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Palermo - Autobus a misura di disabile? Resta ancora un sogno lontano
di Luca Insalaco

I servizi pubblici non forniscono le dotazioni sufficienti. Talvolta ci sono, ma sono guaste. L’Amat sostiene che il 75% dei mezzi sia adeguato. Scetticismo della Uil trasporti

Tags: Palermo, Trasporti, Disabili, Amat, Mario Bellavista



PALERMO – L’immagine di un disabile che non riesce a salire su un bus pubblico è l’immagine di una città che volta le spalle a chi è diverso, che lo lascia a piedi con la sua disabilità. Per un disabile anche prendere un treno o un autobus può rivelarsi un calvario. Chi utilizza i mezzi pubblici palermitani (l’autobus, in sostanza) sa bene che il parco mezzi dell’Amat, l’azienda di trasporto pubblico, non gode di ottima salute, composto com’è da autobus che necessitano di uno restyling profondo, se non addirittura di andare in pensione. Mezzi vetusti, inquinanti, che a volte capita di vedere fermi al centro di una carreggiata in attesa di ricevere soccorso dagli uomini dell’officina mobile. Eppure, dall’ex municipalizzata assicurano che ben il 75% della flotta esistente è attrezzata per accogliere i disabili (inginocchiamento, pedane di salita manuale e meccanica, spazi interni).
 
Una percentuale - spiegano da via Rodi - destinata a salire con l’acquisto dei nuovi, circa 100, che l’Amat riceverà grazie ai fondi Fas e Pod. Mezzi di ultima generazione, sia per quanto riguarda la motorizzazione (si tratta di euro 5), sia per i dispositivi installati, compresi quelli audiovisivi, che renderanno i bus più accessibili ai disabili. Pippo Governale, segretario generale della Uil Trasporti, dal canto suo, non nasconde un certo scetticismo sulle percentuali fornite dall’Amat: “Sicuramente siamo ben forniti – commenta Governale – ma, ad onor del vero, va precisato che per una proverbiale carenza organica, dovuta al blocco delle assunzioni da più di 10 anni, la nostra officina non riesce a fare le normali riparazioni quindi appena questi mezzi si guastano non vengono riparati”. Se anche il mezzo è attrezzato, quindi, un disabile che vi vuole salire può sentirsi dire che la pedana è rotta.

C’è ancora tanto lavoro da fare, insomma, anche secondo chi il mondo della disabilità lo conosce bene e si fa portavoce dei suo problemi.”Ci vorrebbero più mezzi attrezzati ed una loro migliore funzionalità” commenta Salvatore Crispi, responsabile del Coordinamento per i Diritti delle persone con disabilità nella Regione Siciliana, che spiega: “In questo modo si potrebbe rendere la mobilità dei disabili ancora maggiore affermando la cultura dei disabili che viaggiano e si spostano utilizzando i mezzi pubblici”.
 


Corsie preferenziali. Cordoli e cilindri restano al loro posto
 
PALERMO – I cordoli restano al loro posto. Il ministero dei Trasporti ha dato il proprio placet ai cilindri gialli posti dall’Amat sopra i cordoli per delimitare le corsie preferenziali destinate anche agli autobus. Il caso dei cordoli era stato sollevato dall’associazione dei consumatori Adiconsum, secondo la quale i cilindri piazzati sopra i cordoli rappresentavano una fonte di pericolo per pedoni e automobilisti e ne aveva chiesto la rimozione. Il Comune, in autotutela, aveva dato disposizione di rimuoverli in attesa di ricevere un parere da Roma. Nei giorni scorsi, infine, i tecnici del Ministero hanno approvato l’installazione dei cordoli con il posizionamento dei cilindri gialli. Il Comune ha quindi fatto ricollocare i paletti. “Non c’è dubbio che, senza i delimitatori, la corsia appare meno visibile agli automobilisti – ha commentato il presidente Amat, Mario Bellavista - Non è il cordolo ad essere pericoloso, ma coloro che sono indisciplinati alla guida. Abbiamo apprezzato il tempismo del servizio Traffico a chiedere un parere al ministero”.

Articolo pubblicato il 24 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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