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Società per il servizio di raccolta. Marino detta di tempi attuativi
di Rosario Battiato

Decreto dell’assessore regionale ai Servizi di pubblica utilità per l’entrata in vigore della legge 9/2010. Statuti e atti costitutivi entro maggio, poi Comuni e Province formalizzeranno le Ssr

Tags: Rifiuti, Giosuè Marino



PALERMO – Entro la fine di maggio i Comuni e le Province regionali ricompresi in ciascun ambito territoriali, ottimali dovranno approvare, nei rispettivi Consigli, lo statuto e l’atto costitutivo per la creazione delle Ssr, le società di regolamentazione per il servizio di raccolta, che si occuperanno della gestione dei rifiuti in Sicilia in sostituzione dei vecchi consorzi o società d’ambito, secondo quanto previsto dalla legge regionale 9, approvata ad aprile 2010. Inoltre, gli enti dovranno dare l’adesione ufficiale alle società consortile di capitale.

è quanto disposto dal decreto dell’assessore regionale all’Energia e ai Servizi di pubblica utilità, Giosuè Marino, attraverso gli schemi di statuto e di atto costitutivo per la creazione delle Srr. Gli atti, predisposti dall’Ufficio legislativo e legale della Regione in collaborazione con il Dipartimento delle Acque e dei Rifiuti e già trasmessi alle Province e ai Comuni dell’isola per l’adozione, contengono le principali norme organizzative delle nuove società consortili. Dopo il primo adempimento, Comuni e Province avranno 45 giorni per costituire formalmente le nuove società. Entro luglio, dunque.

“Schema di statuto e atto costitutivo approvati contengono norme che, a garanzia della legalità e della trasparenza nel settore dei rifiuti, impongono alle nuove società di sottoporre gli appalti alle incisive regole antimafia del protocollo di legalità Carlo Alberto Dalla Chiesa”, precisa una nota dell’assessorato. “
“Inoltre, vietano alle Srr di attribuire al proprio personale dipendente incarichi di responsabilità all’interno della struttura qualora condannato o rinviato a giudizio per reati associativi di stampo mafioso, per corruzione o concussione, anche nel caso in cui sia accertata la sussistenza di forme di condizionamento attraverso collegamenti diretti o indiretti, con la criminalità di tipo mafioso, tali da compromettere il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione e il regolare funzionamento dei servizi affidati allo stesso personale. Analogo divieto è stato previsto per i soggetti esterni con i quali si intende instaurare rapporto di consulenza, collaborazione, studio, ricerca, rapporti di lavoro disciplinati dal decreto legislativo 10 settembre 2003, incarico di componente del collegio sindacale o altri incarichi”.

“Si è voluto intervenire - spiega Marino - per riordinare un settore caratterizzato da inefficienze, sprechi, inadempienze e oggetto di particolare attenzione da parte della criminalità organizzata. Infatti, abbiamo voluto riservare una particolare attenzione ai temi della sicurezza, in un settore cruciale dell’economia isolana, come noto, al centro dell’attenzione di quella imprenditoria mafiosa interessata a riciclare i proventi delle attività illecite in iniziative imprenditoriali significatamente remunerative, anche perché assistite da forme di incentivazione economica a valere su risorse pubbliche previste dalla normativa vigente”.
“è un percorso di fondamentale importanza che introduce un nuovo modello nella gestione dei rifiuti in Sicilia e che si pone come obiettivi principali quelli di salvaguardare e migliorare la qualità dell’ambiente, proteggere la salute e garantire un utilizzo razionale ed efficiente delle risorse”.

Articolo pubblicato il 26 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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