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Sicilia e-Servizi: 82 milioni i debiti della Regione non informatizzata
di Maria Rosaria Minà

Società nata nel 2005 per svolgere attività informatiche di competenza delle amministrazioni regionali. Servizi on line per cittadini e imprese, e-Health, e-learning: progetti non conclusi

Tags: Sicilia E-servizi, Informatizzazione, Regione Siciliana, Internet



PALERMO - Sicilia e-Servizi è una società in salute e la Regione non intende dismetterla. È questo il quadro che emerge dalla relazione sull’attività e la situazione economica-finanziaria di Sicilia e-Servizi. Il documento è stato depositato in Commissione Bilancio e Finanze, in vista del parere vincolante della commissione sul piano di riordino delle partecipate. 

Costituita nel 2005, la società di cui la Regione detiene il 51% del capitale, svolge delle attività informatiche di competenza delle amministrazioni regionali. In poche parole è una società di cui si avvale la Regione, che opera secondo gli indirizzi strategici stabiliti dal Governo e secondo le direttive tecniche determinate dal coordinamento dei servizi informatici Regionali. Può contare su un personale formato da 12 unità, di cui 5 dirigenti, 4 quadri e 3 impiegati. è evidente che si tratta  di un organico ridotto, almeno momentaneamente, dato che, secondo quanto emerge dalla relazione, entro maggio potrebbe essere pubblicato il bando per l’allargamento della pianta organica. “Non c’è dubbio che Sicilia e-Servizi dovrà essere popolata se e nella misura in cui la stessa dovrà svolgere autonomamente l’attività affidata dalla Regione Siciliana”, si chiarisce nella relazione. Entrambe le condizioni sono strettamente correlate alla fuoriuscita del socio di minoranza entro il 2013, peraltro contemplato dal bando di gara, dopo aver provveduto a rilasciare il know how e competenze, necessari a svolgere autonomamente  le attività affidatele dalla Regione.

A causa del mancato adempimento all’obbligo di popolamento, la Regione siciliana non ha ancora provveduto al pagamento delle prestazioni eseguite o in corso rese da Sicilia e-Servizi. Più in dettaglio la società vanta crediti pari a circa 82 milioni di euro.

Il piano operativo strategico 2007/2011 ha valutato in 703 milioni di euro il valore delle attività da realizzare per lo sviluppo della Società dell’informazione, mentre i lavori finora affidati a Sicilia e-Servizi ammontano a 151 milioni di euro. Si tratta di progetti, molti dei quali in fase di realizzazione, le cui azioni sono inquadrate in sei differenti macroaree strategiche d’intervento:Servizi governativi on-line (e-Government, G2G, sistemi territoriali), Sviluppo dei servizi on-line per cittadini ed imprese; Sviluppo dell’infrastruttura telematica e miglioramento dell’accessibilità ai servizi; sviluppo e sicurezza delle reti e dell’informazione; e-Health; e-Learning. Su tali microaree si inseriscono, verticalmente, le altre progettualità ad esse connesse, determinando una gestione centralizzata ed unificata dei sistemi e delle applicazioni. Un sistema che garantisce una forte governante, ed un’elevata capacità di coordinamento  operativo e di processo nella gestione dei sistemi informativi.

Peccato che tutti questi settori di intervento vedono un ritardo enorme, a partire dal fatto che in trasparenza la Regione è fanalino di coda rispetto al resto d’Italia e, se qualche servizio era stato attivato come quello della pubblicazione on line dell’andamento delle assenze dei dipendenti regionali, da novembre 2009 però è sospeso. Per non dire del portale unico della Regione, che è tale solo di facciata, visto che per accedere a diversi documenti bisogna entrare nei vecchi siti degli assessorati, vedi Bilancio e Salute. Se si guarda all’e-Health, cioè la Salute on line, nelle inchieste del QdS abbiamo dimostrato come tutto è solo un’aspirazione, ad esempio le prenotazioni on line delle visite mediche sono ancora una chimera. Questo a discapito di un processo di dematerializzazione che non è mai partito negli uffici regionali.

Articolo pubblicato il 14 aprile 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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