneritore di San Raineri. Imminente l’inizio dei lavori, per i quali la Regione mette sul tavolo subito 400 mila euro: 90 i giorni previsti ma per completare la demolizione occorrerà altro tempo e altro denaro. La Regione ha in serbo 1 milione, il Comune 1,6 mln, le risorse non dovrebbero teoricamente essere un problema.
“Entro fine anno – ha assicurato l’on. Beninati, tra gli sponsor dell’iniziativa – l’inceneritore sarà abbattuto”. Staremo a vedere.
Interessanti sviluppi anche su un altro fronte, quello della bonifica della Real Cittadella. Sempre a Palermo sono accantonati 2,4 mln di euro, e il Comune – invero a fatica – sta approntando la documentazione necessaria (riguardante soprattutto il successivo smaltimento delle terre inquinate) per dare finalmente l’avvio ai lavori.
Speriamo che si acceleri, e che si liberi la storica Cittadella dalle orribili costruziioni abusive.

Articolo pubblicato il 17 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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L’inceneritore della Zona Falcata (ft)
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La Real Cittadella abbrutita da costruzioni (ft)
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