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Quotidiano di Sicilia

Catania - Senza Nucleo investigativo la corruzione non si ferma
• Il sindaco non attiva la squadra per snidare i disonesti all’interno della Pa • Riflettori sul caso dei quattro vigili arrestati dalla Guardia di finanza • Tante parole, ma l’amministrazione non passa alle azioni concrete • Si parla di “continuare l’azione di legalità intrapresa” che, però, non è mai iniziata • Colpire i corrotti dando finalmente alla macchina comunale quella efficienza indispensabile per un rilancio che sembra sempre più distante

Tags: Raffaele Stancanelli, Alessandro Mangani, Catania, Corruzione



CATANIA - Lo avevamo già scritto in tempi non sospetti, per l’esattezza il 19 febbraio scorso. Riportiamo testualmente: “Non ci risulta che, negli ultimi tempi, si siano verificati casi di corruzione all’interno del Comune di Catania. Il che può voler dire due cose: che non ce ne siano stati o che non ne siano stati scoperti. Per questo chiediamo al primo cittadino catanese (ma come a lui anche a tutti gli altri sindaci della Sicilia) di dotarsi di un Nucleo investigativo affari interni (Niai), incaricato di indagare sul corretto comportamento di chi lavora all’interno della sua amministrazione. Senza uno strumento del genere, infatti, non è possibile affermare che in questo o quell’ente non si verificano casi di corruzione”.
Questo quanto abbiamo scritto in occasione dell’ultima pubblicazione del Diotru, parole che adesso fanno più effetto che mai dopo che quattro vigili urbani catanesi sono stati arrestati dai militari del Comando provinciale della Guardia di finanza. Tra i reati ipotizzati dal Gip ci sono concussione, omissioni in atti di ufficio, falsità ideologica e abuso d’ufficio.

Non siamo certo dotati di palla di vetro da chiromante e non vogliamo vantarci di aver in qualche modo anticipato quanto scoperto nei giorni scorsi dalle Fiamme gialle (fatto che di certo non fa il bene della città). Riportiamo quanto scritto un mese e mezzo fa solo per reiterare la nostra richiesta al sindaco Raffaele Stancanelli: si istituisca un Nucleo investigativo affari interni per scovare la corruzione che si annida all’interno della Pubblica amministrazione, tutelare i cittadini ed evitare che casi come quello dei quattro vigili fermati nei giorni scorsi possano ripetersi.

“A Catania deve continuare l’azione di legalità che con serietà e rigore abbiamo intrapreso” ha detto il sindaco nelle ore successive all’operazione della Guardia di Finanza, mentre il comandante dei Vigili urbani, Alessandro Mangani, ha invitato il Corpo alla compattezza per “dare seguito concreto alle continue esortazioni del sindaco per la legalità”. Belle parole che però, come troppo spesso è accaduto nel corso dell’amministrazione Stancanelli, non si sposano con i fatti e le azioni concrete.
Come si può affermare tutto ciò quando non esiste un’organizzazione finalizzata alla lotta della corruzione quale appunto dev’essere il Niai? Come si può affermare che - a parte il caso scoperto nei giorni scorsi - la situazione è sotto controllo quando in realtà non c’è nessuno con il compito di controllare?
Questo chiediamo al sindaco Stancanelli e ai suoi più stretti collaboratori: agire nella più totale trasparenza e con correttezza. Istituire subito il Nucleo investigativo affari interni, dunque, per non darla vinta a disonesti e a corrotti e per non alimentare ancora la pessima nomea che aleggia sull’Amministrazione comunale.
 
‘U Diotru

Articolo pubblicato il 30 marzo 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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