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Quotidiano di Sicilia

Informazione, funzionalità e sistema del soccorso ecco come si affrontano i diversi gradi di emergenza
di Angela Carrubba e Melania Tanteri

Il neo assessore Gaetano Armao risponde ad alcune domande sul funzionamento e organizzazione del dipartimento regionale P.C.. Per la prevenzione acquista importanza strategica la corretta dislocazione dei centri operativi della P.C.

Tags: Gaetano Armao



PALERMO - Comunicazione con i cittadini tramite il sito internet.
Pensa che il sito dia informazioni sufficienti? Ritiene di apportare delle modifiche?
 “Il sito internet della Regione Siciliana è inadeguato. Va modificato e migliorato per mettere nelle condizioni i cittadini di conoscere in tempi celeri quello che fa l’amministrazione regionale”.

In caso di evento sismico grave, qual è il Piano organizzativo che la Regione metterà in atto? È possibile prenderne visione sul sito web?
“Intanto bisogna distinguere che tipo di emergenza abbiamo davanti. Se dobbiamo fronteggiare un’emergenza di tipo ‘B’, e cioè un terremoto che ha prodotto danni limitati in un’area altrettanto limitata, ebbene, di questo si occupa la Regione, che viene in aiuto al Comune o, eventualmente, ai Comuni colpiti attraverso il dipartimento regionale della Protezione civile. L’esempio è quello del terremoto avvenuto a Nicolosi nel 2006, dove si registrarono inagibilità per quattro chiese e danni a una decina di abitazioni. Nel caso di emergenza di tipo ‘B’, la Protezione civile regionale interviene per riparare i danni senza ricorrere all’intervento statale. Va precisato che esiste anche un’emergenza dai toni minori, classificata come ‘A’. In questo caso a intervenire è solo il Comune”.
 
E l’emergenza di tipo ‘C’?
“In questo caso dobbiamo fronteggiare, ad esempio, un terremoto che ha prodotto ingenti danni. Oltre alla Protezione civile regionale interviene anche la Protezione civile nazionale con un’apposita ordinanza derogatoria, emanata dal Presidente del Consiglio dei ministri, che consente la realizzazione degli interventi con procedure accelerate”.

Che succede, praticamente, in caso di emergenza di tipo ‘C’?
“In primo luogo scatta un sistema di soccorso a livello regionale. Interventi che vengono coordinati dalla sala operativa che si trova nella sede della Protezione civile regionale di Palermo, mentre per il livello statale si attivano le Prefetture. Si lavora in diretto contatto con la sala operativa della Protezione civile nazionale di Roma. Si stimano le necessità; se i danni registrati sono notevoli si chiede alla Sala Situazioni Italia (Ssi) del dipartimento nazionale della Protezione civile di intervenire con tende, gruppi elettrogeni, bagni e cucine mobili, vigili del fuoco.
“E, se è necessario, anche con l’esercito. Si lavora all’insegna del coordinamento, facendo intervenire anche i volontari, i gruppi cinofili, i funzionari regionali con le colonne mobili per portare i primi soccorsi, compresi quelli sanitari. La direzione dei soccorsi viene assunta da un commissario delegato nominato dal capo del governo nazionale”.

C’è anche un sistema di monitoraggio dei terremoti?
“Certamente. Il monitoraggio viene effettuato dalla sezione catanese dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Questa struttura opera con sofisticati sensori che rivelano i tremori e gli spostamenti che avvengono nella zona dell’Etna e nell’area eoliana. Va da sé che il monitoraggio è esteso a tutta la Sicilia, con particolare riferimento alla parte orientale dell’Isola, considerata un’area a rischio. Nell’ambito di questo sistema regionale di prevenzione acquista importanza strategica la corretta dislocazione dei centri operativi di Protezione civile. Tra questi, uno dei più importanti è quello che vedrà la luce a Palermo, nell’area di Boccadifalco. Tale centro avrà una valenza mediterranea. Il programma prevede, comunque, di realizzare un centro operativo in ogni provincia della Sicilia”.

A quanto ammonta l’investimento previsto in questo settore?
“A circa 30 milioni di euro. Risorse che verranno reperite dai fondi europei, con riferimento alla programmazione 2007-2013”.   

E il web?
“Sul sito del dipartimento regionale della Protezione civile sono disponibili le informazioni relative alla prevenzione dei rischi”.

Articolo pubblicato il 01 luglio 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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