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Palermo - Cento milioni e le mie dimissioni. Oggi Cammarata da Berlusconi
di Agostino Laudani

Se il primo cittadino molla entro venerdi, i palermitani potranno andare al voto a maggio. Il sindaco chiede aiuti economici per la città. E si discuterà di elezioni anticipate

Tags: Palermo, Diego Cammarata, Berlusconi



PALERMO – Potrebbero essere ore decisive, le prossime, per il futuro della città. Proprio oggi è infatti previsto l’incontro a Roma tra il sindaco Diego Cammarata e il presidente del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi. All’ordine del giorno, due questioni principali. Innanzitutto, un sollecito dei 100 milioni di euro che Cammarata ha chiesto nel tentativo di mettere qualche toppa alle falle finanziarie del Comune. Il sindaco a quanto pare si accontenterebbe anche di una parte della somma, di un’anticipazione insomma, purché sia.

In discussione, poi, l’ipotesi delle dimissioni anticipate per il sindaco. Se dovesse dimettersi entro venerdi 25, infatti, ci sarebbe la possibilità di andare ad elezioni nel prossimo turno già fissato dal presidente Lombardo per il 29 e 30 maggio. Cammarata si toglierebbe dal groppone questo insopportabile peso, restituirebbe una boccata di ossigeno (denari sonanti) alla città, se ne andrebbe a Roma dove gli verrebbe presumibilmente affidato un incarico di sottogoverno, tra quelli che Berlusconi dovrebbe “sbloccare” a giorni.

Insomma, la scena resta calda di fronte a questa ventilata ipotesi di un “salvacondotto” romano per Cammarata. E tra i politici e gli stessi cittadini non mancano i malumori, come accade del resto da diversi mesi a questa parte, per via delle troppe faccende rimaste in sospeso a Palazzo.

“La città di Palermo è ormai allo stremo – osserva Rosario Filoramo, consigliere del Pd al Comune - per responsabilità del sindaco e della sua maggioranza. La crisi finanziaria, aggravata col taglio di oltre 100 milioni operato dal governo nazionale, accelera le condizioni di dissesto finanziario. A rischio i lavoratori Gesip, ma anche altre aziende soffrono, mentre servizi sociali e scolastici da un triennio sono stati azzerati dalla politica dissennata del Pdl e dei suoi alleati. Il sindaco cerca una giustificazione per fuggire ed abbandonare la nave che affonda”. Così Filloramo invoca “dimissioni del sindaco, scioglimento del Consiglio comunale e subito al voto”. Gli fa eco Davide Faraone, dello stesso gruppo, che già da mesi ha presentato la sua candidatura a primo cittadino, sostenuto da un movimento di palermitani. Faraone ha chiesto di inviare una mail al sindaco con allegata la lettera di dimissioni da far firmare entro e non oltre venerdì 25 marzo, alle 12.

“Se Cammarata rassegnerà le dimissioni entro le 12 di venerdì 25 marzo - si legge su www.lostrappo.com - Palermo potrebbe andare al voto per eleggere il nuovo sindaco già al prossimo turno amministrativo del 29 e 30 maggio 2011. Altrimenti, il rischio è di avere questo sindaco così debole per un altro anno ancora o un commissario nominato dalla Regione che la città, in una profonda crisi economica, non può permettersi. Poco importa di come andrà l’incontro con Berlusconi.
Ormai il tempo è scaduto e Palermo ha bisogno al più presto di un nuovo sindaco”.

Articolo pubblicato il 23 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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