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Fisco: +18,4% di somme riscosse
di Giovanna Naccari

La relazione annuale dell’Agenzia delle Entrate, Direzione regionale Sicilia, sul lavoro svolto e sui risultati ottenuti. Giamportone, dir. reg.: ”Attività di controllo più efficace e migliore difesa nei contenziosi”

Tags: Agenzia Delle Entrate, Fisco, Castrenze Giamportone



PALERMO – La Sicilia accelera nella lotta all’evasione fiscale. Nel 2010, secondo i dati forniti dall’Agenzia delle Entrate, sono stati recuperati oltre 517 milioni di euro, il 18,4% in più rispetto al 2009. Di questi, 278,8 mln di euro (53%) provengono da versamenti diretti, ovvero controlli che hanno spinto i contribuenti a pagare subito, mentre 238,4 mln (47%) riguardano la riscossione con cartelle esattoriali a seguito di iscrizione a ruolo.

Sulle somme recuperate, inoltre, la Sicilia segna un incremento del 26,5% rispetto al 2009, pari a 316 mln da attività di liquidazione. E un incremento del 7,8% (204,6 mln) da accertamento e controllo formale. Le cifre sono state fornite durante la tradizionale conferenza stampa dell’amministrazione fiscale che, in tutte le regioni, rende noto il lavoro svolto secondo il principio di trasparenza degli uffici su obiettivi, organizzazione e risultati, voluto dal ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta.

Tre i principali strumenti che hanno permesso il contrasto più forte all’evasione e  la crescita delle somme riscosse in Sicilia. “I risultati - ha detto il direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate, Castrenze Giamportone - sono stati ottenuti grazie ad un’attività di controllo maggiormente efficace, ad una migliore azione di difesa nei contenziosi con i contribuenti e ad una maggiore attenzione sull’andamento delle riscossioni”.

I funzionari hanno fatto emergere irregolarità portando alla luce anche il tenore di vita e i conti correnti bancari dei contribuenti siciliani. “Lo strumento del redditometro, in particolare, - ha aggiunto il direttore Giamportone - ha permesso di accertare maggiori imposte per circa 21 milioni di euro”. E i controlli supportati dalle indagini finanziarie hanno fatto registrare 51 milioni di euro di maggior imposta accertata.

La Sicilia, per somme riscosse, si colloca all’ottavo posto tra le regioni. Al primo c’è la Lombardia (sul dato però incide il peso economico che ha nel Paese). “Non siamo tra i primi posti - ha commentato Giamportone - ma la classifica va letta considerando anche che abbiamo poco personale, perché da anni non ci sono concorsi ed, inoltre, con un’età media di 57 anni. Tuttavia, il personale è competente e qualificato e grazie a ciò l’Agenzia sta svolgendo un ottimo lavoro che avviene dopo un percorso di riorganizzazione conclusosi a dicembre”. Per il direttore “i dati  fanno intravedere analoghi traguardi anche per il 2011”.

Ha aggiunto Cristina Livoti, dirigente Relazioni esterne: “la riorganizzazione del lavoro, supportata dalla formazione, ha permesso una maggiore analisi del territorio ed una conoscenza del contribuente, che hanno reso possibile la migliore qualità dei risultati”.  

Il livello di contrasto all’evasione fiscale è rappresentato anche dai 116 mln di euro riscossi con gli strumenti deflattivi del contenzioso tributario, primo tra tutti l’accertamento con adesione. Un sistema che ha fatto incassare all’Agenzia circa 33 milioni di euro. Sono stati seguiti inoltre 60.272 accertamenti su imposte dirette, Iva e Irap per oltre un miliardo di maggiore imposta accertata. E 8 mila accertamenti sulle compensazioni Iva indebite hanno fatto rilevare un’evasione di quasi 200 mln di euro.

Un contributo importante è giunto dall’ufficio Antifrode della direzione regionale, che ha fa fatto emergere 54,6 mln di euro di redditi non dichiarati per imposte dirette e Irap, oltre a 7,4 mln di euro di Iva evasa. Infine, sono state smascherate anche violazioni commesse da 40 imprese operanti nel no profit.

Articolo pubblicato il 13 aprile 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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