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Quotidiano di Sicilia

Palermo - Volantini: lÂ’insostenibile invasione
di Claudio Di Gesù

Ci sono esempi autorevoli, come a Milano e Firenze, dove il volantinaggio è vietato per regolamento. Le aziende pagano regolarmente la tassa e distribuiscono, poi i cittadini sporcano

Tags: Palermo, Rifiuti, Volantini



PALERMO - Propongono un microprestito, una rata bassotta o ancora l’acquisto di elettrodomestici a tasso zero, tutto pubblicizzato su volantini e ben sistemato tra il parabrezza e il tergicristallo delle automobili posteggiate. Bastano pochi minuti e voilà, come d’incanto, compaiono questi immancabili volantini che, ben che vada, finiscono per intasare i già stracolmi e poco svuotati cestini portacarte distribuiti per la città. Diciamo pure ben che vada ma, in realtà, per la congenita inerzia dei palermitani a rispettare il decoro della propria città, questi volantini il più delle volte finiscono sui marciapiedi (la foto dell’articolo è un evidente esempio) oppure, ben appallottolati, nel bel mezzo delle corsie stradali.

In realtà, la maggior parte delle aziende che distribuisce questi volantini è in regola, come ci confermano dal comando della Polizia municipale, perché pagano l’apposita tassa sulle Attività Produttive. Una forma di pubblicità che sicuramente porta qualche migliaio di euro nelle esangui casse comunali, ma, di contro, genera una moltiplicazione incontrollata e incontrollabile di rifiuti. In realtà e nella pratica giornaliera, nessuno si adopera per togliere questi volantini dal tergicristallo e depositarli negli appositi cestini o in assenza e in attesa di poterne trovare qualcuno vuoto, conservarli nella propria auto. Così, al primo azionamento di tergicristallo le ammiccanti e colorate proposte cartacee si diffondono sul territorio cittadino. Tutto ciò non solo crea la diffusione di cartacce ovunque, ma anche il malcontento, oramai poco celato degli operatori Amia addetti allo spazzamento che, a onor del vero, dichiarano a denti stretti che farebbero volentieri a meno di quest’ulteriore problema nello spazzamento delle aree (ambiti) di loro pertinenza, soprattutto, in quelle strade che sono definite “aree rosse” cioè da spazzare quotidianamente.

Sicuramente questo tipo di pubblicità sarebbe auspicabile che fosse eliminata, magari prendendo esempio da altre città come Milano dove non esiste un’ordinanza specifica, ma è in vigore un “Regolamento del decoro urbano” del Comune che impone il divieto di volantinaggio se non esercitato nella forma che prevede la consegna diretta del volantino nelle mani del destinatario. Oppure a Firenze, dove è vietata la distribuzione su veicoli in sosta, sulle soglie e sui gradini degli edifici. Ogni giorno invece a Palermo, milioni di volantini svolazzano per la città.
 

 
Le regole. Le sanzioni da 100 a 600 euro
 
PALERMO - È bene ricordare ai cittadini di questa città che il “Regolamento per la gestione dei rifiuti urbani” ex art. 21 D.Lgs.5 febbraio 1997 n.22 e successive modificazioni e integrazioni, approvato con atto del Consiglio comunale n.93 del 16/05/02 alla lettera F.6.1 prevede che è fatto divieto agli utenti di aree, strade, spazi pubblici o a uso pubblico di abbandonare e gettare rifiuti di qualsiasi tipo e in qualsiasi quantità. Questi ultimi dovranno essere immessi solo negli appositi contenitori per rifiuti urbani esterni (di qualsiasi natura o provenienza giacenti sulle strade e aree pubbliche ecc).Le violazioni a quanto previsto dal presente Regolamento, ove non costituiscano reato e non siano specificamente sanzionate da leggi, decreti o regolamenti, sono punite con le sanzioni previste dall’art.50, comma 1, del D. Lgs. n.22/1997.In particolare le violazioni di cui al precedente punto F.6.1. sono passibili di sanzione amministrativa pecuniaria da euro 100 a 600.

Articolo pubblicato il 29 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Volantini sui parabrezza delle autovetture (cdg)
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Marciapiedi invasi da volantini (cdg)
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