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Quotidiano di Sicilia

Amt: arriva una "rivoluzione" che sembra un gioco di prestigio
di Melania Tanteri

Secondo il piano industriale l'Ente dovrà versare circa 20 mln di euro l'anno alla nuova società. L'azienda diventa Spa, con i debiti che restano sul groppone del Comune

Tags: Piano Industriale, Trasporti, Amt, Roberto Sanfilippo, Catania, Debiti



CATANIA - Diventerà Società per azioni l’Azienda municipalizzata che gestisce il trasporto pubblico. Il Consiglio comunale, infatti, con qualche mese di ritardo, ha votato la delibera per la trasformazione societaria dell’Amt e, contestualmente, il Piano industriale della società.
 
L’assemblea cittadina ha quindi sancito il primo passo verso la trasformazione dell’azienda, votandone nello stesso momento il Piano industriale per i prossimi cinque anni e lo Statuto, in cui vengono specificate le attività che la società potrà svolgere, la consistenza del capitale sociale di 33.889.000 euro e la percentuale di azioni che il Comune dovrà avere, non inferiore al 51 per cento.
 
Un traguardo che la città attendeva da vent’anni e che, secondo le ottimistiche previsioni della Commissione amministratrice, presieduta da Roberto Sanfilippo, dovrebbe portare l’azienda a livelli europei, aumentandone l’efficacia e l’efficienza.
La responsabilità nei confronti degli utenti, la necessità di far quadrare i bilanci, una politica aziendale “privatistica”, infatti, dovrebbero consentire alla nuova Amt (Azienda metropolitana trasporti), di affrancarsi dal vortice in cui si trova attualmente, caratterizzato da ingenti perdite economiche e dall’inefficienza del servizio. Il condizionale è, però, d’obbligo, dal momento che parte del debito rimarrà in capo al Comune e che spetterà all’amministrazione, secondo il Piano industriale, versare circa venti milioni di euro l’anno alla nuova azienda.
 
Aspetto evidenziato dal capogruppo del Pd a Palazzo degli Elefanti, Rosario D’Agata, che ha infatti messo in evidenza come, l’approvazione del Piano di trasformazione dell’Amt da società municipalizzata a Spa comporterà un impegno economico non indifferente da parte del Comune di Catania.
 
“Non c’è alcun dubbio – ha affermato D’Agata - che, con la delibera presentata, si assume da parte del Comune un impegno pluriennale, per cinque anni, alla corresponsione a una società, una Spa, di una cospicua somma di denaro. Ritengo pertanto che si tratti di un’anticipazione del bilancio di previsione annuale e pluriennale del Comune di Catania”.
Nonostante il parere favorevole del Collegio dei revisori dei conti, D’agata e gli altri esponenti del Pd, eccetto Giovanni D’Avola che ha votato diversamente, hanno dato parere contrario, motivandolo non solo con le argomentazioni di tipo economico finanziario, ma anche pratico. Senza il Piano urbano del traffico, di cui si attende ancora il passaggio in Consiglio comunale, difficilmente potrà miglioraere il sistema di trasporto, secondo i consiglieri di opposizione.
 
“La relazione dell’assessore Roberto Bonaccorsi (in assenza del presidente Sanfilippo è stato l’esponente dell’amministrazione con delega al Bilancio e alle Partecipate a illustrare l’atto all’aula ndr) è stata una bella lezione di diritto societario – ha affermato D’Agata – ma la delibera fa acqua da tutte le parti”. 
 
La nuova società sarebbe, invece, una “scatola vuota fatta di propositi, di scadenze, di obiettivi che si spera vengano raggiunti” per il capogruppo de La Destra, Nello Musumeci che ha, però, dato parere favorevole.
“Prossime tappe della squadra – ha affermato il presidente Sanfilippo - saranno l’affidamento dei parcheggi scambiatori all’Amt, la messa in esercizio di 220 vetture a fronte delle 160 attualmente in servizio e l’adozione della nuova organizzazione aziendale”.

Articolo pubblicato il 06 aprile 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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