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Nuovo Codice per ordinare e snellire le procedure
di Grazia Ippolito

Tags: Consiglio Di Stato, Pasquale De Lise



Che importanza riveste l’entrata in vigore del Codice del processo amministrativo?
“Il Codice costituisce, per la Giustizia amministrativa, una tappa storica. La sua emanazione rappresenta la presa d’atto e la sistemazione delle trasformazioni che hanno interessato la Giustizia amministrativa, soprattutto a partire dagli anni Novanta. Il Codice ha conferito alla disciplina del processo amministrativo, dopo oltre 120 anni, la stesa dignità formale degli altri settori dell’ordinamento processuale”.

Lo schema del Codice è stato redatto dal Consiglio di Stato?
“Attraverso la legge di delega del 2009 il Parlamento ha affidato al Governo il compito di operare un riassetto della Giustizia amministrativa. La stessa legge prevedeva che la redazione del Codice potesse essere affidata al Consiglio di Stato. Lo schema del Codice è stato redatto da una Commissione speciale insediata presso il Consiglio di Stato con la partecipazione, contemplata dalla stessa legge di delega, insieme ai consiglieri di Stato e ai magistrati dei Tar, di esponenti della Corte di Cassazione, dell'Avvocatura dello Stato, dell'Accademia e del libero foro. Lo schema predisposto dalla Commissione è stato, in alcuni aspetti, modificato dal Governo, senza che però venisse stravolto l'orientamento complessivo dello schema originario”.

Quali sono le principali novità introdotte dal Codice?
“Molte sono le novità introdotte. Nel complesso il Codice opera nella direzione del riordino, del riassetto e dello snellimento procedurale. Razionalizza il funzionamento di una serie di istituti, risolve alcuni contrasti esistenti con la Cassazione e introduce meccanismi per eliminare una massa di antichi ricorsi per i quali le parti stesse non hanno più interesse”.

Articolo pubblicato il 19 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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