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Alta tensione sulle autostrade siciliane
di Antonio Casa

Il Tar Sicilia ha sospeso l’efficacia del decreto interministeriale che aveva disposto la decadenza della concessione al Cas. Da un momento all’altro il decreto del governo che impone i pedaggi anche su Pa-Ct e Ct-Sr

Tags: Consorzio Autostrade Siciliane, Tar Sicilia, Anas



CATANIA - Il contenzioso tra l’Anas e il Consorzio per le autostrade siciliane (Cas) sulla gestione delle Palermo-Messina, Messina-Catania (a pagamento, fruttano circa 85 milioni l’anno) e Siracusa-Gela (gratuita, oggi in esercizio fino a Rosolini), è destinato a durare almeno fino a giugno. Il Tar Sicilia ha infatti sospeso, in via cautelare, l’efficacia del decreto interministeriale del 5 luglio 2010 che aveva disposto la decadenza della concessione tra l’Anas SpA ed il Consorzio per le Autostrade Siciliane, stipulata nel 2000. Il decreto era stato emesso dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con il ministro dell’Economia e delle Finanze, alla luce di quasi quattrocento inadempienze gestionali riscontrate dagli ispettori dell’Anas.

Il Tar Sicilia nell’ordinanza ha scritto, tra l’altro, che “nel procedimento di revoca della concessione in questione non risulta che sia stata coinvolta la Regione siciliana, che detiene la quota maggioritaria delle quote del Consorzio ricorrente, in applicazione di specifiche norme di legge” e per questo “accoglie la domanda cautelare proposta nel ricorso in epigrafe e, per l’effetto, sospende l’efficacia dei provvedimenti impugnati”. La trattazione di merito del ricorso è stata fissata nell’udienza pubblica che si terrà il 22 giugno prossimo.

Il 23 marzo scorso, cioè alla scadenza della prima sospensiva sul ricorso disposta dal Tar di Catania a dicembre (trasferendo poi la competenza del giudizio al Tar di Palermo), l’Anas ha di nuovo chiesto al Cas il passaggio della gestione. Nella lettera firmata dal dirigente Roberto Mastrangelo – “un fatto dovuto” dicono dall’ufficio stampa dell’Anas - s’intimava il trasferimento delle competenze e delle somme in cassa entro il successivo 4 aprile. La sospensiva del Tar Sicilia, datata venerdì 1° aprile, ha nei fatti rinviato ogni cosa a giugno.

Sul futuro del Cas incombono diverse incertezze. La scorsa settimana, il commissario dello Stato ha impugnato la parte della legge sulla semplificazione approvata dall’Ars, con la quale il Consorzio veniva trasformato in ente economico. Secondo il commissario dello Stato, Carmelo Aronica, la trasformazione del Cas viola gli articoli 3, 51 e 97 della Costituzione.
Per il capogruppo del Pd a Sala d’Ercole, Antonello Cracolici, “la decisione, lascia perplessi perché - in assenza di un pronunciamento definitivo del Tar - rischia di apparire come una preventiva difesa delle scelte del governo nazionale. Insomma, il commissario dello Stato deve fare rispettare la Costituzione, ma non a senso unico: deve anche difendere la nostra autonomia dalle prevaricazioni romane”.

Gli ha risposto Rudy Maira, capogruppo dei Popolari di Italia domani all’Assemblea regionale siciliana: “Non vorrei che la trasformazione del Consorzio autostradale siciliano in Ente pubblico economico, tanto auspicata da Cracolici e prima ancora dal presidente Raffaele Lombardo, fosse anche una manovra per far riscuotere alla Sicilia i pedaggi e creare quindi un altro balzello. Al capogruppo del Pd vorrei ricordare che fu proprio il governatore Raffaele Lombardo, non meno di due anni fa, a proporre pedaggi a vantaggio delle casse regionali per consentire una manutenzione e un miglioramento della rete autostradale della Sicilia”.

Poi, c’è la questione legata al ventilato pedaggio sulla Catania-Palermo-Punta Raisi e sulla Siracusa-Catania, entrambe gestite direttamente dall’Anas. Dal 1° maggio diverse autostrade, oggi a transito gratuito, saranno a pagamento. Il governo ha chiesto la lista delle autostrade all’Anas, ora si attende il decreto del presidente Berlusconi. A lui spetterà decidere quali tratte sottoporre al pedaggio. Appare certo che i caselli compariranno anche negli ingressi dell’autostrada che collega le due principali città siciliane e in quella orientale, più moderna, inaugurata circa un anno fa.

In teoria, nell’Isola sono soggetti al pedaggio 425 chilometri di autostrade, pari al 45 per cento dell’intera rete di Anas. Un’ipotesi molto realistica che non piace a nessuno. In atto si registrano legittime proteste di associazioni e petizioni popolari per chiedere di lasciare il transito gratuito laddove oggi esiste.

L’assessore regionale ai Trasporti, Pier Carmelo Russo, che ogni giorno percorre il tratto tra Bagheria e Palermo, commenta: “Chi continua a parlare di pedaggi sulle arterie autostradali siciliane - prosegue - farebbe bene, prima di tutto, a vivere sulla propria pelle certe situazioni di profondo disagio. Si pensi, invece, a sbloccare subito i fondi necessari per avviare un programma di infrastrutturazione della rete viaria che possa consentire all’Isola di superare il profondo gap che continua ad accusare nei confronti del resto del Paese”.

Più duro il deputato regionale del Pd Bruno Marziano: “Per molto meno la Lega Nord ha annunciato crisi di Governo, vedremo se i rappresentanti del Governo e i deputati del centrodestra siciliano sapranno imporsi e non accettare supinamente questo nuovo smacco ai danni della Sicilia. Vedremo, ma non credo che succederà, se il ministro Prestigiacomo, i deputati e i senatori, da Gianni a Centaro ad Alicata sapranno far valere le legittime richieste dei loro concittadini. O se non finirà - conclude Marziano - come gli strali e i fulmini minacciati da Micciché sulla questione fotovoltaico e che si sono liquefatti rapidamente”.

Articolo pubblicato il 06 aprile 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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