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Quotidiano di Sicilia

Agenzie di viaggio alla ricerca d’identità
di Chiara Giarrusso

L’assessore regionale al Turismo ha presentato un disegno di legge per disciplinare l’attività, in attesa di regole da 75 anni. Adeguare il sistema alle nuove esigenze di un mercato in costante evoluzione, a garanzia degli operatori

Tags: Daniele Tranchida, Turismo, Agenzia Di Viaggio, Giuseppe Cassarà



PALERMO - Ai rappresentanti delle organizzazioni di categoria e operatori delle agenzie di viaggio il disegno di legge, presentato dall’assessorato regionale al Turismo qualche settimana fa, che prevede il riordino della materia, così come è non piace per niente.

La bozza del ddl  si compone di ben 26 articoli e propone di regolare l’attività d’imprese e associazioni no profit, che si occupano di produzione, organizzazione e intermediazione di viaggi e soggiorni turistici per singoli o gruppi nell’Isola anche via web.

Tra le attività, che possono essere svolte dalle agenzie di viaggio, secondo l’art 3, rientrano anche quelle relative a prenotazione, vendita e prevendita di biglietti per spettacoli, fiere, manifestazioni ed eventi vari; assistenza al rilascio di passaporti e visti consolari, organizzazione e realizzazione di convegni e congressi.

L’art 4 regola l’apertura e l’esercizio dell’attività e prevede l’obbligo di presentazione 10 giorni prima dell’inizio dell’attività, di idonea certificazione attestante il possesso dei requisiti, all’assessorato regionale al Turismo, che entro 30 giorni dal ricevimento della segnalazione nel caso di carenza dei requisiti o altro, dispone con provvedimento motivato il divieto di prosecuzione, salvo che l’interessato non sia nelle condizioni di conformarsi alle prescrizioni nei successivi 30 giorni.
Lo svolgimento dell’attività è subordinato al pagamento di una tassa di concessione regionale. Secondo l’ottavo comma dell’articolo 4, poi, l’attività può essere esercitata anche presso supermercati, centri commerciali, grandi magazzini e grandi centri di distribuzione. Al titolare dell’agenzia, secondo l’art.13, è richiesto ai fini dell’apertura e dell’esercizio dell’attività di agenzia, il versamento di un deposito cauzionale di 25 mila euro, somma vincolata per tutto il periodo di svolgimento dell’attività e da effettuare in favore dell’assessorato al Turismo a mezzo di “fideiussione bancaria irrevocabile o polizza assicurativa”.
Il deposito, secondo il terzo comma dell’art. 14, è istituito a garanzia e ristoro di sanzioni pecuniarie e tasse e concessioni governative regionali non pagate.

A tutela dei consumatori, l’art 14 prevede, l’obbligo per le agenzie di viaggio di stipulare “una polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile verso il consumatore per il risarcimento dei danni derivanti da inadempimento o inesatta esecuzione delle prestazioni oggetto del pacchetto turistico e per danni diversi da quelli alla persone nell’osservanza delle disposizioni previste dalla Convenzione internazionale relativa ai contratti di viaggio”.

L’inosservanza dell’obbligo, recita il secondo comma, costituisce motivo di divieto di prosecuzione dell’attività. Annualmente le agenzie sono tenute a presentare l’avvenuto pagamento del premio assicurativo all’assessorato, pena la sospensione o il divieto di prosecuzione dell’attività.

Viene, anche istituita all’art 15 e ss., la figura del direttore tecnico, cui la norma attribuisce “responsabilità tecnica dell’agenzia e di eventuali filiali o succursali della stessa”. Il direttore ha l’obbligo di curare con carattere di continuità e esclusività la gestione tecnica dell’ agenzia; al titolare, invece, è fatto obbligo di presentare all’assessorato regionale per il turismo copia del contratto di lavoro del direttore per il rilascio di nuova autorizzazione e ogni qualvolta si modifichino le condizioni originarie del contratto stesso.
 

 
Giuseppe Cassarà: “Proposta di legge insoddisfacente per la categoria”
 
Abbiamo intervistato il Presidente nazionale onorario della Federazione italiana delle agenzie di viaggio, Giuseppe Cassarà. Cosa non va in questo ddl e cosa lascia perplesse le associazioni di categoria? “Primo fra tutti è lo strumento stesso del disegno di legge a lasciare perplessi, piuttosto la materia potrebbe essere regolata con atti amministrativi. Aspettavamo da 75 anni un intervento, con una battuta potrei dire che la montagna ha partorito il topolino. Prevede ventisei articoli. Sono troppi, va snellito e poi passerebbe troppo tempo prima di essere approvato, servono provvedimenti urgenti. Abbiamo proposto un ridimensionamento a un massimo di 15 articoli, che contengano principi fondamentali, il resto può essere regolato con decreti o regolamenti. Vanno riviste le norme che introducono la figura del direttore tecnico e quelle che prevedono garanzie per i consumatori. Ne abbiamo discusso con l’assessore nel corso dell’ultimo incontro, si è mostrato disponibile ad accogliere le nostre proposte. Un intervento sulle agenzie di viaggio è necessario, dato che nel 2005 è stato ritirato il regolamento, che disciplinava il settore, frutto di un anno di tavoli tecnici tra il precedente governo e le associazioni di categoria, e da allora tutto tace. Così com’è questa proposta di legge non va e questa è una posizione condivisa da tutte le associazioni di categoria”.
 


Un esame per diventare Direttore tecnico di Agenzia di viaggi
 
Per l’esercizio della professione di direttore tecnico, secondo l’art. 16, è previsto il superamento di apposito esame. Le materie e le modalità di svolgimento delle prove sono stabilite da apposito decreto dell’assessore regionale al Turismo. Il ddl prevede, infine, all’art 22 sanzioni amministrative che vanno da un minimo di 2.500 euro a un massimo di 10 mila euro commisurate al tipo violazione commessa.
“Con questo disegno di legge – ha detto l’assessore per il Turismo, Daniele Tranchida - intendiamo disciplinare in maniera organica e snella la materia delle agenzie di viaggio, colmando una lacuna nella normativa regionale e adeguando il sistema alle nuove esigenze di un mercato in costante evoluzione, a garanzia degli operatori e dei consumatori. Attraverso la concertazione, vogliamo recepire i contributi delle organizzazioni di categoria del settore”.
Intanto, la fase di concertazione con i rappresentanti di Fiavet, Federturismo di Confindustria, di Assoviaggi di Confesercenti, di Turismo dell’Unicoop e dell’Associazione italiana degli agenti di viaggio, è già stata avviata. Ma, secondo quanto riferiscono le associazioni di categoria,  restano ancora dubbi e perplessità.

Articolo pubblicato il 19 aprile 2011 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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