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I costi della mediazione
di Elisa Latella

Tags: Giustizia, Conciliazione, Mediazione Obbligatoria



Tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall’imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.
Quando la mediazione è condizione di procedibilità della domanda non è dovuta alcuna indennità dalla parte non abbiente che si trova nelle condizioni per l’ammissione al gratuito patrocinio.

Tolte queste esenzioni, la mediazione si paga. Ed è anche cara. Nel nostro ordinamento esistevano già gli arbitrati, le negoziazioni e transazioni stragiudiziali, il tentativo obbligatorio di conciliazione nelle cause di lavoro, il tentativo obbligatorio di conciliazione innanzi al Corecom per le controversie in materia di telecomunicazione, e simili procedure. La rivoluzione culturale sta piuttosto nella imposizione obbligatoria di questo strumento che pone a carico del cittadino ulteriori spese. Si prevede una somma da pagare per l’avvio del procedimento di  30 euro e una indennità proporzionata al valore della controversia (le cifre sono riportate in tabella).

Se la controversia riguarda un contratto di mille e un euro per esempio solo per avviare la procedura di mediazione ci vogliono 130 euro (30 per le spese di avvio e 100 per indennità). Che, in tempi di crisi, per un cittadino non sono pochi.
Di recente era stata introdotta la riforma senza senso del contributo unificato per l’opposizione a sanzione amministrative (pagare 38 euro di contributo unificato per impugnare una multa di 40). Anche il limite della mediazione, che ha i suoi aspetti positivi, è solo questo: il rischio che quell’articolo 24 della Costituzione  che recita “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi…” si scontri con una rinuncia del cittadino a tutelarsi perché cercare giustizia costa… quasi quanto l’ingiustizia subita.

Articolo pubblicato il 22 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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