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Quotidiano di Sicilia

Dopo SicilFiat, si svelano quattro piani
di Massimo Mobilia

Ieri vertice al ministero dello Sviluppo: De Tomaso, Cape-Reva, Biogen e Ciccolella incontreranno i sindacati a partire da lunedì. Venturi: “Valuteremo la qualità dei progetti. Nessuno pensi di intascare i soldi e poi scappare via”

Tags: Fiat, Termini Imerese, Marco Venturi



ROMA – I lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, che la società torinese lascerà dal 2012, potrebbe iniziare ad avere certezze sul proprio futuro già a partire da lunedì prossimo, quando quattro delle sette aziende facenti parte della short list per la reindustrializzazione dell’area, saranno disponibili ad incontrare i sindacati. L’apertura è arrivata ieri a margine del tavolo di confronto tenutosi a Roma, tra il ministero dello Sviluppo economico, le sigle confederali, l’advisor Invitalia e la Regione siciliana.

Hanno assicurato la loro disponibilità la casa automobilistica modenese De Tomaso, l’azienda indiana produttrice di auto elettriche Cape-Reva, il colosso della biotecnologia Biogen e il gruppo Ciccolella che produce e distribuisce piante e fiori. Ancora nessuna risposta, invece, da Newcoop, società di logistica e grande distribuzione, dal gruppo di produzione cinematografica Einstein e dall’azienda di sistemi medicali Lima, ma Domenico Arcuri, amministratore delegato di Invitalia, ha dichiarato di “confidare a breve in una loro risposta”. Dal 28 marzo, dunque, si aprirà il calendario dei faccia a faccia, che si terranno al dicastero di via Veneto, tra i rappresentanti di Fiom, Fim, Uilm, Ugl Metalmeccanici e Fismic, gli enti pubblici coinvolti nell’Accordo di programma quadro e le aziende, convocate una per volta.

In assenza del ministro Paolo Romani (impegnato a Montecitorio) il governo è stato rappresentato dal capo dipartimento per l’Impresa e l’internazionalizzazione, Giuseppe Tripoli, che definendo l’incontro di ieri “un passaggio decisivo”, non ha escluso futuri incontri anche a Termini Imerese.

La riunione è servita inoltre a fare il punto sull’attuazione dell’accordo, la tempistica e le fasi successive. “Le imprese si insedieranno entro i tempi previsti, ovvero in concomitanza con l’uscita della Fiat – ha spiegato Arcuri – Stiamo lavorando con loro per portarle a presentare le istanze di accesso alle agevolazioni, ma anche con gli enti locali e l’area di sviluppo industriale per predisporre gli insediamenti nel sito. Confidiamo anche nel rapporto responsabile dei sindacati nella fase delicata di preparazione degli insediamenti”. E i sindacati, intanto, sono usciti soddisfatti dall’esito dell’incontro al Ministero, ad eccezione della Fiom che ha “sospeso qualsiasi giudizio”, continuando a restare l’unica voce fuori dal coro (vedi sotto).

Per la Regione siciliana ha parlato l’assessore alle Attività produttive, Marco Venturi. “Il dato importante – ha detto – è che Invitalia ha assicurato che, entro il 31 luglio, sarà in condizione di impegnarsi a presentare al Cipe i progetti ammessi, istruiti e da finanziare”. Secondo Venturi, “da questo momento bisognerà entrare anche nel merito, analizzando i progetti esecutivi per valutarne la qualità, verificarne la fattibilità ed avere contezza degli investimenti previsti, ma anche per pesare la qualità degli imprenditori stessi”. A fronte di un investimento totale previsto di circa 1 miliardo euro, infatti, di cui circa 350 milioni coperti da fondi regionali, e 100 milioni statali, la Regione vuole avere la certezza che “nessuno pensi di potere fare l’operazione, prenda i soldi, e poi scappi via”.

Intanto, Invitalia ha voluto fornire chiarimenti anche in merito alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’azienda florovivaistica Ciccolella. “Hanno fornito i chiarimenti che dovevano nel rispetto delle norme vigenti – ha detto Arcuri – Per noi sono stati esaustivi e al momento la vicenda giudiziaria non inficia la loro presenza nella short list”. Quanto all’ottavo progetto, arrivato fuori i tempi massimi dal gruppo Dr motor, invece, l’advisor ha lasciato la porta aperta ritenendo che la presentazione del loro business plan sia ormai prossima, per poi essere attentamente valutata.
 

 
I sindacati: “Accelerazione positiva”. Sospende il giudizio la Fiom
 
ROMA – “Parleremo solo a partire da lunedì, quando conosceremo i piani, i contratti e i livelli occupazionali che al momento non conosciamo”. È negativo il commento del segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, al termine del vertice al Ministero. Discordante rispetto a quello degli altri sindacati. Per Eros Panicali, segretario nazionale della Uilm, “il percorso è positivo perché c’è stata un’accelerazione, ed è interessante anche sapere che Dr motor non sia stata scartata, perché è meglio avere più progetti nel caso qualcuno si sfili”. Sulla stessa lunghezza d’onda Leonardo Bruno della Fim che ha comunque sollecitato il Ministero a mantenere alta la guardia e a coinvolgere anche il dicastero del Lavoro per gestire la fase. Anche per il segretario dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio D’Anolfo, l’incontro del 28 marzo è un’occasione positiva, “perché è necessario avviare al più presto una discussione condivisa sui progetti che coinvolgeranno i lavoratori, conoscendo i dettagli dei piani e i tempi di realizzazione”.
D’Anolfo considera positiva anche la “volontà di formare un gruppo di coordinamento con gli esponenti del Ministero, di Invitalia, di Fiat e degli enti locali, finalizzato ad accelerare il percorso”.
 

 
Un miliardo di investimenti sia pubblici che privati
 
TERMINI IMERESE (PA) - L’accordo di programma prevede investimenti, pubblici e privati, per circa 1 miliardo e dovrebbe consentire l’avvio di 7 nuove iniziative industriali, di cui due sempre legate al settore automobilistico: una per produrre vetture di lusso ed una per la produzione di un’auto elettrica.

Le aziende si sono impegnate a concludere gli investimenti al più tardi in 36 mesi, e a quel punto l’occupazione complessiva del sito dovrà raggiungere le 3.300 persone. Un primo step prevede il riassorbimento dei 1.500 dipendenti Fiat al termine dei primi 12 mesi.
Il finanziamento pubblico sarà di 450 milioni: 100 milioni di euro messi dal ministero, e 350 milioni a carico della Regione. I privati dovrebbero mettere nei progetti circa 600 milioni di euro.

Secondo il segretario confederale della Cisl, Luigi Sbarra, “è necessario, inoltre, assicurare, un forte livello di governance tra tutti i soggetti sottoscrittori dell’Accordo di Programma - conclude il segretario confederale della Cisl - una costante azione di verifica e monitoraggio rispetto agli impegni ed alle responsabilita’ poste a base della programmazione, il pieno coinvolgimento e la partecipazione delle parti sociali per favorire attraverso scelte sindacali condivise il processo di attuazione degli interventi di reindustrializzazione. In parallelo occorre promuovere una iniziativa collegata al mercato del lavoro per tutelare e difendere l’occupazione ed il reddito dei lavoratori diretti e dell’indotto, la garanzia degli ammortizzatori sociali con un impianto di politiche attive per il lavoro per consentire attraverso la formazione la piena riqualificazione e ricollocazione di tutti i lavoratori”.

“Nel corso della riunione - sottolinea Sbarra - abbiamo chiesto un’azione di confronto con tutte le aziende coinvolte nel progetto per conoscere nel dettaglio il profilo delle iniziative industriali, la solidita’ economica, le condizioni di mercato, le produzioni, la quantita’ di occupazione, i tempi di realizzazione e gli aspetti contrattuali di riferimento. Tale percorso di lavoro comincera’ la prossima settimana con incontri a Roma tra le singole aziende, le organizzazioni sindacali ed Invitalia”.

“La Cisl riconferma il proprio apprezzamento per l’impegno istituzionale del Governo, della Regione Sicilia, degli Enti locali e di Invitalia sulla vertenza Termini Imerese, che lo scorso febbraio aveva portato alla sottoscrizione di un importante accordo di programma, finalizzato alla riconversione del polo industriale siciliano. Da oggi parte una fase molto delicata ed impegnativa per la crescita, lo sviluppo, il lavoro della comunita’ di Termini Imerese”.

Articolo pubblicato il 25 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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