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Boom del biologico al Sud e in Sicilia nel 2010 vendite aumentate del 22,5%
di Michele Giuliano

Secondo l’Ismea nell’Isola vi è stata la crescita più significativa del 2010 per consumo di prodotti confezionati. Puntare sulla qualità e sui prodotti con valore aggiunto per rilanciare il settore agroalimentare

Tags: Ismea, Agroalimentare, Agricoltura, Biologico



PALERMO - Il nord avrà sempre una marcia in più dal punto di vista imprenditoriale rispetto al Sud, ma questa volta la Sicilia si dimostra quantomeno all’altezza di potere tenere più che dignitosamente il passo.
Le imprese siciliane infatti riescono ad avere ottimi riscontri sul piano della produzione in campo biologico. In questo settore l’area più forte d’Italia è il Nord-Ovest, che incide sul totale nazionale per il 41,8 per cento. Ma è nel Mezzogiorno e in Sicilia che è stata registrata la crescita più significativa nel 2010 per il consumo di prodotti confezionati: +22,5 per cento. Nell’ultima analisi dell’Ismea, Istituto per i servizi del mercato agroalimentare, sul consumo di prodotti biologici in Italia nel 2010, si è registrata una crescita delle vendite pari all’11,6 per cento. Nel Sud, quindi, l’incremento è stato quasi doppio rispetto alla media nazionale, anche se il “peso” dell’area è ancora contenuto: 8,2 per cento. Nel Nord-Est la crescita è stata minore, cioè 19,8 per cento, ma l’incidenza sul totale nazionale resta più consistente: 29,8 per cento.

Il Ministro Galan ha sottolineato che i risultati positivi dell’agricoltura biologica si accompagnano ad un recupero dei livelli di redditività dell’agricoltura. “Per garantire al comparto alimentare una prospettiva di crescita – ha sostenuto Galan – bisogna puntare sulla qualità, sui prodotti con valore aggiunto, come dimostra il successo dei prodotti biologici”. Qualche motivo di ottimismo in più scaturisce dall’analisi della Coldiretti sui dati Ismea. “Alle regioni del Sud ed alla Sicilia in particolare – sottolinea la Coldiretti – spetta il primato per superfici agricole condotte secondo il metodo biologico e per numero di aziende agricole biologiche”.

In entrambi i casi in questa speciale classifica svetta sempre al primo posto la Sicilia, a conferma dell’ottima cresita. Al Nord sono invece concentrate la maggior parte delle imprese di trasformazione, con il primato dell’Emilia-Romagna e della Lombardia. Da più parti questa crescita viene salutata con favore: infatti il prodotto biologico è sinonimo di tutela della salute del consumatore e di salvaguardia dell’ambiente. È stata posta la necessità comunque che i prodotti biologici vengano inseriti nei mercati locali e in quelli nazionali al fine di far aumentare la percezione del valore, la qualità e la sicurezza del prodotto nel consumatore.
 

 
L’approfondimento. Distretti del biologico in evoluzione
 
All’inizio di quest’anno si sono messi concretamente in marcia in Sicilia i distretti biologici con un incontro che si è tenuto presso la sede dell’assessorato regionale delle Risorse Agricole e Alimentari. I distretti biologici sono istituiti al fine di agevolare e semplificare l’applicazione delle norme di certificazione ambientale e territoriale previste dal regolamento. Organismi che nel contempo favoriscono lo sviluppo della migliore pratica agricolo-zootecnica biologica, ricomprendendo anche i processi di preparazione e di trasformazione, nonché delle filiere collegate, la tutela e la preservazione delle tradizioni colturali locali, nonché della biodiversità agricola e naturale. A tal proposito un po’ tutti gli addetti ai lavori auspicano che vengano incentivate e sostenute tutte le possibili iniziative finalizzate allo sviluppo del mercato locale e alla diffusione di una cultura della sostenibilità ambientale e socio-economica.

Articolo pubblicato il 22 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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